Adiposity rebound, il Rimbalzo dell'Adiposità nei bambini: un fattore per evidenziare il Rischio precoce di Obesità.

L’anticipazione dell’adiposity rebound nei bambini si configura come un segnale premonitorio del rischio di sviluppare obesità in età adolescenziale ed adulta. Tale fenomeno, noto anche come “rimbalzo dell’adiposità“, rappresenta il naturale processo di inversione della curva di accumulo di grasso corporeo, un evento che solitamente ha inizio intorno al sesto anno di vita.

La nostra struttura corporea è costituita da vari elementi, tra cui massa grassa, massa muscolare e acqua intra ed extracellulare. Questi componenti subiscono continue variazioni nelle diverse fasi della vita, e la percentuale di massa adiposa, in particolare, presenta fluttuazioni durante la crescita, rappresentate dal grafico dell’Indice di Massa Corporea (BMI) in relazione all’età.

Comprendere e gestire il fenomeno dell’adiposity rebound nelle prime fasi della vita di un individuo riveste un’importanza cruciale nella prevenzione dell’obesità futura, promuovendo uno stile di vita sano e bilanciato.

Nella popolazione pediatrica generale, dopo il primo anno di vita, i valori del BMI mostrano una tendenza alla diminuzione, stabilizzandosi successivamente e riprendendo ad aumentare in media solo dopo l’età di 5-6 anni. Il punto in cui si raggiunge il valore minimo prima dell’aumento fisiologico del BMI è chiamato adiposity rebound (AR) e generalmente si verifica intorno ai 5-6 anni di età.

È stato scientificamente dimostrato che se questo adiposity rebound inizia in modo anticipato tra i 2 e i 5 anni invece che tra i 5 e i 7 anni, viene definito Early Adiposity Rebound (EAR). Tale fenomeno rappresenta sia un fattore di rischio che un indicatore distintivo per lo sviluppo successivo di sovrappeso ed obesità nell’adolescenza e nell’età adulta

Nel periodo neonatale e durante l’infanzia precoce, si osserva un graduale aumento dei valori dell’Indice di Massa Corporea (BMI), che prosegue fino al primo anno di vita. Da questo punto in poi, intorno ai 12 mesi di età, si assiste a un decremento nei valori del BMI, stabilizzazione e successivo aumento, in media, all’età di 5-6 anni.

L’adiposity rebound è identificato come il punto specifico sulla curva, espresso in termini di età, in cui si raggiunge il valore minimo di accumulo di grasso prima dell’aumento fisiologico del BMI.

La presenza di un EAR nei bambini tra i 2 e i 5 anni aumenta il rischio di sovrappeso, e più precoce è l’EAR, maggiore sarà il BMI a 21 anni. L’EAR riflette un’accelerazione della crescita e si configura come un indicatore migliore dell’origine dell’obesità rispetto a un elevato BMI, che potrebbe manifestarsi anche molti anni dopo l’inizio del processo.

Il tipico modello di crescita dell’EAR comprende un BMI normale o basso prima dell’EAR, seguito da un rapido aumento dei valori del BMI dopo l’EAR, con un superamento dei percentili. Questo pattern è riscontrato in bambini delle generazioni più recenti. L’inizio precoce dell’AR, riscontrato nella maggior parte dei bambini obesi, suggerisce che i fattori determinanti dell’obesità sono operativi nei primissimi anni di vita.

Per una più efficace prevenzione dell’obesità infantile e adolescenziale, è essenziale identificare precocemente i marcatori di rischio prima che l’accumulo di peso raggiunga livelli critici. Il BMI nei primi anni di vita mostra una limitata capacità predittiva per lo sviluppo futuro dell’obesità. L’AR, che corrisponde al secondo aumento della curva del BMI intorno ai 5-7 anni, è predittivo del rischio di obesità. Il pediatra di famiglia svolge un ruolo cruciale nella prevenzione primaria e secondaria, contribuendo a individuare e gestire precocemente gli indicatori di rischio di obesità nei bambini.

L’Incremento Precoce del BMI e i Fattori di Rischio

Un aumento nei valori del BMI prima dei 5 anni è considerato un segnale precoce di adiposity rebound. Alcuni studi indicano che una dieta ricca di proteine nei primi due anni di vita può rappresentare un fattore di rischio per un adiposity rebound precoce. In questi contesti, l’apporto calorico complessivo e quello lipidico non sembrano avere impatti negativi. Gli studiosi suggeriscono che un eccesso di proteine potrebbe stimolare la secrezione di IGF-1, un potente ormone anabolico, accelerando la crescita e favorendo l’ipertrofia-differenziazione dei preadipociti in adipociti.

Altre teorie ipotizzano che un ridotto apporto lipidico nei primi anni di vita potrebbe rendere l’organismo meno preparato a gestire l’assunzione di grassi in futuro, predisponendo all’accumulo lipidico. Pertanto, non si consiglia di limitare l’apporto di grassi in questa fase, considerando che il latte materno, con la sua bassa concentrazione proteica e elevata concentrazione lipidica, potrebbe contribuire positivamente.

Strategie di Prevenzione e Fattori Protettivi

Studi hanno anche evidenziato un possibile legame tra l’apporto di latte vaccino e l’adiposity rebound, sebbene ad oggi non siano stati individuati con certezza fattori ambientali influenti. Al contrario, l’allattamento al seno si configura come un fattore protettivo contro l’obesità in età adolescenziale ed adulta. L’attività fisica, svolta principalmente sotto forma di gioco ed esperienze motorie spontanee in questa fase della vita, assume anch’essa un ruolo cruciale nella prevenzione dell’obesità.

Da evitare, invece, sono aumenti eccessivi di peso durante la gravidanza e l’esposizione al fumo, incluso quello passivo, nelle donne in attesa. Un consiglio generale suggerisce di concedere ai bambini una certa libertà nelle scelte alimentari, cercando di proteggerli da cattive abitudini alimentari quali fritture, bevande zuccherate e cibi eccessivamente dolci o salati. In caso contrario, potrebbe verificarsi un appiattimento del gusto, con una marcata preferenza per i “cibi spazzatura”.



Ecco come garantire un corretto lavaggio nasale al neonato: l'importanza dell'igiene delle cavità nasali nel neonato.