La sindrome alfa-gal, conosciuta anche come allergia alla carne rossa, è una reazione allergica grave e potenzialmente letale che si sviluppa a seguito di un morso di zecca che trasmette una molecola di zucchero nota come alfa-gal. Questo allergene è presente nella carne rossa e in molti prodotti derivati dai mammiferi. La condizione si manifesta attraverso reazioni cutanee, respiratorie o anafilattiche, fino a un vero shock anafilattico.

Sindrome Alfa-Gal

La sindrome alfa-gal è in aumento e può scatenarsi quando un individuo precedentemente tollerante alla carne rossa viene punto da una zecca, diventando sensibilizzato all’alfa-gal. Le reazioni possono variare da lievi a gravi. La carne rossa, interiora e altri derivati dei mammiferi rappresentano i principali trigger, ma anche alimenti come dadi da brodo, sughi, aromi, latticini e gelatina possono causare reazioni.

Le persone con questa allergia devono evitare l’ingestione di carne rossa e derivati, in quanto cuocerli non elimina l’allergenicità. I sintomi si manifestano generalmente alcune ore dopo il consumo e possono comprendere gonfiore, orticaria, difficoltà respiratorie, nausea e anafilassi.

Per la diagnosi, il medico può eseguire test ematici delle IgE specifiche. Se diagnosticati, i pazienti devono imparare a convivere con l’allergia, evitando i trigger e portando sempre con sé un auto-iniettore di epinefrina per le reazioni gravi.

Sindrome Alfa-Gal: Una Prospettiva Globale sulla Malattia

La sindrome alfa-gal, inizialmente scoperta negli Stati Uniti in relazione al morso di zecca Ambliomma Americanum, è stata confermata come fenomeno globale in Europa, Australia e Asia, coinvolgendo diverse specie di zecche. I sintomi di questa sindrome non si manifestano immediatamente dopo il pasto, ma solitamente da tre a sei ore dopo. Questi possono includere prurito, orticaria, edema del labbro, lingua o arti, oltre ad asma, rinite, nausea e vomito con crampi addominali. La sindrome può persino sfociare in un grave shock anafilattico.

La diagnosi può risultare sfidante, poiché i sintomi ritardati non rendono subito evidente il collegamento con l’ingestione di carne rossa. Tuttavia, la sindrome alfa-gal dovrebbe essere considerata nei pazienti che manifestano frequenti reazioni allergiche o anafilattiche, ma non risultano sensibili agli allergeni alimentari comuni. Gli esami cutanei con varie carni rosse o test specifici per le IgE anti-alfa gal possono confermare la diagnosi.

Attualmente, non esiste un trattamento desensibilizzante consolidato, ma prospettive sperimentali offrono speranze per il futuro. È importante notare che farmaci contenenti enzimi digestivi di origine suina, contenenti alfa gal, potrebbero innescare sintomi nei soggetti allergici.

Nel complesso, la prevenzione si basa sull’evitare il consumo di carne rossa. Man mano che la ricerca progredisce, potremmo vedere sviluppi nella gestione e nella terapia della sindrome alfa-gal, migliorando la qualità di vita dei pazienti affetti da questa rara ma significativa condizione allergica. Consultare un medico esperto è fondamentale per una diagnosi accurata e una gestione adeguata.

Sintomi generici e specifici

La sindrome alfa-gal è un disturbo caratterizzato da reazioni allergiche che possono manifestarsi con sintomi di varia intensità, contrariamente alla consueta dinamica delle allergie alimentari, addirittura dopo 3-8 ore dal consumo di prodotti a base di carne rossa o derivati. Queste manifestazioni possono comprendere prurito, orticaria, gonfiore, crampi addominali, nausea e, in certi casi, vomito. Situazioni più gravi possono sfociare in reazioni anafilattiche, caratterizzate da difficoltà respiratorie, gonfiore della gola e abbassamento della pressione sanguigna.

Le radici della sindrome alfa-gal affondano nel morso di zecche specifiche (come la zecca solitaria, Amblyomma americanum, negli Stati Uniti, e la zecca della paralisi, Ixodes holocyclus, in Australia). Questo morso scatena reazioni allergiche, che vanno da lievi a gravi, nei confronti della carne rossa, come quella di manzo o agnello. Ecco perché possono emergere reazioni anche ad altri alimenti provenienti da mammiferi, come latticini e gelatine.

Studi approfonditi hanno rivelato la presenza di alfa-gal nella saliva delle zecche solitarie, che penetra nel flusso sanguigno durante il morso. In risposta, il sistema immunitario genera anticorpi IgE per neutralizzare questo carboidrato estraneo. Questa reazione innesca una sensibilizzazione, che rende il corpo reattivo all’alfa-gal presente nella carne dei mammiferi. Consumare in futuro tale carne scatena una reazione allergica. È un caso unico nell’ambito delle allergie alimentari, poiché è l’unica nota che è legata a un carboidrato e non a una proteina.

Per quanto riguarda le cure, al momento non esiste una soluzione definitiva per la sindrome alfa-gal. Tuttavia, è possibile gestire questa condizione evitando cibi e prodotti contenenti alfa-gal, specialmente carne rossa e i suoi derivati. Pertanto, è fondamentale leggere attentamente le etichette degli alimenti e comunicare la propria situazione ai ristoratori o a chi cucina, per evitare l’ingestione accidentale.

Nel caso di reazioni allergiche gravi, potrebbe essere necessario ricorrere all’uso di epinefrina e a un immediato intervento presso il pronto soccorso. La prevenzione della sindrome alfa-gal comporta anche la prevenzione delle punture di zecca. Si raccomanda di indossare indumenti protettivi come pantaloni lunghi e magliette a maniche lunghe in aree boschive o erbose e di utilizzare repellenti per insetti.

La sindrome alfa-gal presenta una peculiarità unica: la reazione allergica non si verifica sempre dopo il consumo di carne, ma ciò può essere attribuito a diversi fattori:

  • L’alpha-Gal è un carboidrato che subisce modifiche durante la digestione, processazione e assorbimento dei glicani.
  • La quantità di alpha-Gal che raggiunge il circolo sanguigno in forma antigenica può variare.
  • Gli alimenti possono contenere quantità diverse di alpha-Gal, con organi come reni, fegato e intestino contenenti maggiori quantità.
  • La carne grassa è ricca di alpha-Gal.
  • La reazione dipende dalla quantità di carne consumata dopo la puntura della zecca.
  • Il cibo può essere sottoposto a trattamenti chimici o termici.

Va notato che non solo la carne è responsabile dell’allergia legata all’alpha-Gal, ma anche il latte, i latticini, le gelatine, le salse, gli addensanti e i prodotti dolciari come i marshmallow, che contengono ingredienti di origine animale, possono innescare la sintomatologia. Recenti studi hanno evidenziato che i bambini allergici al latte possono essere più inclini a sviluppare allergie alla carne. Tuttavia, questa correlazione non è statisticamente significativa e solo in pochi casi vi è una possibile connessione tra allergie al latte e alla carne.

In considerazione di queste peculiarità, questa forma rara di allergia non è facilmente identificabile e spesso molti casi vengono erroneamente classificati come forme idiopatiche. Di fronte a reazioni allergiche, è utile considerare la sindrome all’alpha-Gal nella diagnosi differenziale, soprattutto quando non sia evidente un allergene associato ai sintomi nell’anamnesi. Questo è particolarmente importante se emergono precedenti morsi di zecca o frequente esposizione a zone endemiche di zecche.

Concludendo, la sindrome all’alpha-Gal è una forma insolita di allergia alla carne rossa, legata a morsi di zecca precedenti. I sintomi si manifestano dopo giorni o settimane dal morso dell’acaro e alcune ore dall’assunzione di carne rossa. Questa sindrome condivide alcuni sintomi comuni con le forme di allergia più note, ma si differenzia per l’azione delle IgE e per la reazione inusuale dell’organismo.

I sintomi che emergono dopo il morso della zecca (come Amblyomma americanum negli USA e Ixodes ricinus in Europa e nel mondo) e il consumo di carne rossa includono orticaria, spesso seguita da angioedema (gonfiore del viso), calo della pressione sanguigna e, nei casi gravi, anafilassi.

Un’altra scoperta importante è che i sintomi non si verificano ad ogni assunzione di carne e, con il tempo, potrebbero diminuire o scomparire se l’individuo non subisce ulteriori morsi di zecca. Molte incognite persistono e si indaga sulla possibile influenza della genetica e della relazione tra gruppi sanguigni e dieta, oltre a cercare di comprendere perché alcune persone reagiscano meno ad alcune sostanze in relazione ai gruppi sanguigni.



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