Coloranti Alimentari

I coloranti alimentari sono sostanze che donano vita agli alimenti, regalando loro colori vibranti o mantenendo intatta la loro tonalità originale.

I coloranti possono provenire da fonti naturali o essere frutto di procedimenti chimici e fisici avanzati, ma raramente finiscono direttamente nei nostri piatti. Ma cosa si cela dietro a questa palette di tonalità culinarie? Scopriamo insieme il loro ruolo e la rigorosa valutazione della sicurezza a cui sono sottoposti.

Questi additivi alimentari vengono impiegati per diverse ragioni. In primo luogo, per compensare le perdite di colore causate da fattori come l’esposizione alla luce, all’aria, all’umidità e alle variazioni di temperatura. In secondo luogo, per migliorare i colori naturali già presenti negli alimenti. Infine, vengono utilizzati per aggiungere colore a quei cibi che altrimenti ne sarebbero privi o che avrebbero un aspetto diverso. Quindi, non solo artisti, ma anche salvatori dei colori culinari!

I coloranti alimentari sono una presenza comune in molti alimenti che amiamo, tra cui merendine, margarina, formaggio, marmellate, gelatine, dolci, bevande e molto altro ancora. La sicurezza di ogni colorante utilizzato nell’Unione Europea è oggetto di una severa valutazione. Questa delicata responsabilità è affidata al gruppo di esperti scientifici sugli additivi alimentari e le fonti di sostanze nutritive aggiunte agli alimenti (ANS).

Questo gruppo di esperti, dal 2009 al 2016, ha svolto un approfondito riesame della sicurezza di tutti i coloranti alimentari precedentemente autorizzati, nell’ambito di un programma globale di revisione di tutti gli additivi alimentari in uso prima del gennaio 2009. Le valutazioni della sicurezza coinvolgono un’analisi dettagliata di studi scientifici, dati sulla tossicità e sull’esposizione umana.

Per quanto riguarda le reazioni allergiche, un altro gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sui prodotti dietetici, l’alimentazione e le allergie è incaricato di stabilire la probabilità che certi coloranti alimentari possano scatenarle. La coordinazione tra questi gruppi assicura un approccio omogeneo nella valutazione del rischio e nell’analisi delle informazioni scientifiche disponibili.

Inoltre, è interessante notare che i coloranti utilizzati negli alimenti possono anche essere autorizzati come additivi per mangimi, sottoponendosi a una valutazione di sicurezza separata. Pur rispettando i diversi quadri normativi, i gruppi di esperti dell’EFSA collaborano per garantire coerenza nei loro approcci scientifici.

Dietro ogni colore che impreziosisce il nostro piatto c’è una storia di sicurezza, valutazione scientifica e attenzione alle esigenze culinarie. I coloranti alimentari, piccoli artisti nella nostra cucina, trasformano il cibo in un’opera d’arte sicura e deliziosa.

Le norme alimentari deliziano i cultori del colore, suddividendo i coloranti in due categorie principali: quelli destinati a essere aggiunti direttamente agli alimenti e quelli utilizzati esclusivamente per tingere superfici. I primi, se approvati dall’Unione Europea, vengono contrassegnati da numeri preceduti dalla lettera E, mentre i secondi portano un identificativo preceduto dalla lettera C.

Un dettaglio intrigante riguarda i coloranti utilizzati nei cosmetici, come i rossetti. Poiché è possibile ingerirli, sono sottoposti alle medesime restrizioni e controlli dei coloranti alimentari, garantendo così la sicurezza dei consumatori.

La legislazione italiana vieta l’uso di coloranti in alcuni alimenti sacri, come caffè, cioccolato, vino, carne e pesce. Questi tesori culinari devono essere presentati al pubblico nel loro splendore naturale, poiché qualsiasi alterazione potrebbe rivelare una frode o uno stato di alterazione.

Dal luglio del 2010, la normativa comunitaria ha innalzato ulteriori scudi, richiedendo indicazioni supplementari per quei coloranti che potrebbero influire negativamente sulla concentrazione e l’attenzione dei bambini. Tale precauzione si basa su studi che evidenziano la sensibilità di alcuni bambini agli alimenti colorati, con possibili effetti immediati sul loro comportamento scolastico.

Tra i coloranti che non destano preoccupazioni figurano le stelle del firmamento alimentare: vitamina B2, beta-carotene, clorofilla, carotenoidi e barbabietola rossa. Questi eroi della tavola sono così sicuri che possono essere usati senza remore, a meno che la loro presenza non influisca sulla percezione dell’alimento, nel qual caso l’etichetta diventa il palcoscenico della trasparenza.

Dall’altra parte della barricata, alcuni coloranti, soprattutto quelli azoici, portano con sé il bagaglio del rischio. Potrebbero causare reazioni allergiche, specialmente nelle persone sensibili all’acido acetilsalicilico, con il 10% degli asmatici che reagisce addirittura con attacchi d’asma.

Gli alimenti approvati per la tintarella colorata sono diversi, da dolciumi a prodotti a base di pesce, da gelati a confetture. Le indicazioni sulla confezione, seppur non sempre dettagliate, offrono al consumatore la chiara indicazione di “colorato” o “con colorante”, garantendo così una scelta consapevole.



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