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La disidratazione è un fattore comune tra i pazienti ricoverati nelle case di cura

I pazienti ricoverati in ospedale da case di cura sono spesso disidratati al momento del ricovero e sembrano avere un rischio di mortalità intra ospedaliera maggiore della media

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La disidratazione è un fattore comune tra i pazienti ricoverati nelle case di cura
Tempo di lettura: 2 minuti di Redazione

Una ricerca pubblicata oggi dal Journal of Royal Society of Medicine ha concluso che molti pazienti ricoverati in lungodegenza arrivano comunemente disidratati al momento del ricovero e, di conseguenza, sembrano vivere significativamente maggiore rischio di mortalità.

Per l’anziano ed il paziente allettato il rischio di disidratazione è anche maggiore rispetto al paziente comune, soprattutto se bisogna di assistenza nel bere al fine di scongiurare la disidratazione. Questa porta comporta l’aumento dei livelli di sodio nel sangue, con potenziali conseguenze gravi, tanto da essere considerato come  un predittore di mortalità ospedaliera.

Alcuni ricercatori provenienti dal Barnet e Chase Farm Hospitals NHS Trust, l’Università di Oxford e la London School of Hygiene & Tropical Medicine hanno analizzato lo stato di salute di oltre 20.000 pazienti dai 65 anni in su ricoverati in un ospedale di Londra tra il gennaio 2011 ed il dicembre 2013. Mentre nell’1% dei pazienti ricoverati, provenienti dalla propria abitazione (quindi non da una struttura assistenziale) è stato riscontrato un livello di sodio elevato, la percentuale per i pazienti ricoverati provenienti da una casa di cura è salita  al 12%.

Il professor Martin McKee della London School of Hygiene & Tropical Medicine, co-autore della ricerca, ha aggiunto:

“Questo dato solleva una serie preoccupazioni circa la qualità delle cure fornite in alcune case di cura: il livello di sodio potrebbe essere indicativo di una disidratazione pregressa a carico della casa di cura e la questione dovrebbe essere sollevata in modo più formale”

Il professore David Stuckler dell’Università di Oxford, ha dichiarato:

“Chiaramente lo stato di disidratazione è un problema ma sono necessarie ulteriori ricerche per chiarire il motivo per cui viene riscontrata. I residenti nelle case di cura hanno forse meno stimolo al bere del necessario, come è stato ipotizzato, sicuramente la causa potrebbe essere collegata alla scarsa cura del personale della casa che non offre abbastanza acqua.”

Fonti: Eurekalert e Science Daily.


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