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Allattamento al seno

Si tratta di una scelta materna. Allattare il proprio neonato è sicuramente un vantaggio per la salute del bambino

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Allattamento al seno
Tempo di lettura: 14 minuti di Redazione

L’American Academy of Pediatrics e l’American Dietetic Association promuovono l’allattamento al seno come la migliore fonte di nutrizione infantile. Il latte materno è facile da digerire per il bambino, con tempi di digestione più veloci. Molti studi sottolineano come l’allattamento al seno possa diminuire il rischio di diabete e di malattia celiaca, nonché del rischio di obesità in età adulta e inoltre potrebbe migliorare lo sviluppo cognitivo in età pediatrica. Anche per la madre vi sono numerosi vantaggi, come il ritiro dell’utero, minori rischi di cancro al seno, minor rischio di depressione o di osteoporosi. Sottolineammo subito l’importanza di sostenere ed incoraggiare l’allattamento al seno, anche se la decisione dipende solo ad esclusivamente dalla madre, dal lavoro, dal tempo disponibile. In questo articolo sottolineeremo i benefici che derivano dall’allattamento naturale.

L’allattamento al seno è sempre stata la norma sin dai tempi antichi, mentre con l’industrializzazione nel mondo occidentale, molte madri hanno cominciato ad avere problemi a coniugare allattamento al seno e lavoro. L’allattamento al seno è diminuito in modo significativo nel periodo 1900-1960, grazia anche alla produzione del latte artificiale, mentre oggi ha avuto una sorta di rinascita sociale e culturale.

Le autorità sanitarie ritengono il latte materno la dieta più sana per il bambino, a differenza del latte artificiale. L’allattamento al seno favorisce la salute della madre e del bambino e aiuta a prevenire molte malattie, con poche eccezioni, come ad esempio la madre che sta assumendo alcuni farmaci, o che abbia la tubercolosi in forma attiva o non trattata.

Non tutte le proprietà del latte materno sono note, ma il suo contenuto nutrizionale è importante. Il latte materno è costituito da nutrienti presenti nel sangue della madre. Il latte materno contiene la giusta quantità di grassi, zuccheri e acqua, le proteine necessarie per la crescita e lo sviluppo.

L’allattamento al seno scatena reazioni biochimiche che consentono la produzione di enzimi, ormoni e fattori di crescita più sostanze immunizzanti per contribuire a creare efficaci linee di difesa per le malattie infettive. Il latte materno contiene la lunga catena di acidi grassi polinsaturi che aiuta il normale sviluppo neurale. La qualità del latte materno prodotto giornalmente dalla madre può essere compromessa da fumo (anche se il consumo di tabacco da parte delle madri non è scientificamente una controindicazione all’allattamento), bevande alcoliche, caffeina, marijuana, metanfetamine, eroina e metadone.

Consigli per la mamma che allatta

La paura della madre su ciò che si dovrebbe e non dovrebbe mangiare o bere, nel momento dell’allattamento, non dovrebbe sussistere. Sono pochi i cibi che dovrebbero essere evitati, ma generalmente ci sono pochi rischi.

Potresti aver sentito dire da molte amiche i cibi “saporiti” come aglio o cibi piccanti dovrebbero essere evitati in questo periodo, ma in realtà non ci sono regole ferree sui giusti alimenti.

Praticamente tutti i pesci contengono (anche se poche) tracce mercurio, una neurotossina molto diffusa in mare. Nonostante questo, i benefici per la salute, grazie all’alto contenuto proteico, il basso contenuto di grassi, superano i rischi. Le uniche eccezioni sono pesce spada e sgombro. Si tratta di pesci predatori che possono contenere maggiori livelli di mercurio, mentre il pesce consigliato è costituito da gamberetti, tonno in scatola, salmone e merluzzo.

Consumo di alcol

Dopo aver rinunciato all’alcol per nove mesi, a molte madri farebbe piacerebbe consumare una birra occasionalmente o bere un bicchiere di vino, e questo è accettabile. In America è pensiero comune che bere alcol non faccia male alla salute, perché “se si può guidare in modo sicuro una macchina, si può allattare”, ma non è propriamente così.

Caffeina

La caffeina è utile, se consumata in dosi moderate. La caffeina circola nel sangue, quindi non andrebbero prese più di due tazzine al giorno, perché il neonato potrebbe non dormire la notte, per la gioia delle mamme che amano le veglie notturne.

Menta piperita

Alte dosi di menta piperita possono inibire la produzione di latte materno. In realtà, la menta piperita è un’erba pulita, gustosa, con quell’unico difetto di bloccare parzialmente la produzione di latte: se sei una mamma con una buona montata lattea, puoi anche non negarti il consumo, minimo e sostanziale, di menta piperita. Il consiglio resta comunque lo stesso per gli altri cibi, ossia l’abbandono di queste piccole abitudini alimentari.

Salvia

Si pensa che la salvia abbia lo stesso effetto collaterale della menta, anche se ingerita in grandi quantità. Diciamo che può essere utilizzata con cautela, a meno ché non siate dei fan sfegatati dei cibi molto speziati.

Cibi che fanno bene alla montata lattea

Quando si allatta al seno, il tempo a disposizione è poco e il rischio di andare a vuoto con la poppata è dietro l’angolo. Vi sono cibi che possono aiutare le madri a produrre latte.

Farina d’avena

L’avena è un grano intero completamente naturale, ricco di fibre. Una ciotola di farina d’avena è un buon carico di energia ed utile se consumata dopo la prima colazione e per contribuire ad aumentare la produzione di latte. Inoltre, l’avena è ricca di ferro e la carenza di ferro, comune a molte mamme, può inibire la produzione di latte. Evitare prodotti già pronti che contengono avena, in quanto possono avere maggiori quantità di zuccheri e di sale.

Mandorle

Le mandorle sono ricche di proteine, nonché una buona fonte non casearia di calcio. Per favorire l’allattamento al seno si dovrebbero assumere in media 1000 mg di calcio al giorno. Questo perché il latte prodotto è la prima fonte di calcio per il neonato, che deve essere ben integrato dalla madre, che potrebbe avere un calo di calcio per le propria ossa e denti. Le mandorle fanno al caso vostro.

Ci sono alcune eccezioni. Se si è allergici alle mandorle, o qualche parente di primo grado si è dimostrato intollerante, bisognerebbe aspettare ad assumere mandorle prima che il proprio bambino abbia almeno tre mesi, dal momento che le proteine ​​alimentari passano più facilmente dalla mamma al bambino attraverso l’allattamento, nonché nei mesi di gravidanza.

Albicocche

Le albicocche contengono fibre, vitamina A, vitamina C e potassio, tutti i nutrienti essenziali nella dieta materna. Consumare albicocche può favorire la produzione di prolattina,  un ormone che induce la produzione di latte. Le albicocche sono una buona fonte di fibre, da evitare le forme sciroppate.

Salmone

Questo gustoso pesce potrebbe essere la carne perfetta per l’allattamento al seno. È ricco di proteine e contiene anche grandi quantità di DHA (22:6 n-3 o acido docosaesaenoico, della serie omega 3), un grasso importante per lo sviluppo del sistema nervoso del bambino. Il salmone, sia esso selvaggio o di allevamento, contiene buone quantità di calcio.

Yogurt

Contiene proteine ​​e calcio, non è consigliato se alla madre in fase di allattamento viene consigliato di rinunciare a latticini (se al bambino viene diagnosticata l’intolleranza alle proteine ​​del latte). Segni che il bambino non tolleralo yogurt assunto dalla madre sono diarrea, eruzioni cutanee, tosse e respiro affannoso.

Fagioli

I fagioli sono ricchi di fibre, buoni la digestione, grandi fonti di ferro e proteine. Il bambino, inoltre, non manifesta la flatulenza che potrebbe essere accompagnata all’assunzione degli stessi, poiché attraverso l’allattamento vengono assunte solo calcio e proteine.

Spinaci

In realtà, quasi tutte le verdure sono ottimi alimenti per le madri, come broccoli e bietole. Oltre a contenere calcio (un pensiero va alla madre vegana), sono una buona fonte di ferro, un cibo fresco e leggero da consumare, ad esempio crudo in insalata, un piatto fresco e leggero da aggiungere alla dieta della madre che allatta al seno.

Semi di sesamo

I semi di sesamo sono ricchi di calcio, una buona fonte di fibre, ferro, magnesio, fosforo, rame e manganese. Tostare i semi di sesamo e aggiungerli ad una buona insalata di verdure, con l’aggiunta di fagiolini, ad esempio, possono essere una buona ricetta ricca anche di gusto.

Riso integrale

Il riso integrale è buono perché contiene sia fibre che carboidrati complessi che aiutano a mantenere un buon livello di glicemia. Può anche essere consumato precotto, mangiato freddo e nei mesi estivi, oppure dalle mamme che lavorano o che hanno comunque poco tempo a disposizione davanti ai fornelli.

Il miglior cibo per il neonato

  • Il latte materno fornisce tutto ciò che il vostro bambino necessita per crescere.
  • Il latte materno è sempre disponibile. Subito dopo il parto, la secrezione ormonale stimola il seno a produrre latte: maggiore sarà la quantità ingerità dal neonato, maggiore sarà la produzione del seno.
  • Il latte materno è gratuito, anche se spiegato così sembra una forzatura. È sempre alla giusta temperatura e non richiede alcuna preparazione speciale.
  • Il latte materno è naturale e libero, non ha bisogno di bottiglie ed è sicuro per l’ambiente. Il latte materno non richiede l’imballaggio e non spreca carta, vetro, stagno, plastica o gomma.
  • L’allattamento al seno offre un momento unico per il bambino. Tenendolo vicino alla pelle, riceve calore e rafforza un legame che nessun altro può sostituire.
  • L’allattamento al seno aiuta il tuo bambino a crescere in modo sano. Gli studi dimostrano che le persone allattate al seno hanno meno problemi di salute e non soffrono di diabete, asma, colite ulcerosa, morbo di Crohn, allergie, problemi della pelle, linfoma, nonché un minor rischio di infarto e ictus.
  • Gli studi dimostrano che i bambini che sono allattati al seno hanno punteggi più alti di intelligenza (mediamente di sette punti) rispetto a chi ha ricevuto un alimentazione sostitutiva.
  • I bambini che vengono allattati al seno per almeno sei mesi hanno meno problemi di salute rispetto ai bambini che sono alimentati con un sostituto del latte materno.

L’allattamento comporta molta perdita di tempo?

Allattare il bambino richiede molto tempo, indipendentemente dal metodo scelto. La scelta di allattare al seno è personale.

Hai l’incubo di non riuscire a perdere i chili in più della gravidanza? Perdere peso mentre si sta allattamento non è affatto facile o consigliato, almeno i primi tempi.

Ci sono un sacco di idee sbagliate sulla perdita di peso e l’allattamento al seno, pochi sanno ad esempio che allattare permette di consumare, stando comodamente sedute, circa 850 calorie al giorno, anche se ciò non significa esattamente perdere peso, perché l’allattamento rende le madri più affamate, anche a causa dello scombussolamento del ciclo sonno-veglia, per l’aumento dello stress. In genere gli adulti aumentano il consumo di carboidrati per compensare la mancanza di sonno.

Non esiste una formula per permettere alla madri di calzare i vecchi jeans, quelli che indossava prima della gravidanza. I fianchi, la cassa toracica, la corporatura si espandono, perché quei nove mesi di gravidanza sono serviti anche per dare al neonato, nell’allattamento, tutto il necessario per crescere.

Le mamme che subito dopo il concepimento si concentrano più sulla dieta che sul neonato, fanno un doppio errore: il primo perché fisiologicamente non è possibile dimagrire subito, il secondo perché bisogna dedicarsi all’approccio ad un’esperienza che, anche se non è la prima, rimane pur sempre unica e irripetibile.

Si dovrebbe aspettare almeno sei settimane o anche più prima di iniziare una dieta, il tempo necessario perché il neonato i adatti al mondo esterno e la madre invece ai ritmi dell’allattamento.


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