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Sintomi Celiachia

Qualcuno la ritiene una forma allergica, qualcun altro una vera e propria patologia. Cos'é la celiachia? Perché fa così paura? Scopriamolo insieme.

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Sintomi
Ultima modifica di Redazione

La celiachia esiste da quando l’uomo ha introdotto i cereali nella propria alimentazione, ma solo negli ultimi anni si inizia a parlare di malattia celiaca, intesa come patologia di tipo immunitario dell’intestino tenue.

Sintomi celiachia: parlare di “psicosi” oggi è importante, per distinguere chi soffre dei disturbi legati all’intolleranza al glutine che non hanno come conseguenza la patologia celiaca. Essere intolleranti al glutine non significa obbligatoriamente avere i sintomi della celiachia.

La conseguenza è la progressiva auto-distruzione dei villi intestinali

La celiachia è una malattia che colpisce l’apparato digerente e nello specifico l’intestino tenue (ovvero quello delegato all’assorbimento delle sostanze nutritive, una via di mezzo tra l’azione di scioglimento e primo metabolismo di stomaco e fegato ed il riassorbimento finale dell’intestino crasso) che viene colpito e danneggiato dalle proprie cellule immunitarie che non riconoscono determinati recettori ed interferiscono con l’assorbimento delle sostanze nutritive alimentari.

La celiachia è la malattia che fa da cupola all’intolleranza alimentare verso il glutine, ovvero è una conseguenza patologica dell’incapacità dell’organismo a sopportare il glutine contenuto in molti cereali. Il glutine è infatti una proteina presente nel grano, ma non solo.

Molte tracce del glutine si possono trovare in molti cibi ed anche nei farmaci (che arrecano infatti l’apposito simbolo gluten-free), ma anche negli integratori e alcuni cosmetici.

Quello che la maggior parte delle persone nota è che intorno ai 23-25 anni vi è, con il coincidere della fine dell’età dello sviluppo, un cambiamento del metabolismo e molti, sopratutto i ragazzi, iniziano a mettere su pancetta.

Sintomi celiachia: una definizione razionale

La spiegazione più logica è che il nostro organismo va incontro ad un nuovo fabbisogno calorico che gli impone di assimilare meno facilmente i grassi e carboidrati nella nostra dieta, proprio perché il metabolismo rallenta.

Eppure, la maggior parte dei celiaci non ha molto a che vedere con allergie ed intolleranze alimentari. La celiachia è una patologia e, una volta diagnosticata, va trattata seriamente. La predisposizione genetica è innegabile ed i primi sintomi, se la celiachia si manifesta nella forma classica, si manifestano sin dallo svezzamento.

I primi sintomi della celiachia (per il bambino)

Questi sintomi di esordio della celiachia sono:

  • diarrea cronica,
  • crampi addominale,
  • gonfiore nella zona addominale,
  • ritardo della crescita in altezza dei bambini.

Esistono delle varianti della celiachia, note come forme atipiche della malattia celiaca, che hanno sintomi molto lievi o assenti e le forme di manifestazione sono dette extraintestinali, come i sintomi neurologici ed i problemi legati al malassorbimento: cosa succede in questi casi? La diagnosi verrà fatta probabilmente nell’età adulta, spesso dopo lo sviluppo.

Cosa causa il glutine nel soggetto allergico? Il glutine e l’intestino non si amano particolarmente quando si scatena una reazione immunitaria che ha come risultato un’infiammazione che con il passare del tempo danneggia il rivestimento della tonaca interna dell’intestino tenue e impedisce anche l’assorbimento di altri importantissimi nutrienti. La celiachia non ha cause precise note, nonostante sia abbastanza accessibile fare una corretta diagnosi.

Sintomi celiachia: come si fa una diagnosi di celiachia?

Primo passo: esami del sangue ed endoscopia digestiva. Quando fare una gastroscopia? Ovviamente eseguire questo tipo di esame non è sconsigliato, perché una visione “dall’interno” del nostro organismo e soprattutto del tratto gastro-intestinale permetterebbe di prevenire e diagnosticare anche altre patologie e disturbi medio-gravi di tipo anche alimentare.

In questo caso, la gastroscopia (per poter ottenere una biopsia della mucosa duodenale) e più precisamente la duodenoscopia è consigliata quando, anche in seguito a dimagrimento, vi è una presenza costante di crampi e dolori addominali, in seguito alle dovute analisi del sangue. Anche il costante gonfiore addominale è un indice importante che consiglia di indagare la presenza o meno di intolleranza nei confronti del glutine.

I sintomi di esordio della celiachia sono gli stessi anche di quelli in età adulta:

  • diarrea fino alla dissenteria,
  • presenza costante di feci liquide,
  • feci chiare spesso maleodoranti,
  • afte della bocca e del cavo orale,
  • cefalea,
  • dolore addominale e gonfiore costante,
  • aumento delle transaminasi ad un esame dei valori del fegato,
  • formicolio mani/piedi,
  • a volte (ma non sempre) alcuni soggetti avvertono nausea fino al vomito dopo aver introdotto glutine nel proprio organismo,
  • astenia. Un sintomo caratteristico è l’astenia, che in termini pratici può essere inteso come un atteggiamento del paziente di stanchezzadebolezza con la ricerca costante del riposino ed un numero di ore di sonno di cui si ha bisogno superiore alla media… il tutto si traduce con una minore capacità fisica e mentale, ma anche minore resistenza (pensiamo all’attività fisica) ed una peggiore predisposizione all’attenzione prolungata (pensiamo allo studio o ai lavoro intellettuali),
  • colorito pallido. L’intollerante al glutine perde con il tempo anche il colorito, assumendo un tono pallido che si associa anche a variazioni continue dell’appetito. Il tutto coronato anche da uno stato ansioso e depressivo figlio della crescente consapevolezza del paziente di non avere un rapporto “normale” con il cibo rispetto agli altri,
  • osteopenia. Chi soffre di intolleranza al glutine è anche predisposto ad avere dolori addominali che derivano da una minore concentrazione di massa ossea, sino ad arrivare a moderati stadi di osteopenia,
  • dermatite erpetiforme. Si tratta di un’eruzione cutanea che non è legata alla celiachia in modo diretto, ma che è riscontrata nel 15-25 % dei celiachi e provoca un crescente prurito che sfocia nella comparsa di fastidiose vescicole lungo i gomiti, le ginocchia ed il sedere.

E le analisi del sangue per celiachia?


Fare le dovute analisi del sangue è importante perché ad intolleranza nei confronti del glutine si associa anche uno stato di anemia sideropenica, dove per entrambi i sessi si rilevano carenze di vitamina B-12 e ferro con un calo anche dell’emoglobina, ovvero della concentrazione nel sangue di sangue legato all’ossigeno. Ma gli stati anemici che si possono riscontrare nella celiachia sono anche di tipo pernicioso, megaloblastico e una marcata carenza di folati.

Nelle ragazze questi stati anemici possono sfociare anche in amenorrea, cioè in mancanza di mestruazioni, con il ciclo che può saltare e avere delle irregolarità, anche per mesi.

Le analisi del sangue permettono anche di controllare lo stato del fegato e magari anche alcuni markers, perché gli stadi avanzati della celiachia hanno come conseguenza una malnutrizione che comporta anche danni al fegato, mentre sono rari ma non del tutto scongiurate le possibilità di tumore del tratto intestinale.

I test allergologici sono fondamentali perché l’allergia al frumento, ad esempio, che include asma da farina o rinite, è tipica della cute e dell’apparato respiratorio.

I sintomi della celiachia variano anche in base alla lunghezza del tratto di intestino già danneggiato dall’attacco autoimmune delle cellule immunitarie del corpo umano. Se i danni sono ingenti perché il paziente cela dentro di sé la celiachia per decenni, le complicazioni non sono da sottovalutare. Inoltre, il celiaco può sviluppare una serie di patologie correlate come:

  • diabete di tipo 1,
  • artrite reumatoide,
  • morbo di Addison,
  • problemi alla tiroide,
  • sindrome di Sjögren.

Sintomi celiachia, cosa mangiare

La prima cosa da fare è non assumere cibo che contiene glutine, presente in tutti i cereali come pasta, pane e pizza, grano duro, crusca di grano,  cous cous, orzo, segale, grano saraceno, kamut, farro. Il glutine è anche usato come eccipiente, quindi regola numero uno:

leggere sempre e con attenzione l’etichetta degli ingredienti

Il celiaco può mangiare latte, uova e formaggi. Consigliato pesce, carne, frutta e verdura.



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