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Reflusso acido (malattia da reflusso gastroesofageo)

Non avete mai sofferto di bruciore retrosternale? Scopriamo insieme se avete mai sofferto, anche una sola volta nella vita, di reflusso acido faringeo.

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Reflusso gastroesofageo
Tempo di lettura: 3 minuti di Redazione

La Malattia da Reflusso Gastroesofageo (in inglese GERD – Gastro-Esophageal Reflux Disease) o reflusso acido, ha una serie di cause diverse. I sintomi del reflusso acido sono causati dal rigurgito di acido dello stomaco che risale lungo l’esofago. Il bruciore di stomaco è un dolore tipicamente associato al reflusso acido e figlio di un lungo periodo di irritazione della mucosa esofagea.

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Sintomi reflusso

In alcuni casi il bruciore di stomaco può dare dolore al petto acuto che può essere scambiato per il dolore di angina pectoris. Il bruciore di stomaco è in genere più sentito quando ci si sdraia dopo aver mangiato, quindi è più frequentemente dopo i pasti.

Sintomi secondari da reflusso acido

Altri sintomi di reflusso acido includono:
  • nausea,
  • rigurgito (la presenza di succhi gastrici che risalgono lungo l'esofago),
  • erosione dei denti da acido cloridico.
La nausea può essere grave e portare a vomito, soprattutto dopo aver consumato (nel corso degli anni) alimenti irritanti la mucosa come menta piperita, pomodori, condimento piccante, agrumi, alcool o bevande contenenti caffeina. In alcuni casi, il reflusso acido può causare sintomi atipici come tosse, otite media cuta, raucedine, dispnea.

Vediamo nel dettaglio quali sono i sintomi reflusso e come comportarsi nel caso in cui si manifesta uno o più segni/sintomi che andiamo ad elencare.



Sia il reflusso acido che il bruciore di stomaco sono condizioni digestive comuni e, per arrivare alla diagnosi, bisogna che si verifichino almeno due eventi volte a settimana o che il reflusso acido interferisca fortemente con la vita quotidiana, o quando una gastroscopia evidenzia erosioni della mucosa esofagea o gastrica.

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Cura reflusso

La maggior parte dei pazienti devono apportare delle modifiche nel proprio stile di vita per poter gestire con successo il reflusso acido. Da un punto di vista farmacologico, la terapia d'urto è frequentemente costituita da un uso maggiore di gastroprotettori (gastroresistenti) da 40 mg, per poi ridurre o mantenere tale dose nei due-tre mesi successivi. Otre alla compresse gastroprotettive (come Pantorc, Omeoprazen, Pantoprazolo, Lansoprazolo che sono nomi commerciali piuttosto diffusi in Italia) possono essere associate alcune bustine contenente una soluzione viscida che crea uno strato protettivo lungo l'esofago, in modo non solo di impedire il reflusso gastrico, ma di lenire l'effetto del bruciore di stomaco.


I disturbi di tipo laringo-faringeo compaiono anche se il paziente non ha mangiato niente, solitamente possono anche non avvertire nulla, a causa della velocità con cui i succhi gastrici risalgono lungo l’esofago, che per essere definiti da “reflusso gastrico” devono provocare il tipico bruciore retrosternale.

Sintomi che il reflusso gastrico è patologico

In effetti i sintomi possono essere molto passegeri e poco chiari, perché diagnosticare una sindrome da reflusso acido è molto difficile, se per difficoltà intendiamo il tempo utile affinché i succhi gastrici non causino erosione anche leggera della mucosa esterna del faringe. Quando il reflusso diventa cronico, si parla di “mal di gola” costante, con necessità di “raschiarsi” la voce, tosse cronica che non guarisce spontaneamente, presenza del cosiddetto bolo faringeo. Naturalmente la sensazione di bruciore retrosternale rende tutto molto più individuabile, dal punto di vista medico viene definita “pirosi“.

Una cosa che pochi consigliano, ma non sottovalutabile, è quella di escludere eventuali patologie di tipo ORL – otorinolaringoiatrico – che possono manifestare sintomi molto simili, per poi procedere con il classico schema di diagnosi di medicina interna. La pH-metria esofagea delle 24 ore insieme alla Radiografia dell’esofago con mdc (bario) e l’esofago-gastroscopia sono gli altri esami principali.

Soffro di ernia iatale?

L’ernia iatale è una patologia spesso congenita, ma che deve essere diagnosticata. Spesso e volentieri, l’individuazione del reflusso acido è una buona occasione per rendersi conto della presenza o meno di un’ernia iatale. Posso fare niente per rimediare all’ernia iatale? Si. Posso guarire dall’ernia iatale? No, ma posso controllare i sintomi e lenire il dolore attraverso l’attuazione di un piano farmacologico molto semplice ed un piano alimentare che richiede tempo ma che da il 100% dei risultati.

Consigli pratici per il reflusso gatrico

  • Smetti di fumare.
  • Non metterti a letto (o sul divano) dopo mangiato, ma attendi almeno tre ore dopo i pasti.
  • Passa ad una dieta a basso contenuto di grassi, evitando carni rosse, burro e formaggi, uova e cibi fritti.
  • Limita cioccolato, menta, caffeina, bevande alcoliche o semplicemente gasate
  • Solleva di 10 cm il materasso dietro la testa.

Alcuni siti utili dove poter trovare informazioni:


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