La tiroide è una ghiandola endocrina situata nella regione anteriore del collo, di fronte alla trachea, e svolge un ruolo fondamentale nella produzione di ormoni tiroidei. Questi ormoni sono cruciali per il corretto funzionamento dell’organismo, soprattutto per la regolazione delle funzioni metaboliche. Essi contribuiscono all’accrescimento corporeo e allo sviluppo del sistema nervoso durante la gestazione e l’infanzia, garantendo un corretto sviluppo psicofisico. Inoltre, hanno un ruolo nella regolazione della temperatura corporea, del metabolismo lipidico, nel funzionamento del sistema cardiovascolare, del metabolismo basale e nella regolazione del sonno.

La tiroide è una piccola ghiandola a forma di farfalla situata nella parte anteriore del collo, subito sotto la laringe. La sua funzione primaria è la produzione di ormoni che svolgono un ruolo cruciale nel controllo del metabolismo e delle funzioni del corpo.

Riveste un ruolo essenziale per l’organismo, poiché è responsabile della produzione di due ormoni che contengono iodio, noti come tiroxina o T4 e triodotironina o T3. Questi ormoni svolgono un ruolo fondamentale in diverse funzioni del corpo. Ad esempio, contribuiscono ai processi di crescita e sviluppo dell’organismo, regolano il metabolismo, che comprende i complessi meccanismi attraverso i quali il corpo ottiene l’energia necessaria dagli alimenti per sostenere la vita, e partecipano alla regolazione del calore corporeo, oltre che alla gestione dell’accumulo e della distribuzione di acqua e sali minerali nell’organismo. Inoltre, questi ormoni influenzano:

  • I livelli di colesterolo nel sangue.
  • La frequenza dei battiti cardiaci.
  • La contrattilità del cuore.
  • La forza muscolare.
  • Il tono dei vasi sanguigni.
  • La funzionalità visiva.
  • Le condizioni della pelle e dei capelli.
  • Il ritmo del ciclo mestruale nelle donne.
  • Lo stato mentale e molte altre funzioni.

Questo spiega il motivo per cui la presenza di disturbi alla tiroide può provocare una vasta gamma di sintomi diversi. Quando la tiroide non funziona correttamente, possono manifestarsi diversi sintomi che possono essere associati ai problemi della tiroide.

  • Aumento di peso o difficoltà a dimagrire: La tiroide regola il metabolismo, quindi un’ipofunzione della tiroide (ipotiroidismo) può causare un rallentamento del metabolismo, portando a un aumento di peso nonostante una dieta adeguata.
  • Perdita di peso improvvisa: Al contrario, un’eccessiva attività della tiroide (ipertiroidismo) può accelerare il metabolismo e causare una perdita di peso involontaria.
  • Affaticamento e debolezza: Problemi tiroidei possono causare una sensazione costante di stanchezza e mancanza di energia.
  • Sensibilità al freddo o al caldo e intolleranza alle temperature: L’ipotiroidismo può far sentire una maggiore sensibilità al freddo, mentre l’ipertiroidismo può portare a una maggiore sensibilità al caldo.
  • Cambiamenti dell’umore: I problemi tiroidei possono influenzare l’equilibrio degli ormoni responsabili dell’umore, causando sintomi come irritabilità, ansia o depressione.
  • Palpitazioni o battito cardiaco irregolare: L’ipertiroidismo può provocare un aumento della frequenza cardiaca e palpitazioni.
  • Problemi di sonno: I disturbi tiroidei possono influenzare la qualità del sonno, causando insonnia o eccessiva sonnolenza.
  • Gonfiore del collo o ingrossamento della tiroide (gozzo): In alcuni casi, un problema tiroideo può portare all’ingrossamento della tiroide, evidente come un nodulo o una protuberanza nel collo.
  • Capelli secchi e fragili: L’ipotiroidismo può causare secchezza e fragilità dei capelli.
  • Pelle secca: I disturbi tiroidei possono provocare secchezza cutanea e prurito.

È importante notare che molti dei sintomi sopra elencati possono essere comuni ad altre condizioni, quindi la diagnosi di un problema tiroideo richiede esami specifici, come analisi del sangue per misurare i livelli degli ormoni tiroidei e, se necessario, esami di imaging della tiroide. Se si sospetta di avere un problema tiroideo o si manifestano sintomi persistenti, è essenziale consultare un medico per una valutazione accurata e un trattamento adeguato.

I disturbi della tiroide possono essere insidiosi e spesso i sintomi possono essere trascurati o attribuiti ad altre cause. Ecco i sette disturbi indicativi, che spesso ignoriamo, di problemi alla tiroide: affaticamento e debolezza, cambiamenti di peso inspiegabili, problemi digestivi, cambiamenti nell’umore e depressione, sensibilità al freddo o al caldo e problemi di termoregolazione, problemi di sonno e dolore e gonfiore al collo.

Malattie della tiroide

La tiroide è un problema molto diffuso tra le donne. Le malattie della tiroide costituiscono un fenomeno comune nella popolazione, particolarmente riscontrato nelle donne, dove si verificano da 5 a 10 volte più frequentemente rispetto agli uomini, e tale prevalenza è in aumento negli ultimi anni. Spesso, queste condizioni possono manifestarsi senza sintomi evidenti o con sintomi aspecifici, rendendo difficile una corretta identificazione.

Il percorso diagnostico dovrebbe avere inizio con il medico di medicina generale, il quale, di fronte a un sospetto clinico, consiglierà al paziente una valutazione preliminare della salute tiroidea e in seguito lo indirizzerà, in caso di esami alterati, verso un endocrinologo.

Le patologie della tiroide possono essere correlate a una disfunzione della sua funzione (ipotiroidismo o ipertiroidismo) o alla formazione di noduli all’interno della ghiandola.

Ipotiroidismo

Focalizzandoci sull’ipotiroidismo, esso è una disfunzione della tiroide caratterizzata da una produzione insufficiente di ormoni tiroidei. Inizialmente, questa condizione può non presentare sintomi evidenti, ma se non trattata, può avere gravi conseguenze per la salute.

Le cause dell’ipotiroidismo sono varie, e includono la carenza di iodio, tiroiditi autoimmuni (come la tiroidite di Hashimoto), l’assunzione di alcuni farmaci (come il litio e l’amiodarone), la terapia con iodio radioattivo, la rimozione chirurgica della tiroide, e alterazioni della funzione dell’ipofisi, una ghiandola endocrina nel cervello che regola la funzione tiroidea tramite un ormone chiamato TSH (Thyroid Stimulating Hormone). Esiste anche una forma congenita di ipotiroidismo, presente dalla nascita, che può essere causata da predisposizioni genetiche o da carenze gravi di iodio durante la gravidanza materna. In Italia, è previsto uno screening obbligatorio della funzione tiroidea per i neonati.

I sintomi dell’ipotiroidismo possono variare a seconda dell’età di insorgenza, della gravità e della durata della malattia. Alcuni sintomi comuni includono stanchezza e sonnolenza eccessiva, stipsi, aumento di peso, frequenza cardiaca rallentata, pelle secca e pallida, intolleranza al freddo, voce rauca, perdita di memoria e difficoltà di concentrazione, debolezza muscolare e crampi, ipercolesterolemia, ciclo mestruale irregolare, capelli fragili e sottili, gonfiore del volto e delle palpebre, e depressione. In casi gravi di ipotiroidismo, può verificarsi una condizione chiamata mixedema, caratterizzata da un accumulo di liquidi nei tessuti, portando a gonfiore cutaneo e riduzione delle prestazioni muscolari e cardiache. Questa condizione può degenerare nel coma mixedematoso, la complicanza estrema dell’ipotiroidismo grave non trattato.

La diagnosi di ipotiroidismo si basa su esami del sangue che misurano i livelli di ormoni tiroidei (FT4, FT3) e il TSH. Inoltre, in caso di condizioni autoimmuni, il medico potrebbe prescrivere un’ecografia della tiroide e dosaggi degli anticorpi anti-tiroide. Il trattamento standard consiste nella somministrazione orale dell’ormone tiroideo deficitario, la levo-tiroxina. Questa terapia è progressiva, inizia con dosi basse e aumenta gradualmente, in base all’età e alla storia clinica del paziente, ed è generalmente a lungo termine. È importante segnalare al medico l’assunzione di farmaci o integratori e le abitudini alimentari, poiché alcuni di essi possono interferire con l’assorbimento dell’ormone tiroideo.

Ipertiroidismo

L’ipertiroidismo è una condizione tiroidea caratterizzata da un eccesso di ormoni tiroidei nel sangue, che provoca un aumento dei processi metabolici nel corpo. Ciò può avere ripercussioni su diversi distretti corporei, come il cuore e il metabolismo osseo.

Le cause dell’ipertiroidismo possono includere il Morbo di Basedow-Graves, una forma di tiroidite autoimmune nota anche come gozzo tossico diffuso, noduli tiroidei, come nel gozzo tossico multinodulare o nell’adenoma tossico, e tiroiditi, condizioni infiammatorie che rilasciano gli ormoni immagazzinati nella tiroide nel sangue. Alcuni farmaci, come interferone e amiodarone, possono anche causare ipertiroidismo.

I sintomi dell’ipertiroidismo comprendono la perdita improvvisa di peso, l’aumento dell’appetito, la tachicardia, le aritmie o le palpitazioni, l’ansia, il nervosismo, l’irrequietezza, l’irritabilità, i tremori, la sudorazione intensa, il ciclo mestruale irregolare, l’intolleranza al caldo, i disturbi intestinali, la stanchezza, la debolezza muscolare, i disturbi del sonno, l’assottigliamento della pelle, la fragilità dei capelli e, nel Morbo di Basedow-Graves, l’oftalmopatia di Graves, che provoca occhi sporgenti (esoftalmo).

La diagnosi dell’ipertiroidismo richiede una visita specialistica endocrinologica, un’anamnesi accurata, un esame fisico e analisi del sangue per valutare i livelli degli ormoni tiroidei (TSH, FT3, T4) e la presenza di patologie autoimmuni (anticorpi anti-tireoglobulina, anti-tireoperossidasi e anti-recettore del TSH). L’ecografia e la scintigrafia tiroidea possono essere prescritte come esami complementari, se necessario.

Il trattamento per l’ipertiroidismo è personalizzato in base alla causa e alle caratteristiche del paziente. Nel Morbo di Basedow-Graves, viene prescritta una terapia farmacologica con farmaci antitiroidei. In alcuni casi, potrebbe essere necessario il trattamento radiometabolico con iodio radioattivo o l’intervento chirurgico (tiroidectomia). Per le tiroiditi subacute, la terapia principale è basata sui cortisonici.

Il trattamento dell’ipertiroidismo associato a gozzo è personalizzato a seconda del quadro clinico del paziente e può includere il trattamento radiometabolico con iodio radioattivo o terapie locali, come la chirurgia o la radiologia interventistica.

Chi soffre di ipertiroidismo dovrebbe limitare l’assunzione di iodio, presente in alcuni cibi, farmaci e integratori. Inoltre, è importante monitorare eventuali carenze di vitamina D e calcio, poiché l’ipertiroidismo può causare osteopenia e osteoporosi nel lungo termine.

Gozzo

Il gozzo è caratterizzato da un aumento del volume della tiroide, l’ingrossamento di questa ghiandola. Le cause del gozzo possono includere una carenza di iodio, particolarmente rilevante in Paesi come il nostro, dove esiste un’endemia gozzigena con una carenza lieve/moderata di iodio. Alcuni alimenti, come cavoli e cavolfiori, appartenenti alla famiglia delle brassicacee, se consumati in grandi quantità, possono favorire lo sviluppo del gozzo.

Se il gozzo è di dimensioni contenute, può non manifestare sintomi specifici, ma con un ingrossamento significativo, potrebbe comprimere la trachea o l’esofago, causando difficoltà respiratorie e/o difficoltà di deglutizione.

Per il trattamento del gozzo, se è di piccole o medie dimensioni, si può ricorrere a una terapia radiometabolica con iodio radioattivo. Nel caso di gozzi di grandi dimensioni, può essere necessario un intervento chirurgico per asportare in parte o completamente la tiroide.

I noduli alla tiroide sono formazioni solide che si sviluppano all’interno della ghiandola. Solitamente, i noduli sono benigni, ma una piccola percentuale, circa il 3-5%, può essere di origine tumorale, maligna. L’ecografia tiroidea è una tecnologia diagnostica moderna che ha consentito di individuare un maggior numero di noduli, anche di dimensioni ridotte, che potrebbero sfuggire alla palpazione.

I noduli possono essere silenziosi e vengono spesso scoperti incidentalmente durante esami o consultazioni di altra natura. In alcuni casi, i noduli possono causare difficoltà di deglutizione e/o respirazione, e raramente possono produrre un eccesso di ormoni tiroidei, determinando uno stato di ipertiroidismo con sintomi quali tachicardia, perdita di peso improvvisa e aumento dell’appetito.

Per la diagnosi dei noduli alla tiroide, il medico può utilizzare l’ispezione e la palpazione del collo, ma l’ecografia tiroidea è uno strumento più preciso per individuare e valutare i noduli. In base alle caratteristiche ecografiche, l’endocrinologo può decidere se un nodulo è a rischio di malignità e richiedere un prelievo di cellule tramite agoaspirato per analisi citologica al microscopio.

Il trattamento dei noduli alla tiroide varia in base alla loro natura. Se il nodulo è sicuramente benigno, non funzionante e di piccole dimensioni, può essere monitorato periodicamente tramite ecografia. Per noduli sicuramente benigni di dimensioni maggiori, con sintomi compressivi, può essere valutata un’eventuale soluzione chirurgica o un’altra terapia locale.

Per i noduli iperfunzionanti, associati a ipertiroidismo, si può considerare la chirurgia o il trattamento radiometabolico con iodio. Nel caso di noduli con caratteristiche sospette per malignità, si può discutere con l’endocrinologo la possibilità di asportare chirurgicamente parte o l’intera tiroide. Il trattamento sarà personalizzato in base al rischio individuale, con terapie meno invasive per i casi a prognosi buona e terapie più complete per le forme più aggressive. La chirurgia, nel 90% dei casi, conduce a una guarigione definitiva, e in alcune situazioni di forme invasive, può essere associata alla terapia radiometabolica.

Prevenzione della tiroide

La prevenzione delle malattie della tiroide non si basa su misure specifiche, ma spesso una carenza di iodio è associata all’insorgenza di alcune di queste condizioni. Pertanto, può essere utile, con l’assistenza di un medico o nutrizionista, adattare l’alimentazione per garantire un adeguato apporto di iodio. Ad esempio, è possibile aumentare il consumo di pesce e utilizzare sale iodato. È importante sottolineare che lo iodio si scioglie in acqua e non è presente nell’aria marina, contrariamente a quanto talvolta erroneamente creduto.

Le malattie della tiroide sono più frequenti nelle donne rispetto agli uomini, e un legame stretto è presente tra patologie tiroidee e il genere femminile. Sebbene i sintomi delle condizioni tiroidee siano simili sia nelle donne che negli uomini, nelle donne è fondamentale una valutazione più attenta della funzione tiroidea in relazione alla ricerca di gravidanza.

Le malattie della tiroide possono influenzare negativamente la fertilità femminile e la gravidanza stessa. Ad esempio, possono alterare la regolarità mestruale, aumentare il rischio di aborto spontaneo e ostacolare lo sviluppo corretto del feto. Per questo motivo, è raccomandato eseguire adeguate indagini sulla funzione tiroidea prima o durante la gravidanza per garantire un ottimale stato tiroideo.

Inoltre, è utile sapere che eventuali malattie autoimmuni tiroidee possono attenuarsi notevolmente durante la gravidanza a causa di una maggiore tolleranza immunitaria, ma potrebbero manifestarsi nuovamente dopo il parto. Pertanto, è importante monitorare attentamente la funzione tiroidea durante il periodo gravidico e dopo il parto per gestire eventuali cambiamenti.



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