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Diabete Low Carb

Un numero sempre maggiore di ricerche dimostra che la dieta low carb è una buona scelta per le persone affette da diabete.

Alimentazione
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Diabete Low Carb
Tempo di lettura: 5 minuti di Redazione

Le diete low carb non devono essere restrittive e possono essere facilmente incorporate nello stile di vita, senza ridurre l’assunzione di verdura e di fibre. Non solo è una dieta a basso contenuto di carboidrati, che migliora i livelli di glucosio nel sangue e aiuta nella perdita di peso, ma costituisce anche un forte aiuto per la salute del cuore.

Che cosa costituisce una dieta low carb?

Non tutti sono d’accordo sul livello di carboidrati giornalieri da integrare nella dieta. I carboidrati sono universalmente riconosciuti come una delle influenze fondamentali sui livelli di glucosio nel sangue.


Le persone affette da diabete riconoscono il fatto che una dieta povera di carboidrati li aiuti a controllare la glicemia meglio di altri tipi di dieta, comprese quelle attualmente (2015) raccomandate dal Servizio Sanitario Nazionale.

Di cosa si compone la dieta low carb?

Uno studio di ricerca del 2008 ha utilizzato i seguenti supporti per suddividere l’assunzione di carboidrati al giorno:

  • Carboidrati moderati: da 130 a 225 gr;
  • Bassa dose di carboidrati: sotto i 130 gr;
  • Contenuto di carboidrati molto basso: sotto i 30 gr.

Come i carboidrati influenzano il nostro corpo?

I carboidrati, così come proteine ​​e grassi, forniscono energia e contribuiscono ad “alimentare” il corpo.

I carboidrati si scindono in glucosio in modo che quando sono consumati, un aumento dei livelli di zucchero nel sangue viene regolato dal pancreas in misura maggiore o minore a seconda del carboidrato assunto.

Riducendo l’assunzione di carboidrati, si può contribuire a ridurre l’aumento dei livelli di glucosio nel sangue rilevabile dopo i pasti attraverso una semplice glicemia.

Come fa la dieta low carb ad influenzare il peso?

Le diete a basso contenuto di carboidrati favoriscono il controllo del peso, ma il dibattito è sul come questo meccanismo possa avvenire. La riduzione dei carboidrati comporta anche una minore produzione di insulina. Come l’insulina aiuta a immagazzinare il grasso, un minor tasso potrebbe prevenire, ridurre o invertire l’aumento di peso.

Un’ulteriore teoria consiste sulla convinzione che, limitando la quantità di carboidrati, le persone limitano l’apporto calorico in favore del controllo e della diminuzione del peso.

Quali sono gli svantaggi di questa teoria?

Se le diete a basso contenuto di carboidrati possono contribuire a ridurre i livelli di glucosio nel sangue e aiutare nella perdita di peso, allora perché non sono sostenute dal Sistema Sanitario Nazionale? Il motivo è che non ci sono prove sufficienti per sostenere l’efficacia e la sicurezza di queste diete a basso contenuto di carboidrati.

Quali sono gli effetti collaterali di una dieta low carb?

Zucchero nel sangue (ipoglicemia)

Se si riduce significativamente l’assunzione di carboidrati, il farmaco (Metforal ad esempio) e/o il dosaggio di insulina dovrebbe essere rivisto per evitare di abbassare ulteriormente il livello di glucosio nel sangue. I sintomi di un’ipoglicemia sono mal di testa, stanchezza e mancanza di concentrazione.

Vale la pena sottolineare che mal di testa, stanchezza e mancanza di concentrazione sono anche sintomi di iperglicemia, quindi la situazione ideale è quella di bilanciare la quantità di farmaco con l’assunzione dei carboidrati.

Deficit di nutrizione

Come per tutte le diete, esiste la possibilità possano mancare determinate sostanze nutritive. L’inclusione nella dieta di una varietà di verdure fresche e alcuni tipi di frutta, può contribuire a compensare tali carenze.

Costipazione

A seconda della dieta, può verificarsi una costipazione. Anche in questo caso è consigliata l’integrazione di verdure, poiché ricche di fibre.

Se si stanno riducendo significativamente la quantità di carboidrati nella dieta, potrebbe essere necessario integrare la giusta quantità di proteine ​​e grassi, ad esempio grassi mono-insaturi come noci, avocado e olio d’oliva. Tra i grassi polinsaturi invece annotiamo gli oli di pesce.

È una dieta non adatta a certe persone?

Certo. In particolare, i pazienti con funzione renale ridotta, o con problemi di cuore avere devono stare attenti a non fare scelte avventate e solitarie, rivolgendosi, ma questo vale per tutti, ad un medico e ad un buon dietista.


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