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Globuli rossi alti e bassi

La maturazione dei globuli rossi discende da un gruppo di cellule staminali pluripotenti dal quale si generano anche altri componenti fondamentali del circolo ematico come i globuli bianchi.

Globuli rossi
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Globuli rossi alti e bassi
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Cosa significa avere i globuli rossi alti? Ed il contrario, cioè in numero minore? L’emocromo è un esame fondamentale che ci permette di avere dei valori molto precisi sul numero dei globuli rossi che, in base alla loro concentrazione e al loro numero, possono darci importanti informazioni.

Il numero complessivo di globuli rossi è espresso in unità per milionesimo di litro, nell’uomo il valore oscilla tra i 4.500.000 ed i 6.000.000, mentre per la donna il range è più basso (ma non sempre, dipende dalla stazza fisica e dalla volemia) ed oscilla tra i 4.000.000 ed i 5.500.000. Ovviamente i valori di riferimento sono generici, per cui trovandosi valori di riferimento diversi dobbiamo anche tenere conto che questi cambiano di laboratorio analisi in laboratorio, per cui è bene fare riferimento a quei valori espressamente specificati.

La maturazione dei globuli rossi discende da un gruppo di cellule staminali pluripotenti dal quale si generano anche altri componenti fondamentali del circolo ematico come i globuli bianchi, il loro processo di maturazione avviene nel midollo osseo e vengono messi in circolo soltanto a maturazione completa. Nello specifico, i globuli rossi costituiscono circa il 40% del volume ematico e contengono una proteina fondamentale detta emoglobina (costituita da quattro gruppi ferrosi) capace di legare a sé l’ossigeno e di trasportarlo nel sangue. Lo scambio anidride carbonica – ossigeno è uno dei cicli vitali più importanti e ricopre un ruolo primario nel metabolismo di molte specie viventi: a livello alveolare, nei polmoni, l’eritrocita disposto quasi in fila indiana nel microcircolo sanguigno cede anidride carbonica e ingloba quattro molecole di ossigeno, per poi rilasciarlo (sempre a livello capillare) nei vasi periferici del corpo, inglobando anidride carbonica.

Mediamente, un globulo rosso sopravvive 3 mesi. Vi sono importanti fattori (sia interni che esterni al nostro organismo) che possono rendere fondamentale il monitoraggio del numero di emazie: un emorragia, ad esempio, con un evidente calo dell’emoglobina, causerà una riduzione del numero degli stessi, per cui il midollo osseo deve sopperire tale mancanza aumentando la produzione di cellule staminali (con un aumento nel sangue ad esempio dei reticolociti a causa dell’aumentata eritropoiesi), a loro volta quest’ultima mediata da fattori ormonali e vitaminici (pensiamo all’eritropoietina o alla vitamina B12) che possono influenzare tale processo.

Un tumore ad esempio, che causa un sanguinamento interno (semplificando un po’ il discorso), provoca un’emorragia interna difficilmente riconoscibile se non tramite uno stato di anemizzazione: in questo caso i globuli rossi saranno più bassi.

Va da sé che il numero dei globuli bianchi, da solo, costituisce un valore poco significativo se non messo in relazione con l’emocromo completo e quindi con emoglobina, ematocrito, reticolociti e così via…



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