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Allergie Alimentari nel bambino

Uno dei problemi più discussi dalle mamme è il trattamento e la prevenzione delle allergie alimentari.

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Allergie Alimentari nel bambino
Tempo di lettura: 15 minuti di Redazione


Il sistema immunitario del bambino è molto diverso rispetto a quello dell’adulto. Le linee immunitarie di primo tipo, infatti, sono ancora “inesperte”, dovendosi adattare alla moltitudine di microrganismi e di agenti patogeni che sono potenzialmente dannosi per l’organismo. Il discriminante tra allergia e intolleranza è la mediazione o non del sistema immunitario, nel secondo caso non vi è il rilascio di immunoglobuline.

Le allergie alimentari costituiscono una rezione più forte del normale verso l’alimento che scatena la reazione istaminica del sistema immunitario. Solitamente il sistema immunitario risponde con una immunizzazione, in caso di allergia alimentare risponde con una sensibilizzazione.

Se per la maggior parte degli individui non vi sono reazioni da sensibilizzazione, per una piccola percentuale (nel 90% di questi casi l’incontro con l’agente esterno avviene in età infantile) vi sono segni immediati che partono da una leggera eruzione cutanea sino alla risposta allergica di media-grave entità.

Le reazioni avverse ad un particolare alimento non sempre sono collegate con un’allergia o un’intolleranza alimentare: l’incidenza di un’allergia si aggira al 2% degli adulti ed il 7% dei bambini.

L’allergia alimentare può essere causata da:

  • intolleranze al glutine, che si evolve sino alla malattia celiaca;
  • difetti del metabolismo del glucosio, la cosiddetta fruttosemia. Il deficit di fruttosio 1,6-difosfatasi è un grave difetto della gluconeogenesi. Questa disfunzione metabolica comporta gravi ipoglicemie e acidosi lattica in occasione di digiuni prolungati o a seguito dell’ingestione di cibo, medicinali o altro contenente fruttosio, saccarosio (zucchero), sorbitolo, xilitolo e altri. La diagnosi avviene mediante test del DNA. (Trovi maggiori informazioni su Wikipedia);
  • carenze di enzimi digestivi, ovvero deficit di lattasi;
  • idiosincrasia dovuta alla quantità di cibo assunto.

Il sospetto di un’allergia alimentare

Solo sulla base di un sospetto, avviene che una persona su tre crede di avere un’allergia alimentare e di conseguenza cambia (di propria volontà) la dieta o quella di un familiare. Ma non è sempre così, non vi è una correlazione matematica tra esposizione all’agente e manifestazione, ma è anche vero che nel bambino l’attenzione deve essere maggiore.

Solitamente sul banco degli imputati salgono alimenti, farmaci e pollini. L’allergia si manifesta quando il bambino (che può essere più  disposto a sviluppare allergie) entra a contatto con l’allergene. Il sistema immunitario ci protegge dalle proteine estranee scatenando una reazione di citochine per identificarle, isolarle e riconoscerle in futuro. L’allergia si scatena quando una sostanza normale viene captata come un allergene e viene attaccata dai monociti e via dicendo. L’organismo produce IgE (di tipo antiallergico, che solitamente si trovano nei polmoni e nel circolo ematico in difesa dalle allergie) che richiamano mastociti e basofili che insieme rilasciano istamina e prostaglandine, in grado di scatenare una reazione allergica a catena. Possono verificarsi reazioni allergiche dopo qualche giorno, in questo caso di chiamano rezioni di ipersensibilità ritardata.

Nei neonati che hanno almeno un genitore allergico il rischio di sviluppare la stessa allergia è due volte superiore al normale. Vi sono allergie che possono avere conseguenze più o meno gravi: quella alle arachidi, ad esempio, può causare una reazione istaminica molto forte, che può degenerare sino alla morte.

Gli alimenti che causano allergia

Gli alimenti che causano allergia sono solitamente latte, soia, grano, arachidi, uova e frutta, mentre crescendo ci si può sensibilizzare verso molluschi, merluzzo, trota o sogliola. Questi alimenti contengono sostanze come istamina e tiramina che possono causare reazioni pseudo-allergiche anche se non sono vere e proprie allergie. Il che è comunque traducibile con un atteggiamento di prudenza, perché la sintomatologia è comunque da tenere sotto controllo e trattata. I sintomi possono essere cutanei, respiratori, gastrointestinali, anafilattici (il sintomo più severo che deve essere trattato per tempo).

Altri alimenti sospetti sono:

  • cibo verso cui è allergico un membro della famiglia;
  • un alimento che la mamma in allattamento ha recentemente mangiato in grande quantità;
  • un alimento nuovo con sintomi nuovi;
  • un alimento che non fa bene alla madre, ma che durante l’allattamento comporta benefici al bambino.

Quando si ha a che fare con un’allergia alimentare è bene tenere un diario alimentare dove registrare gli alimenti consumati ed i sintomi del bambino, utile soprattutto quando ancora si cerca di individuare il problema alimentare.

Sintomi comuni di un’allergia alimentare

I sintomi comuni si manifestano a livello della cute e delle mucose (arrossamento del viso), oppure essere di tipo respiratorio come asma o rinite, di tipo gastroenterica (vomito, diarrea), raramente con calo della pressione arteriosa.

I sintomi respiratori comprendono rinocongiuntivite e asma, mentre quelli cutanei comprendono prurito, rash ed eczema su tutto il corpo. L’anafilassi è invece da trattare con urgenza, con un tempestivo trasporto del bambino in pronto soccorso. In aggiunta ai sintomi comuni, il bambino può avere esordi cardiovascolari come ipotensione e collasso. L’anafilassi esercizio-indotta associata all’assunzione di alimenti che presumibilmente hanno causato l’allergia nel bambino si presenta solo dopo che egli compia attività fisica, passate tra le 2 e le 4 ore dall’ingestione degli stessi.

La maggioranza dei bambini non può sviluppare allergie contemporaneamente verso più di uno-due alimenti.

Quando parliamo dell’allergia al latte, identifichiamo la stessa come allergia alle proteine del latte vaccino, che si evidenzia nei neonati che hanno almeno un genitore o un parente prossimo predisposto o allergico allo stesso. Crescendo, cala l’incidenza ed i sintomi sono comunemente vomito e diarrea, con variabili soggettive come nausea, calo pressorio. L’allergia si ha verso il latte pastorizzato, non per il latte sterilizzato o evaporato.

Se il bambino ha una reazione grave, può mostrare affanno, avere difficoltà respiratorie, dolore alla gola e gonfiore della lingua, un improvviso calo della pressione sanguigna. Questo processo è noto come anafilassi, o shock anafilattico e può essere pericoloso per la vita.

Fortunatamente, le reazioni gravi sono rare. Se si sospetta che il bambino sta avendo una reazione allergica anafilattica, somministrare adrenalina se è stata prescritta e se l’allergia è nota, chiamare subito il 118. Non cercare di causare il vomito nel bambino.

Cosa fare quando si individua l’alimento responsabile

Se si pensa che il bambino sta reagendo ad un determinato alimento, eliminarlo dalla dieta per 2-3 settimane, per vedere se i sintomi del bambino migliorano o scompaiono: se questo avviene, eliminare l’alimento è il primo passo da fare. Nell’allattamento la situazione è diversa, perché l’allergia alle proteine del latte dipende dal latte materno, per cui bisogna aspettare una settimana e mezzo per eliminare anche i sintomi.

I sintomi del bambino di solito migliorano entro 5-7 giorni, a volte sembrano sentirsi peggio prima che i sintomi iniziano a scomparire. Se il bambino è sensibile ai prodotti lattiero-caseari, è altamente improbabile che il problema sia l’intolleranza al lattosio, a differenza di come potrebbe sembrare.

I bambini allattati al seno sensibili ai latticini assunti nella dieta dalla mamma sono sensibili agli anticorpi specifici del latte di mucca, sotto forma di proteine ​​(non di lattosio), che passano nel latte materno. Il latte-vaccino assunto nell’allattamento è una fonte comune di sensibilità alimentare nei bambini. La sensibilità al latte vaccino o l’allergia può provocare sintomi come coliche, eczema, affanno, vomito, diarrea e/o stitichezza, orticaria, prurito al naso. Nell’eczema, se mite, si può applicare un farmaco topico, se più grave o colpisce ampie zone del corpo, è raccomandato sottoporre il bambino a test allergologici sulla pelle o su sangue. I bambini possono sviluppare altre condizioni che non hanno nulla a che fare con le allergie.

Se il bambino è allergico al latte, non è d’aiuto privarlo del lattosio. Il problema risiede nelle proteine ​​del latte di mucca, non nel lattosio. La cottura dei latticini può ridurre gli allergeni, anche se non li elimina.

Una percentuale significativa di bambini con allergia alle proteine ​​del latte vaccino sarà anche sensibile alla soia, al latte di capra o di pecora.

Avuta conferma della diagnosi di allergia alla proteina del latte, è importante seguire una dieta bilanciata e sana, soprattutto durante la crescita e lo sviluppo del bambino. I consigli alimentari di un dietologo sono fondamentali per garantire un’assunzione ottimale di nutrienti quali calcio, magnesio, vitamine A, D, B2 e B12. Il consumo di sardine e salmone in scatola e di verdure cottecome broccoli, contribuisce a fornire la giusta dose di calcio.

Come prevenire l’allergia alimentare

Le malattie allergiche sono legate a vari fattori genetici verso cui c’è ben poco da fare, se non rispettare alcune regoli alimentari, soprattutto a carico della madre sia durante la gravidanza e tenere conto che durante l’allattamento, escludere latte, uova e grano non previene le allergie del bambino. I consigli più comuni sono quelli di favorire l’allattamento al seno e di evitare il fumo in questi mesi.

Diagnosi nel bambino

Se si pensa che il bambino sia allergico ad un alimento, consultare subito il medico per fare i dovuti test. Dopo un’anamnesi dei sintomi, il medico probabilmente suggerirà un test cutaneo (prick test), soprattutto nella diagnosi per i bambini più piccoli.

Se il bambino manifetsa una reazione allergica ritardata, il medico cercherà di rintracciare l’allergene da un processo di presunzione per esclusione, eliminando gli alimenti sospetti dalla dieta per qualche settimana. Non togliere gli alimenti dalla dieta del bambino senza l’aiuto di un professionista, perché potrebbe rendere effettivamente più difficile l’individuazione dell’agente patogeno una volta che i sintomi diventano insostenibili e si è costretti a ricorrere al medico.

Se il bambino ha un’allergia al latte e si sta allattamento al seno, il medico o il dietista consiglierà di cambiare la dieta materna, mentre se si da latte artificiale, probabilmente verrà consigliato di passare ad un latte ipoallergenico.

Il dietista esaminerà i sintomi del bambino e reintrodurrà l’allergene sospetto nella dieta in piccole dosi per vedere se i sintomi si ri-manifestano.

Alcuni consigli

L’allattamento al seno è esclusivo nella dieta per i primi sei mesi. Dopo, è suggerito introdurre cibi tipicamente allergizzanti, come il latte di mucca e le uova, un alimento per volta. In questo modo si sarà in grado di riconoscere se uno di essi provochi una reazione allergica.

Se la madre non ha un’allergia alle arachidi, può mangiare noccioline in gravidanza e durante l’allattamento. Se si ha una storia familiare di allergie o se il bambino manifesta eczema, prestare attenzione prima di darli al bambino, dopo lo svezzamento.

Prendendo probiotici si possono ridurre i rischi che il bambino sviluppi allergie alimentari, anche se non è dimostrato al 100%.

Che cosa è una intolleranza alimentare?

Allergie alimentari

Le intolleranze alimentari

Allergie e intolleranze sono facilmente confuse. I bambini possono sviluppare un’intolleranza a certi alimenti ma non un’allergia, perché non coinvolge il sistema immunitario. Il bambino ha un’intolleranza se ha difficoltà a digerire alcuni alimenti e potrebbe manifestare:

  • mal di stomaco,
  • coliche,
  • gonfiore addominale,
  • diarrea,
  • vomito.

L’intolleranza più comune nei bambini si riscontra nel latte, la famosa intolleranza al lattosio. Non tentare mai di diagnosticare l’intolleranza senza il consiglio di un medico, in quanto vi sono altre condizioni che possono manifestare sintomi molto simili, come la malattia celiaca.

Referenze
  • Is this your Child? : Discovering and Treating Unrecognized Allergies in Children and Adults by Doris Rapp, MD, published by William Morrow & Co., ISBN 0688119077.
  • Dairy-Free Cookbook by Jane Zukin, published by Prima Publishing & Communications, ISBN 0914629883.
  • Allergy Cooking With Ease : The No Wheat, Milk, Eggs, Corn, Soy, Yeast, Sugar, Grain, and Gluten Cookbook by Nicolette M. Dumke and William G. Crook, published by Starburst Pub, ISBN 091498442X.
  • Whole Foods For the Whole Family Cookbook edited by Roberta Bishop Johnson, published by La Leche League International, ISBN 0912500433. This book has a large number of dairy-, egg-, and (to a lesser extent) wheat-free recipes.

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