La malattia di Crohn è una patologia infiammatoria cronica dell’intestino, caratterizzata dalla presenza di ulcere intestinali e tratti di intestino sano alternati. Questa infiammazione colpisce diverse parti del tratto gastrointestinale, dalla bocca all’ano, ma in genere si concentra sull’ileo e il colon.

La malattia di Crohn può interessare diverse parti del tratto intestinale, determinando una varietà di sintomi. Il sintomo più comune è la diarrea cronica e persistente, soprattutto durante le ore notturne. Altri segni e sintomi possono includere dolori addominali e crampi associati alla diarrea cronica, feci scure o con sangue, fistole, ascessi, perdita di peso, febbre, dolori articolari ed eruzioni cutanee.

Il processo infiammatorio cronico del morbo di Crohn può alterare i meccanismi di assorbimento delle sostanze nell’intestino. Ad esempio, può causare malassorbimento dei sali biliari, che sono essenziali per l’emulsione dei grassi e la digestione. Ciò può portare alla presenza di grassi nelle feci, nota come steatorrea, e aumentare il rischio di calcoli biliari.

Le cause della malattia di Crohn non sono ancora completamente comprese, ma si sospetta che la predisposizione genetica, il tabagismo e le alterazioni del microambiente intestinale possano contribuire all’infiammazione. Si ritiene che siano legate a una combinazione di fattori, tra cui predisposizione genetica, reazione immunitaria anomala dell’intestino a certi antigeni e fattori ambientali ancora poco conosciuti. La malattia può portare a complicanze come stenosi e fistole, che talvolta richiedono interventi chirurgici.

I sintomi della malattia possono variare e includono dolore addominale, diarrea cronica, perdita di peso e febbricola persistente. In alcuni casi, la malattia può interessare anche la regione peri-anale, provocando la formazione di fistole o ascessi. La terapia immunomodulante e il monitoraggio regolare consentono di controllare la malattia nella maggior parte dei casi e prevenire la sua progressione.

Sintomi del Morbo di Crohn

Il Morbo di Crohn è una malattia caratterizzata da una vasta gamma di sintomi, che possono manifestarsi in modo diverso da individuo a individuo. Questi sintomi possono riguardare diversi sistemi dell’organismo, inclusi l’apparato gastrointestinale e il sistema muscolo-scheletrico.

Sintomi comuni di Morbo di Crohn:

  • Dolore addominale: crampi e coliche addominali possono essere frequenti e persistenti.
  • Diarrea: la diarrea cronica è uno dei sintomi più comuni del Morbo di Crohn.
  • Perdita di peso: l’infiammazione intestinale può compromettere l’assorbimento dei nutrienti.
  • Febbre: l’infiammazione sistemica può causare un aumento della temperatura corporea.
  • Affaticamento: la malattia cronica può causare stanchezza e debolezza generale.
  • Dolori articolari: l’infiammazione può coinvolgere anche le articolazioni.
  • Emorragia gastrointestinale: può manifestarsi come ematochezia o sangue nelle feci.
  • Steatorrea: presenza di grassi nelle feci a causa di un malassorbimento dei sali biliari.
  • Sintomi più rari: possono includere nausea, vomito, dissenteria e trombocitosi.

Sintomi più rari di Morbo di Crohn:

  • Diarrea gialla: il colore delle feci può variare a seconda del tratto intestinale coinvolto.
  • Incontinenza fecale: l’infiammazione può compromettere il controllo degli sfinteri.
  • Gonfiore addominale: l’accumulo di gas e liquidi può causare gonfiore.
  • Bolle sulla lingua: possono essere segno di infiammazione sistemica.
  • Osteopenia: l’infiammazione cronica può influenzare la densità ossea.
  • Vomito biliare: il vomito può contenere bile a causa di alterazioni nel tratto gastrointestinale.
  • Cachessia: perdita di peso e deperimento muscolare a causa dell’infiammazione sistemica.
  • Perforazione gastrointestinale: una complicanza grave che richiede un intervento medico immediato.
  • Atonia intestinale: rallentamento o assenza di movimenti intestinali.
  • Dolore all’ombelico: il dolore può manifestarsi in diverse parti dell’addome.
  • Stanchezza con spasmi (spasmofilia): affaticamento associato a spasmi muscolari.
  • Ipovitaminosi: carenze vitaminiche causate da malassorbimento.
  • Gonfiore in sede anale: infiammazione nella regione anale.
  • Iridodonesi: restringimento dell’iride dell’occhio.
  • Macrocitosi: aumento delle dimensioni dei globuli rossi nel sangue.

Questi sintomi possono variare in intensità e frequenza a seconda del grado di infiammazione e dell’estensione della malattia nel tratto gastrointestinale. La diagnosi accurata è fondamentale per stabilire il trattamento adeguato e controllare la progressione della malattia.

La malattia di Crohn è causata da un’infiammazione cronica le cui cause esatte non sono ancora state completamente comprese. Si ritiene che fattori come predisposizione genetica, ambiente, alterazioni nella flora batterica intestinale e una risposta immunitaria anormale possano contribuire allo sviluppo della malattia. La malattia colpisce spesso l’ileo e il colon, causando ulcere intestinali e infiammazione della parete intestinale.

I sintomi della malattia di Crohn possono variare da persona a persona e possono includere diarrea, dolore addominale, affaticamento, perdita di peso e febbre. In alcuni casi, la malattia può interessare anche altre parti del corpo, causando sintomi come dolore articolare, problemi della pelle e oculari.

Nela malattia di Crohn possono verificarsi periodi di remissione in cui i sintomi si attenuano o scompaiono del tutto, seguiti da periodi di riacutizzazione.

La gravità dei sintomi può essere suddivisa in diverse categorie secondo alcune società scientifiche:

Sintomi lievi:

  • Diarrea frequente
  • Dolore addominale

Sintomi moderati:

  • Distensione addominale
  • Febbre
  • Perdita significativa di peso
  • Anemia

Sintomi severi:

  • Febbre alta
  • Vomito
  • Complicazioni intestinali come ascessi e ostruzioni
  • Grave perdita di peso

È interessante notare che lo stress, inclusa la pressione psicologica derivante dalla convivenza con il morbo di Crohn, potrebbe esacerbare i sintomi secondo alcuni studi. Inoltre, la depressione è stata collegata ad un’aggravazione della malattia, creando così un circolo vizioso che può portare a episodi depressivi nei pazienti affetti da questa patologia infiammatoria intestinale.

In alcuni casi, i pazienti riescono ad identificare specifici alimenti che possono scatenare o peggiorare i sintomi. Ciò suggerisce l’importanza della dieta nella gestione della malattia.

Rispetto alla rettocolite ulcerosa, un’altra forma di malattia infiammatoria intestinale, possono essere rilevate alcune differenze significative nei sintomi presentati da queste due condizioni. La diagnosi accurata e la comprensione delle peculiarità di ciascuna patologia sono fondamentali per la gestione clinica e terapeutica del paziente.

La diagnosi della malattia di Crohn richiede una serie di esami, tra cui analisi del sangue e delle urine, ricerca del sangue occulto nelle feci, ecografia dell’addome, risonanza magnetica, tomografia computerizzata e procedure endoscopiche come esofagogastroduodenoscopia e ileocolonscopia con biopsia.

Il trattamento del morbo di Crohn si basa principalmente su terapie farmacologiche. Gli immunosoppressori e i farmaci biologici sono comunemente utilizzati per regolare la risposta immunitaria e controllare l’infiammazione intestinale. Altri farmaci antinfiammatori e antibiotici possono essere usati per gestire specifiche complicanze.

La terapia chirurgica può essere necessaria in alcuni casi, soprattutto per trattare complicanze gravi e irreversibili.

L’approccio treat-to-target, in cui i dosaggi dei farmaci vengono regolati in base a indicatori e monitoraggi specifici, è stato studiato per la gestione della malattia di Crohn. Questo metodo mira a ottenere una remissione dei sintomi e prevenire complicanze a lungo termine.

La diagnosi precoce e il monitoraggio regolare sono fondamentali per prevenire complicanze e garantire un controllo adeguato della malattia. La ricerca continua è essenziale per migliorare le opzioni di trattamento e fornire ai pazienti le migliori scelte di cura disponibili.

Il trattamento della malattia di Crohn si basa sull’uso di terapie immunomodulanti e sulla gestione dei sintomi per prevenire complicanze a lungo termine. Con una terapia adeguata e un monitoraggio regolare, molte persone affette da malattia di Crohn possono avere un buon controllo della patologia e vivere una vita regolare.

Il morbo di Crohn è una condizione che può dare origine a varie complicanze, alcune delle quali sono elencate di seguito:

  • Ostruzione intestinale: L’ispessimento della parete intestinale può portare a una parziale o completa ostruzione del passaggio del cibo e delle feci nel tratto digerente.
  • Fistole: L’infiammazione profonda della parete intestinale può creare delle comunicazioni anomale, note come fistole, tra organi o tra l’organo e l’esterno del corpo. Le fistole possono diventare infette.
  • Ascessi: L’infiammazione intestinale può causare la formazione di sacche infette, piene di pus, dette ascessi.
  • Ragadi anali: Piccole lacerazioni nell’ano possono causare prurito, dolore o sanguinamento.
  • Ulcere: L’infiammazione lungo il tratto digerente può portare alla formazione di ulcere, cioè piaghe aperte, nella bocca, nell’intestino o nell’ano.
  • Malnutrizione: La malattia può interferire con l’assimilazione adeguata di vitamine, minerali ed elementi nutritivi, portando a uno stato di malnutrizione.
  • Infiammazioni in altre parti del corpo: L’infiammazione può coinvolgere anche articolazioni, occhi e pelle.

Una corretta valutazione psicosociale del paziente è essenziale per rilevare precocemente sintomi di ansia e depressione, poiché, secondo uno studio condotto dalla coorte Sinai-Helmsley Alliance for Research Excellence, circa uno su cinque pazienti affetti da morbo di Crohn sviluppa depressione.

Inoltre, il morbo di Crohn può aumentare il rischio di sviluppare un carcinoma del colon, soprattutto se l’intestino crasso è coinvolto. Pertanto, è importante sottoporsi a esami di screening regolari per il carcinoma del colon, come la colonscopia con biopsia, al fine di individuare precocemente eventuali segni di cancro.

Per la diagnosi del morbo di Crohn, vengono utilizzati una serie di esami, tra cui:

  • Esame obiettivo, in cui il medico esamina l’addome per rilevare gonfiore, distensione e aree dolorose, controllando anche le dimensioni del fegato e della milza.
  • Analisi di laboratorio, che includono esami del sangue per verificare la presenza di anomalie nei globuli rossi e bianchi.
  • Studio radiografico del tratto gastroenterico superiore, che utilizza il bario per esaminare il tratto gastroenterico superiore attraverso radiografie.
  • Tomografia computerizzata (TAC) per ottenere immagini dettagliate del tratto digerente.
  • Endoscopia intestinale, come la colonscopia e la gastroscopia, per esaminare direttamente l’intestino e confermare la diagnosi.

Il trattamento del morbo di Crohn è multidisciplinare e può includere farmaci, riposo intestinale e, in alcuni casi, interventi chirurgici. I farmaci utilizzati includono aminosalicilati, corticosteroidi, immunomodulatori e terapie biologiche. In alcuni casi gravi, può essere necessario un periodo di riposo intestinale per far guarire l’intestino.

La dieta può anche essere un aspetto importante nella gestione della malattia, e alcune modifiche dietetiche, come evitare bevande gassate o cibi ad alto contenuto di fibre, possono aiutare a ridurre i sintomi. Tuttavia, non esistono evidenze specifiche per una dieta particolare che possa curare il morbo di Crohn.



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