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Sintomi aborto spontaneo: perdite, quello che c'è da sapere - Sintomi

Quando l'embrione smette di crescere o ci sono altre cause che portano alla morte embrionale, si va incontro ad aborto. Come comportarsi?

Gravidanza
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Sintomi Aborto Spontaneo, con o senza perdite: quello che c’è da sapere
Ultima modifica di Redazione

L’aborto spontaneo è un evento molto doloroso per la psiche della madre e lascia dei postumi molto delicati nella concezione stessa della sfera affettiva della donna. Quando si verificano problemi al feto, nelle primissime settimane dopo la fecondazione, l’aborto spontaneo è quasi inevitabile.

Il periodo che interessa l’aborto spontaneo va dalla prima alla ventesima settimana di gestazione, statisticamente soprattutto entro le prime 13 settimane. In questo articolo parleremo di aborto involontario o spontaneo, senza parlare invece dell’aborto terapeutico o volontario (IVG), che avviene in modo farmaceutico ed in apposite cliniche predisposte a questi trattamenti, perché il ginecologo che la esegue non deve essere un obiettore di coscienza.

Tutti i sintomi di aborto spontaneo

Tornando al nocciolo della questione, l’aborto spontaneo, come d’altronde l’aborto interno, non è un evento raro come potrebbe sembrare, può succedere nella vita quasi ad una donna su cinque, per cui avere la giusta informazione prima che questo evento si verifichi può sicuramente aiutare la coppia ad affrontare la situazione prima, durante e soprattutto dopo (a livello psicologico) che l’evento accade.

Sintomi aborto spontaneo

Con o senza piccole perdite vaginali, l’aborto spontaneo o la minaccia di aborto è una condizione preoccupante che comporta comunque l’accesso ospedaliero.

Cosa accade con o senza perdite durante l’aborto spontaneo

Sintomi aborto spontaneo. Difficile che un aborto spontaneo si verifichi senza piccole perdite di sangue, anche perché è fisiologico che le perdite di sangue arrivino prima o poi.

Quindi? Molto più probabile che, quando vi sono dolori molto forti, anche senza sangue e che i sintomi siano più o meno gli stessi delle mestruazioni in arrivo, si tratti di una minaccia di aborto spontaneo, piuttosto che di un aborto già avvenuto o in corso.

Si tratta di una condizione preoccupante, tale da consigliare una corsa in Pronto Soccorso, soprattutto quando i dolori sono abbondanti, e le perdite sono accompagnate da dolori al basso ventre (tra l’ombelico e la vulva), anche nella zona renale. Questa condizione, piuttosto frequente, abbiamo già detto che interessa circa il 20% delle gravide.

Alcuni sintomi legati all’aborto spontaneo senza perdite possono essere, ad esempio, il ritorno a condizioni normali dei seni, che non appaiono più duri e turgidi come a partire dal secondo mese. Non è una condizione riscontrabile in tutti gli aborti spontanei, ma solo in quelli passati inosservati, cioè a donne che hanno avuto l’aborto giorni o settimane prima senza rendersene conto.

Altri sintomi di aborto spontaneo possono essere, sempre in questa direzione, la scomparsa della nausea e le caviglie che non sono più gonfie, ma questo avviene ad esempio già verso il sesto mese di gravidanza.

Il controllo delle Beta HCG e l’ecografia (per sentire soprattutto il battito del feto) sono fondamentali.

Sintomi aborto spontaneo: cosa fare quando l’aborto è in atto (con o senza perdite)

Prima regola: consultare il medico di famiglia e/o il tuo ginecologo. Ha senso leggere articoli sui sintomi della minaccia di aborto, ma non è detto che sia così. Soprattutto se non ci sono perdite, ma può essere anche che l’aborto sia già avvenuto o è stato solo un falso allarme. La regola è fare un’ecografia per controllare la cavità uterina, per vedere o meno se vi è la necessità di fare un raschiamento, perché l’utero va “svuotato”.

Quando la minaccia di aborto è in atto, le perdite diventano rosse e i dolori/crampi alla pancia sono forti. Non sempre le perdite però sono avvertibili o visibili, non sempre un occhio è attento a questi particolari, ma non preoccupiamoci troppo.

Dopo i dovuti controlli e, ripetiamo, solo dopo l’ecografia si può stabilire a tutti gli effetti la salute ed il benessere del feto. Primo passo, quindi, andare in ospedale. Se l’aborto è già avvenuto, bisogna procedere anche ad esame istologico del materiale prelevato e, da quel momento, attendere 12 mesi prima di riprovare ad avere un bambino, per abbassare la percentuale di probabile nuovo aborto spontaneo.

A seconda dei casi e delle pazienti (età, numero di gravidanze, famigliarità) e della gravità della situazione e della minaccia d’aborto, il medico ha diverse strade con cui muoversi:

  • farmaci. La strada farmaceutica non è la più scontata ma il progesterone, ormone che aiuta a rilassare l’utero, può diminuire le contrazioni e bloccarle. Ovviamente dosaggi ed indicazioni vanno concordati con il medico;
  • astensione dai rapporti sessuali.  In realtà si dovrebbe interpretare come un “astenersi da sforzi fisici particolari” ma, come ben sappiamo, molte coppie non considerano l’attività sessuale come un esercizio fisico. Bisognerebbe in realtà evitare anche il sollevamento dei pesi (come sollevare pesanti buste della spesa o zaini di figli più grandi. Particolarmente indicato è il riposo a letto;
  • andare in ospedale. In molti e non rari casi il ginecologo preferisce ricoverare la donna gravida per tenere tutto sotto controllo. Non è obbligatorio, è vero, ma questo avviene soprattutto se la minaccia di aborto avviene dopo il terzo mese, quando è indicato il cerchiaggio cervicale.

Nota bene: non esiste un metodo specifico ed efficace al 100% per impedire o bloccare un aborto spontaneo. Il fatto che vi siano dolori e non vi siano perdite di sangue dalla vagina può voler tutto o niente.

A volte è un falso allarme, mentre vi sono casi in cui l’aborto non viene avvertito e si nota solo la comparsa dei dolori addominali. Quando la comparsa di perdite e dolori avviene in concomitanza sicuramente è allarmante, ma non fasciamoci la testa: andiamo dal medico o in ospedale e attendiamo con tranquillità la diagnosi, senza eccessivi allarmismi. Non vi sono metodi speciali capaci di arrestare un aborto spontaneo, quindi meglio evitare ulteriori stress.

A volte semplicemente è solo un fatto di ansia, angoscia o eccessivo stress, magari la gravida si è semplicemente stancata o ha avuto un rapporto sessuale doloroso con perdite.

E se fosse un problema intestinale? Le perdite potrebbero essere…

Strano anche solo a pensarlo, ma i dolori alla pancia potrebbero essere dovuti a disturbi intestinali, come colite o stitichezza e le perdite potrebbero essere confuse con delle perdite causa emorroidi o ragadi, quindi nulla di precipitoso.



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