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Diabete

Il diabete mellito è una malattia cronica di gran impatto sociale per costi e incidenza, che si distingue per un eccesso di glucosio nel sangue, lo stato iperglicemico.

Diabete
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Sintomi Diabete
Ultima modifica di Redazione

Il diabete è la patologia del pancreas causata dalla diminuzione o dalla mancata produzione dell’insulina, un ormone che garantisce i livelli di zuccheri nel sangue e ne regola la concentrazione. Inutile dire che il diabete non sia una patologia contagiosa e non è una malattia ereditaria, viene classificato in diabete di tipo 1, di tipo 2 ed il diabete gestazionale.

Il diabete non è una malattia contagiosa: vivere con un diabetico non fa venire il diabete. Il diabete non è tra l’altro una malattia ereditaria, escluse rare varietà: diverso è il discorso per la predisposizione familiare, parlando del diabete tipo 2 riguardo il rischio di contrarre il diabete se genitori e fratelli hanno lo già sviluppato. Il diabetico si riconosce facilmente perché sente il frequente bisogno di urinare ed auto-controlla spesso i livello di glucosio nel sangue, soprattutto a ridosso dei pasti.

Eziopatologia

Il diabete mellito è molto come ed anche la più diffusa tra le malattie del metabolismo corporeo. Negli ultimi anni diversi studi hanno dimostrato come vi sia un netto aumento dell’incidenza tra gli adulti con età superiore ai 18 anni, con un quadruplicarsi dei casi dagli anni ’80 ad oggi ed un raddoppiamento della prevalenza. Solo il 10% dei casi di diabete è di tipo 1, con un picco comune dell’età media di popolazione colpita che va nella fascia dei 70-75 anni ed è direttamente influenzato dall’obesità e dal sovrappeso, ma anche dal rapporto diretto malattia e stato sociale (titolo di studio, difficoltà economiche).

Prima del diabete vero e proprio vi è un intermezzo in cui l’iperglicemia è costante ma non si può parlare ancora di patologia vera e propria dal punto di vista diagnostico. Nello stato cosiddetto di prediabete, vengono valutati i valori degli esami del sangue su siero e fatta una diagnosi iniziale delle probabilità di sviluppo della malattia o dello stadio del diabete: quando il valore glicemico è superiore ai 200 milligrammi per decilitro di sangue, indifferentemente del momento in cui viene effettuato l’esame si può parlare di diabete, o con glicemia a digiuno superiore ai 126 mg/dl. Il test da carico di glucosio (detto comunemente curva glicemica) consiste nell’ingerire del glucosio per sottoporsi ad esame ematico ad intervalli regolari: se la glicemia dopo 120 minuti supera i 200 mg/dl si può parlare di diabete (i valori normali devono essere inferiori a 140 mg/dl).

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Cause diabete

Anche se sembrano molto simili, il Diabete tipo 1 e quello di tipo 2 sono molto diversi dal punto di vista eziologico: il primo è di tipo autoimmune, come conseguenza del deterioramento e della disfunzione delle cellule del pancreas che producono l'insulina. L'organismo stesso è il responsabile della produzione di anticorpi che trattano le cellule del pancreas come organismi esterni e quindi da sottoporre al sistema immunitario. Non si conoscono le cause specifiche di questa risposta umorale dell'organismo, ma è certo che l'unico modo per contrastare il diabete di tipo 1 è il sottoporsi alla terapia insulinica costante, perché il pancreas non è in grado di produrre insulina a sufficienza e va in deficit. Il diabete tipo 2 è invece una carenza di produzione di insulina più lenta e progressiva, causata da fattoria ambientali e non autoimmuni, un insieme di alterazioni che causano un sorta di insulino-resistenza, coadiuvato anche da fattori di rischio come l'obesità.


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Sintomi diabete

Tra i sintomi del diabete (perché di sintomi veri e propri non si può parlare) abbiamo sete intensa (la cosiddetta polidipsia), la poliuria (necessità di urinare molto e spesso), la stanchezza. Nel diabete tipo 1 vi è perdita di peso che favorisce un malessere generico e una stanchezza eccessiva, mentre nel diabete di tipo 2 non vi sono sintomi soltanto gli esami di laboratorio occasionali possono rivelare qualche fattore di rischio o uno stato di prediabete. Tra i fattori di rischio di diabete tipo 1 abbiamo un parente di primo grado con stesso tipo di diabete, malattie autoimmuni della tiroidite, artrite reumatoide, celiachia. Per il diabete di tipo 2 i fattori di rischio sono parenti di primo grado con diabete tipo 2, glicemia o emoglobina glicosilata fuori norma, sedentarietà/obesità, fumo, ipertensione arteriosa, basso colesterolo HDL, trigliceridi fuori norma, uricemia elevata o gotta, età, donne che partoriscono figli con peso superiori ai 4 kg.

Vediamo nel dettaglio quali sono i sintomi diabete e come comportarsi nel caso in cui si manifesta uno o più segni/sintomi che andiamo ad elencare.


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Diagnosi diabete

Il diabete è una patologia direttamente correlata alla concentrazione di glucosio nel sangue, che normalmente varia tra i 60 e i 130 mg/dl, a seconda che l'organismo sia a digiuno o meno. Se dopo il test la glicemia supera i 200 mg/dl in un qualsiasi momento della giornata o comunque sia tra i 140 ed i 200 mg/dl dopo carico di glucosio si è in Diabete conclamato. I valori per diagnosticare il diabete sono l’emoglobina glicata HbA1c uguale o maggiore del 6.5%, la glicemia superiore ai 126 mg/dl al mattino o dopo 8 ore di digiuno. Queste condizioni, in un periodo di massimo 5 anni possono portare quasi certamente a sviluppare il diabete nel soggetto.


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Cura diabete

Esistono delle cure per il diabete. Per il diabete mellito di tipo 1 le prospettive migliori si possono raggiungere con il trapianto di cellule pancreatite, ma studi recenti hanno ulteriormente alimentato le speranze per i pazienti di evitare le cure grazie ad una riduzione di peso di almeno 15 kg portando alla guarigione completa. Una dieta di questo tipo andrebbe condotta in modo molto importante, soprattutto per i soggetti obesi. Bisogna che passino degli anni per poter parlare di guarigione dalla malattia grazie all'intervento di una dieta, non va sottovalutato lo screening. Per facilitare la dieta e gli effetti benefici bisogna abbinare la dieta ad una buona dose di esercizio fisico utile anche alla circolazione e alla salute del cuore, mantenere inflessibile la terapia prescritta dal medico, controllare costantemente la glicemia ed il peso, nonché il BMI per constatare una diminuzione del grasso corporeo. Quella del trapianto delle isole di Langerhans è una via sperimentale che permette di impiantare le isole ricavate dal pancreas provenienti da pazienti decessi, ma la selezione dei pazienti prevede dei criteri ristretti per aumentare le percentuali di successo e la riduzione del rigetto in seguito a terapia immunosoppressiva.




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