Gli studi sull’ansia hanno dimostrato che si tratta di una risposta naturale e normale allo stress, ma quando diventa eccessiva e persistente, può avere un impatto negativo sulla qualità della vita di una persona. Tuttavia, fortunatamente, esistono diverse terapie e strategie di autocura che possono essere utilizzate per gestire l’ansia in modo efficace.

Per molti potrebbe essere il simbolo di una vita “sprecata”, oppure non impiegata nel modo giusto, che si manifesta in persone che hanno perso un po’ il contatto con le cose concrete, la sensazione di appagamento che un vivere quotidiano affrontato nel modo giusto può dare sicuramente, meglio di qualunque farmaco.

Secondo Freud (Sigismund Schlomo Freud detto Sigmund, è stato un neurologo e psicoanalista austriaco, fondatore della psicoanalisi, una delle principali branche della psicologia), il padre della psicoanalisi, l’ansia deriverebbe da un conflitto inconscio che può risalire all’infanzia o svilupparsi nella vita adulta

Per le ansie più lievi pensare di ricorrere ad un qualsiasi rimedio farmaceutico è quasi un suicidio. Ma ci sono ansie più profonde, che provengono dall’inconscio. L’ansia può essere considerata come una forza interna, energica, che ci mette in constante confronto con il nostro “io”, in una sorta di competizione che tende a livellare i nostri limiti, a riconoscere i nostri difetti e ad avere paura dei nostri punti deboli: normalmente funge da richiamo per la nostra attenzione, ci mette sull’attenti nelle situazioni di pericolo, ci orienta e ci stimola a realizzare obbiettivi a volte indispensabili per la vita stessa. Come una sorta di onda, che ci solleva dal punto più basso e ci proietta in un salto delle nostre difficoltà, o limiti.

Eccesso di ansia

L’eccesso di ansia non è per forza “disagio sociale“, deficit comportamentale, ma un qualcosa che non prevede comunque nessuna istruzione per l’uso. Sentendosi ansioso ed essendo convinto che sia deplorevole provare ansia, per paura di palesare la propria ansia il soggetto cerca di sopperirla, provocando una scarica ansiosa che dà l’effetto inverso.

Naturalmente bisogna accuratamente distinguere tra ansia “fisiologica” ed ansia nevrotica o patologiche. L’ansia patologica si ritrova nei cosiddetti disturbi d’ansia, macrogruppo che comprende gli attacchi di panico, agorafobia, fobia sociale, comportamento ossessivo-compulsivo, ansia generalizzata, ed ansia indotta da sostanze. Per una sorta di concetto sociale o culturale, l’ansia è stata catalogata tra le sensazioni negative. Sostanzialmente si tratta di un grande equivoco sociale perché rispecchia il riflesso della parte edonista e competitiva che ha delineato una serie di emozioni “standard” da provare a tutti i costi a discapito di altre ritenute socialmente sconvenienti come segnale di debolezza.

Come curare l’ansia

Per curare l’ansia il trattamento psicologico ed in particolare la terapia cognitivo-comportamentale sono risultati i più efficaci. Quest’ultima si fondamenta sull’idea che siano i nostri pensieri a rispondere con sentimenti negativi agli eventi e situazioni: si tratterebbe di un errore interpretativo del nostro inconscio.

La prima cosa da fare è riconoscere il fattore di stress unico o concomitante che determinata lo stato di irrequietezza psicologico. Ad esempio, tenere un diario dove appuntare le proprie sensazioni e le emozioni giornalmente, può aiutare a capire, magari aiutati da uno psicologo, se ci sono dei fattori emotivi ben precisi che innescano lo stato ansioso.

In ogni caso il consulto con uno psicologo non è sconsigliato. A nostro parere, invece, sarebbe sconsigliato assegnare una cura farmacologica sin da subito al soggetto, indipendente dal grado di severità.  Normalmente, infatti, gli ansiolitici sono farmaci molto potenti, con effetti collaterali ben definiti. I tranquillanti cosiddetti “minori” sono molto abusati in Italia, non per niente siamo il primo Paese europeo nella speciale classifica.

Senza fare troppa demagogia sull’economia farmaceutica italiana (ma ci sarebbe molto da dire sulla leggerezza con cui vengono spesso assegnati questi tranquillanti, nella loro ragione economica), spesso la “colpa” di questa facilità prescrittiva è da identificare nella figura nello psichiatra. Il 68% degli utenti utilizzatori finali sono donne.

Benzodiazepine

Avete mai sentito parlare di Frisium, Transene, En, Librium, Psicofar, Reliberan, Seren Vita, Madar, Madar Notte, Aliseum, Ansiolin, Eridan, Noan, Tranquirit, Valium, Vatran, Dalmadorm, Felison, Flunox, Midorm A.R., Remdue, Valdorm, Anseren, Nobrium, Domar, Prazene, Trepidan, Oniria, Quazium, Darkene, Roipnol, Valsera, Mogadon, Tri?

Certo, perché quella delle benzodiazepine è la categoria di farmaci antidepressivi più utilizzata: le BDZ vengono utilizzate per il trattamento degli stati ansiosi e dell’insonnia: dagli attacchi di panico all’agorafobia, all’ipocondria a situazioni di stress e ansia generalizzata. Gli effetti collaterali sono eccessiva sedazione, confusione mentale, astenia, diminuzione della prestazione psicomotoria e cognitiva, raramente amnesia e irrequietezza. Quando un paziente viene visitato in un reparto di Otorinolaringoiatria, una delle prime domande del medico al paziente vertiginoso riguarda l’uso delle BDZ. Non di rado si verifica la mancanza di sangue durante il ciclo mestruale, detta amenorrea, e la galatorrea, ossia la produzione di latte nella mammella anche in assenza di stato interesante.

I cosiddetti farmaci minori

Buspirone. Axoren, Buspar, Buspimen. Gli effetti utili di tali farmaci sono osservabili solo dopo una settimana dall’assunzione ed il tempo di eliminazione varia tra le 4 e le 28 ore.

Zolpidem. Ivadal, Niotal, Stilnox. Tali farmaci vengono completamente assorbiti ed eliminati nel giro di 4 ore circa. Con pochi effetti collaterali soprattutto in caso di associazione, risultano tolleranti all’alcol, per cui vengono prescritti ai soggetti a rischio.

Zopicione. Sovipan. Si distribuisce nei tessuti e viene secreto nella saliva e nel latte materno, utilizzabile per il trattamento dell’insonnia.

Talvolta vengono somministrati beta-bloccanti ed antistaminici, sebbene non siano farmaci specifici per l’ansia, ma ne aumentano la velocità di guarigione.

Curare senza farmaci?

Bella domanda. Richiede una risposta sincera: per i casi lievi si. Deve essere curata senza farmaci. I nemici dell’ansia sono l’attività fisica e l’autocontrollo. Inoltre con un po’ di esercizio ed allenamento, abituandosi ad eseguire un’attività alla volta, è possibile gestire l’ansia. Una grande alleata dell’ansia è la caffeina. Attenzione all’uso dei caffè. Spesso non serve andare troppo presto a letto la sera, oppure prendere un farmaco per l’insonnia: l’ansia è autogenerata.

Gli studi sull’ansia hanno dimostrato che si tratta di una risposta naturale e normale allo stress, ma quando diventa eccessiva e persistente, può avere un impatto negativo sulla qualità della vita di una persona. Tuttavia, fortunatamente, esistono diverse terapie e strategie di autocura che possono essere utilizzate per gestire l’ansia in modo efficace.

Una delle terapie più comuni per l’ansia è la psicoterapia, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale (TCC). Questo tipo di terapia si concentra sui pensieri distorti e sui comportamenti disfunzionali che contribuiscono all’ansia, aiutando le persone a identificarli e a sviluppare strategie per affrontarli in modo più sano ed efficace. La TCC può anche includere l’uso di tecniche di rilassamento, come la respirazione profonda e la visualizzazione guidata, per ridurre i sintomi di ansia.

Nel caso in cui l’ansia sia grave o altri trattamenti non siano sufficientemente efficaci, può essere prescritta una terapia farmacologica. Gli antidepressivi e gli ansiolitici sono i farmaci più comuni utilizzati per il trattamento dell’ansia. È importante consultare uno specialista, come uno psichiatra o uno psicologo, per una valutazione accurata e per determinare se l’uso di farmaci è appropriato e sicuro per il caso specifico di ciascun individuo.

Oltre alle terapie professionali, esistono molte strategie di autocura che possono essere utili nel gestire l’ansia. Alcuni suggerimenti includono:

  • Stabilire una routine quotidiana: Mantenere una routine regolare può contribuire a fornire una sensazione di stabilità e controllo, riducendo così l’ansia.
  • Fare attività fisica regolarmente: L’esercizio fisico è noto per ridurre lo stress e l’ansia, in quanto favorisce la produzione di endorfine, comunemente conosciute come “ormoni della felicità”.
  • Praticare tecniche di rilassamento: Tecniche come la meditazione, lo yoga, il tai chi e la mindfulness possono aiutare a ridurre l’ansia e a promuovere una sensazione di calma e benessere.
  • Limitare il consumo di caffeina e alcol: La caffeina e l’alcol possono aumentare i sintomi di ansia, quindi è consigliabile ridurne l’assunzione o evitarli del tutto.
  • Seguire una dieta equilibrata: Una dieta sana e bilanciata può contribuire al benessere generale e all’equilibrio emotivo. Evitare cibi ad alto contenuto di zucchero o grassi saturi, che possono influire negativamente sull’umore.
  • Dormire a sufficienza: Il sonno di qualità è fondamentale per il benessere mentale ed emotivo. Assicurarsi di avere una routine di sonno adeguata e dedicare del tempo al relax prima di coricarsi.
  • Cercare il supporto sociale: Condividere le proprie preoccupazioni e sentimenti con persone di fiducia può alleviare lo stress e l’ansia. Il supporto di amici, familiari o gruppi di sostegno può essere molto prezioso.
  • Evitare l’automedicazione: L’uso di alcol, droghe o altri comportamenti di evasione può sembrare una soluzione temporanea per gestire l’ansia, ma in realtà può peggiorare la situazione a lungo termine.

È importante sottolineare che ogni persona è unica e che le strategie di trattamento possono variare. Si consiglia di consultare un professionista della salute mentale per una valutazione individuale e per sviluppare un piano di trattamento personalizzato. Con il supporto adeguato e l’impegno personale, l’ansia può essere gestita in modo efficace, consentendo di condurre una vita più equilibrata e soddisfacente. La terapia farmacologica, quando necessaria, può contribuire a controllare i sintomi dell’ansia durante il percorso di cura con la psicoterapia.

Gli antidepressivi sono farmaci comunemente utilizzati per trattare la depressione, ma si sono dimostrati efficaci anche nel trattamento dei disturbi d’ansia. Questi farmaci agiscono modificando i processi chimici nel cervello e possono richiedere alcune settimane per raggiungere il pieno effetto. È importante seguire il trattamento prescritto dal medico per il tempo consigliato.

Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) sono una classe di antidepressivi spesso utilizzati per trattare i disturbi d’ansia. Alcuni esempi di SSRI sono fluoxetina, sertralina, escitalopram, paroxetina e citalopram. Questi farmaci possono essere utilizzati per il disturbo da attacchi di panico, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo da stress post-traumatico e la fobia sociale.

I triciclici sono un’altra classe di antidepressivi che possono essere utilizzati per il trattamento dei disturbi d’ansia. Alcuni esempi di triciclici includono l’imipramina e la clomipramina. Questi farmaci possono essere utilizzati per il disturbo da attacchi di panico e l’ansia generalizzata.

Gli inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) sono un tipo di antidepressivo meno comune, ma possono essere prescritti per alcune condizioni d’ansia, come il disturbo da attacchi di panico e la fobia sociale. Tuttavia, gli IMAO richiedono attenzione particolare nell’alimentazione e nell’uso di altri farmaci, poiché possono causare interazioni potenzialmente pericolose.

Gli ansiolitici, come le benzodiazepine, possono essere utilizzati per il trattamento a breve termine dei disturbi d’ansia. Questi farmaci possono aiutare a ridurre i sintomi ansiosi, ma possono anche causare dipendenza e altri effetti collaterali, quindi vengono di solito prescritti per periodi limitati e con cautela.

I betabloccanti, come il propranololo, possono essere utilizzati per controllare i sintomi fisici che accompagnano alcuni disturbi ansiosi, come la fobia sociale. Questi farmaci agiscono riducendo l’effetto dell’adrenalina sul cuore e sui vasi sanguigni, aiutando a ridurre la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa.



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