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Mononucleosi

In medicina la mononucleosi è nota come mononucleosi infettiva diffusa tra i più giovani proprio perché il vettore più comune è la saliva.

Mononucleosi
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Sintomi Mononucleosi
Tempo di lettura: 1 minuti di Redazione

La mononucleosi è una malattia infettiva causata dalla trasmissione tramite saliva di un virus, meglio conosciuta come “malattia del bacio”. La mononucleosi è spesso asintomatica, almeno nella fase iniziale non dà sintomi, può succedere che un individuo contragga la malattia senza rendersene conto.

Lo scambio di saliva non è l’unico modo con cui si può trasmettere la mononucleosi, anche l’utilizzo condiviso degli oggetti personali come spazzolini, bicchieri e posate possono essere dei mezzi di scambio del virus.

L’età media è compresa tra i 15 ed i 35 anni, soprattutto nei soggetti che attraversano una fase di debolezza del sistema immunitario, la mononucleosi infettiva non lascia postumi e si risolve spontaneamente senza conseguenze. Il virus della mononucleosi è l’Epstein-Barr che, grazie alle glicoproteine di superficie gp350 e gp220 si lega al recettore CR2 e CD21, complemento espresso da varie cellule dell’organismo come i linfociti B.


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Sintomi mononucleosi

Nella maggior parte dei casi la mononucleosi è asintomatica, con sintomi lievi oppure con manifestazioni chiare di spossatezza), febbre elevata, ingrossamento dei linfonodi, solo nelle forme più gravi si verifica la rottura della milza. Molto dipende dallo stato di salute del paziente e dalla sua carica immunitaria: il paziente debilitato, immunodepresso o sottoposto a particolari terapie i sintomi della mononucleosi sono più marcati con linfoadenopatia e rash cutaneo, ittero.

Vediamo nel dettaglio quali sono i sintomi mononucleosi e come comportarsi nel caso in cui si manifesta uno o più segni/sintomi che andiamo ad elencare.



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Cause mononucleosi

Il contagio della mononucleosi avviene tramite lo scambio di saliva ma non solo: anche la condivisione dello stesso spazzolino o delle stoviglie sporche può diventare vettore del virus, sono tutte possibili modalità di contagio. Non solo chi ha il virus in fase attiva, anche nei sei mesi successivi gli individui possono trasmettere la mononucleosi.




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Diagnosi mononucleosi

La diagnosi della mononucleosi infettiva è tramite analisi del sangue ma la diagnosi può essere condivisa con quella di altre patologie. Solo le analisi del sangue specifiche che attestano la presenza di linfociti nel sangue hanno valore predditivo. Solitamente si procede per gradi con visita medica e diagnosi, con la constatazione del carico dei linfonodi ingrossati e anche di quelli dell’inguine, delle ascelle e del collo. Altri segni caratteriatici sono l'ingrossamento della milza e il sudore continuo, febbre intesa ed astenia, nonché la perdita di peso. Le analisi del sangue possono diagnosticare anche la rosolia, la malattia da citomegalovirus e l’epatite virale, perché vanno alla ricerca della presenza di linfociti anomali nel sangue ma nel caso di mononucleosi il valore non scende mai sotto il 10%.


Meccanismo di contagio della mononucleosi

Il virus della mononucleosi una volta entrato in contatto con i tessuti del cavo orale si addentra nei linfonodi cervicali, entrando in contatto con i linfociti B e avviando la replicazione virale che poi riverserà i virus della mononucleosi nel circolo sanguigno.

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Cura mononucleosi

Le cure per la mononucleosi variano in base alla diagnosi ed in ogni caso è raccomandato il riposo a letto, il riposo assoluto la cura migliore che va associata alle terapie mediche prescritte dal medico di famiglia, avendo cura di idratarsi costantemente ed utilizzando farmaci solo se necessario come antinfiammatori, FANS, antipiretici. Sono sconsigliati gli antibiotici perché dovrebbero essere impiegati solo se alla mononucleosi è associata anche una sovrainfezione faringotonsillare batterica.



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