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Nefropatia cronica

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Nefropatia cronica
Ultima modifica di Redazione

La nefropatia è meglio nota come la malattia renale cronica, una delle conseguenze del diabete, soprattutto di tipo 2.

Ma cosa è il diabete? Si tratta di una malattia cronica autoimmune o da deficit di un particolare recettore proteico che impedisce alle cellule di recepire l’insulina proveniente dal pancreas. Proprio questo organo, infatti, è costituito da cellule dette “beta“, in grado di produrre l’insulina, la responsabile della scomposizione degli zuccheri in molecole più elementari, più facili da smaltire per le cellule del corpo umano. Nel diabete di tipo 1, il pancreas non riesce più a produrre insulina a causa dell’autodistruzione immunomediata delle cellule beta, mentre nel tipo 2 le cellule del corpo non riescono a recepire l’insulina a causa della mancanza di un recettore specifico. Il diabete autoimmune è tipico dell’età infantile, costringendo il bambino a convivere a vita con la terapia insulina esterna, mentre il diabete più comune è quello di tipo 2, aggravato da uno stile di vita prettamente sedentario e dall’obesità, tipica dei Paesi occidentali.

Il controllo del livello di glicemia è fondamentale per monitorare adeguatamente la malattia, dimostrando una migliore prevenzione a malattie croniche che derivano da problemi cardiovascolari o nefrologici. Proprio della nefropatia cronica è oggi che ci occupiamo. Non solo reni, il diabete colpisce secondariamente anche occhi, cuore e sistema nervoso. Il controllo della pressione arteriosa è anch’esso fondamentale per la prevenzione dei fattori secondari scatenanti malattie croniche.

Il diabete originariamente può danneggiare anche i vasi sanguigni renali, il cui primo segno è l’aumento dei livelli di albumina, normalmente assente, una proteina che si va a notare in tracce nelle urine. La microalbuminuria denota uno stadio iniziale di nefropatia, a cui segue uno stadio successivo caratterizzato da:

  • aumento della creratinina,
  • ritenzione liquida,
  • aumento del peso corporeo,
  • gonfiore alle caviglie.

I danni neurali del diabete provocano notevole difficoltà nello svuotare la vescica, con l’alternanza di vescica piena e relativa pressione sui reni, danneggiandoli: trattenere l’urina in vescica oltre il limite normale causa anche infezioni che crescono in maniera più veloce a causa della presenza di glicosuria (zuccheri nelle urine) dovuta al diabete.

La nefropatia è una malattia da deficit di funzionalità renale, che insorge in modo più o meno lento e che ha come conseguenza principale il ricorso del paziente alla dialisi, per favorire lo smaltimento delle sostanze di rifiuto in modo esterno, tramite macchina dializante e fistola artero-venosa solitamente impiantata nel braccio.

Cosa fare pre prevenire l’insorgere della nefropatia?

La nefropatia è una conseguenza più o meno marcata di un problema preesistente, ossia il diabete, motivo per il quale tenere sotto controllo questa patologia primitiva è senz’altro un buon inizio per prevenire la nefropatia. Tenere il livello della glicemia nella norma è un buono metodo di prevenzione, accompagnato da almeno una analisi del sangue all’anno per il controllo dell’albumina e dell’albuminuria, della creatinemia e della creatinuria.

La pressione arteriosa deve essere tenuta sotto controllo almeno settimanalmente e deve essere coadiuvata dai giusti farmaci per l’abbassamento della pressione, ovviamente prescritti dal medico e non presi come autocura.

Evitare di fumare, bere alcolici, controllare la dieta per diminuire l’assunzione di cibi con zuccheri complessi.

Avere il diabete non è matematicamente predizione di nefropatia diabetica renale, ma la conoscenza dei primi sintomi è fondamentale per la diagnosi precoce. I sintomi sono determinabili in base alla presenza di albumina nelle urine, sintomo precoce anche di anomalie circolatorie che potrebbero causare anche ben gravi problemi cardiaci, fondamentale la rilevazione della microalbuminuria, almeno una volta all’anno.

Per determinare la capacità dei reni di filtrare le sostanze si calcola il GFR (ovvero il tasso di filtrazione glomerulare) controllando i livelli di creatinina sierica nel sangue, effettuato con una semplice analisi del sangue su siero.

Tra gli stimoli comuni vi è lo stimolo frequente di urinare soprattutto durante la notte (nicturia) e relativo aumento della pressione arteriosa.

I sintomi tardivi sono:

  • gonfiore alle caviglie e alle gambe, crampi;
  • elevati valori di azotemia (BUN) e diminutzione del GFR;
  • diminuzione del fabbisogno di insulina (in un primo momento) o di farmaci per il controllo del diabete;
  • debolezza, anemia e pallore;
  • prurito, nausea, vomito.

Se si hanno anche la metà dei sintomi elencati, rivolgersi al medico, anche se non si è notoriamente affetti da diabete di tipo 1 o 2. La diagnosi precoce è importantissima, spesso la diagnosi di diabete non viene effettuata correttamente e si può incorrere nella nefropatia cronica. Importante sarà la determinazione della terapia, che sarà fatta dal nefrologo in collaborazione al dietologo, mantenendo la pressione arteriosa sotto il limite normale dei 130/80. Il controllo dell’emoglobina glicosilata permette di stabilire i livello del glucosio nei tre mesi precedenti, il cui valore non dovrebbe superare il 7%.

La dieta deve essere mirata alla riduzione delle proteine, che vengono difficilmente smaltite a livello renale, soprattutto se con problemi cronici. Nel paziente diabetico si rende più immediato il ricorso alla dialisi o al trapianto, poiché l’insufficienza renale deve essere ridotta del 15% rispetto alla norma per poter ricorrere alla dialisi. La dialisi si divide in due tipi, la dialisi peritoneale e l’emodialisi, scelta che deve essere fatta in base allo stato di salute del paziente, alla disfunzione multi organo.

Il paziente diabetico può essere sottoposto a trapianto renale, alla cui operazione deve seguire l’aumento della dosa giornaliera di insulina perché il paziente sentirà un maggior bisogno di mangiare, motivo per cui il rischio di rigetto del rene (e della iperstimolazione dell’organo) è dietro l’angolo.



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