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Tumore al seno cura e trattamento chirurgico

Leggi come curare il tumore al seno, quali le tecniche diagnostiche e terapeutiche adottate, come fare una corretta diagnosi.

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Tumore al seno cura e trattamento chirurgico
Tempo di lettura: 7 minuti di Redazione

Il seno è formato da una struttura complessa di ghiandole e tessuto adiposo ed è situato tra la pelle ed il torace.

Il seno, che apparentemente è un lobo unico, è in realtà costituito da un insieme congiunto di lobi (ciascun seno ne contiene una ventina).

Proprio tramite i dotti galattofori il latte raggiunge il capezzolo e successivamente il neonato.

Il fattore determinante per combattere e sconfiggere il tumore al seno è la prevenzione e la diagnosi precoce, quindi il tempo.

Le cellule, divenute maligne, si replicano in maniera incontrollata all’interno della ghiandola mammaria: la capacità infiltrante del tumore al seno è molto alta e si possono formare tumori a partire da tutti i tipi di tessuti del seno, i più comuni dalle cellule ghiandolari (dai lobuli) o dalle cellule della parete dei dotti.

I segni tipici del tumore della mammella sono la presenza del nodulo mammario che si presenta più duro rispetto alla norma ed è quasi sempre non dolente. Altri segni sono la presenza di cute simile a quella a buccia d’arancia, oppure presenza di capezzolo retratto, indurimento della mammella, ingrossamento dei noduli ascellari

Gli esami diagnostici tipici sono la mammografia, l’ecografia, la biopsia con agoaspirato, la risonanza magnetica con PET.

Classificazione del tumore della mammella

Il tumore della mammella si divide in benigno (non invasivo) e maligno (invasivo). Il tumore del seno viene classificato, in sede di diagnosi e di analisi istologica, in cinque stadi.

  • Stadio 0: carcinoma in situ. Può essere di due tipi, carcinoma lobulare in situ o carcinoma duttale in situ.
  • Stadio I: in fase iniziale, con meno di 2 cm di diametro e senza coinvolgimento dei linfonodi.
  • Stadio II:in fase iniziale di meno di 2 cm di diametro che però ha già coinvolto i linfonodi sotto l’ascella.
  • Stadio III: tumore localmente avanzato, di dimensioni variabili, ma che ha coinvolto già anche i linfonodi sotto l’ascella.
  • Stadio IV: è un cancro già metastatizzato che ha coinvolto altri organi al di fuori del seno.

Se il tumore viene identificato allo stadio iniziale, la sopravvivenza ai cinque anni nelle donne trattate è del 98 per cento. Se i linfonodi contengono cellule tumorali, la sopravvivenza a cinque anni è del 75 per cento.

Quasi tutte le donne con un tumore del seno, indipendentemente dallo stadio, subiscono un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti malati.

Come curare il tumore della mammella

Quando la neoplasia è localizzata, si può ricorrere alla chirurgia conservativa, salvando il seno o buona parte di esso, asportando cioè solo la parte con la lesione.

La terapia si basa su diversi fattori, tutti derivati dall’indagine diagnostica che deve dare informazioni su:

  • Tipo e stadio del tumore
  • sensibilità della neoplasia a determinati ormoni
  • presenza nelle cellule tumorali di un particolare recettore chiamato HER2/neu.

La scelta non chirurgica è costituita dall’impiego di farmaci antitumorali speciali che reagiscono a specifiche alterazioni della cellula che può provocare il cancro: tra i farmaci abbiamo il trastuzumab (Herceptin), per la cura del cancro al seno HER2-positivo.

La scelta chirurgica è alla base della cura del tumore alla mammella, l’intervento chirurgico per rimuovere il tessuto canceroso si suddivide in nodulectomia che rimuove il nodulo al seno e mastectomia che rimuove in toto il seno o una sua parte.

La tecnica chirurgica in questione è detta quadrantectomia (ampia resezione mammaria), con la quale avviene l’asportazione del tessuto mammario che si trova nei pressi della neoplasia. All’intervento chirurgico si associa la radioterapia per evitare il rischio di recidive locali.

Durante l’intervento vengono asportati i linfonodi dell’ascella utilizzando la tecnica del linfonodo sentinella, identificando quello che drena la linfa dalla zona interessata dal tumore. Se questo è privo di cellule tumorali o ne presenta una piccolissima quantità (detta micro metastasi), non vengono rimossi gli altri, in caso positivo si procede allo svuotamento dell’intero cavo ascellare, rimuovendo tutti i linfonodi ascellari.

Quando la massa è piuttosto estesa, si rende necessaria l’asportazione più di un quadrante di seno, con l’intervento detto di mastectomia parzialesegmentale, seguita da radioterapia.

Quando il tumore è molto esteso, o il tumore si trova in uno stadio avanzato, viene asportatao il seno per intero, eseguendo la tecnica chiamata mastectomia radicale modificata, con asportazione della ghiandola, del linfonodo sentinella e/o di tutti i linfonodi ascellari.

Spesso si può conservare la zona del capezzolo e dell’areola, con la tecnica detta nipple sparing mastectomy, che verrà sottoposta comunque a radioterapia nei giorni successivi all’intervento.

La chirurgia plastica

La chirurgia plastica di ricostruzione del seno è molto importante, soprattutto negli ultimi anni, per ridare alla donna la propria immagine a la sicurezza del proprio aspetto. La ricostruzione del seno avviene a fine ciclo chemio e/o radioterapico, se la chirurgia plastica potrebbe interferire con le cure in corso di follow-up, altrimenti la ricostruzione plastica viene fatta durante l’intervento di mastectomia.a

Dopo l’intervento chirurgico viene fatta un’indagine istologica per capire il tipo di terapia da effettuare, ossia la chemioterapia (non sempre necessaria) nelle forme iniziali con stadio I o II anche a scopo prettamente precauzionale. La chemioterapia neoadiuvante viene fatta prima dell’intervento per ridurre la dimensione della massa..

La radioterapia dura pochi minuti e va ripetuta per cinque giorni ogni settimana, non più di un mese e mezzo o due.  La radioterapia è raccomandata quando:

  • la cura del cancro della mammella apre alla possibilità di una chirurgia conservativa come la quadrantectomia;
  • il tumore ha un diametro superiore ai 5 centimetri al momento della mastectomia;
  • quando le cellule neoplastiche sono presenti in molti linfonodi.

La radioterapia riguarda in molti casi la parte di mammella non asportata, la parete toracica e le stazioni linfonodali di drenaggio ossia i linfonodi della regione sovraclaveare.

La cura farmacologica ormonale

Le pazienti positive per i recettori degli estrogeni all’analisi di laboratorio della massa tumorale possono ricorrere a farmaci che bloccano gli estrogeni come il tamoxifene, oppure altri farmaci detti inibitori delle aromatasi, limitata alla donna in menopausa.


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