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Emorragie digestive, varici esofagee

Esofago
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Emorragie digestive, varici esofagee
Tempo di lettura: 4 minuti di Redazione

Vi sono cause particolari in cui le emorragie superiori non sono sostenute o causate da varici esofagee. Queste cause sono piuttosto rare e possono essere elencate come di seguito:

  • esofagite acuta al II e III stadio (si tratta di emorragie dovute a lesioni ulcerative da disepitelizzazione dell’epitelio mucosale esofageo);
  • ernia iatale che provoca un sanguinamento cronico. Si tratta di un’emorragia a bassa portata, prolungata nel tempo, dove la lesione da sanguinamento è su base ischemica;
  • tumori che hanno estrinsecazione a livello gastrico come carcinomi (tumori epiteliali) o leiomiomi (anche  fibroleiomiomi  o neurinomi), si tratta di tumori benigni della componente connettivale (si trovano al di sotto della tonaca mucosa) ma hanno la caratteristica di accrescimento verso il lume e inducono emorragia per erosione della mucosa sovrastante (come la lesione di Dieulafoy);
  • angiodisplasia, ovvero presenza di malformazioni vascolari  presenti nella sottomucosa, che in alcune situazioni si riempiono particolarmente di sangue per cui la ripienezza di liquidi in una struttura vascolare neo formante (non si tratta di neoplasia ma di displasia) che si ulcera e provoca sanguinamento;
  • altre cause digestive superiori che sono soprattutto concentrate nel duodeno, in primis l’ulcera duodenale.

Altre cause sono:

  • diverticoli del duodeno;
  •  tumori della papilla di Vater che hanno come quadro clinico un particolare tipo di melena, detta a feci d’argento, dovuta al tumore stesso che, pur essendo a distanza ravvicinata di un centimetro dalla testa del pancreas, ha un’ evoluzione meno aggressiva e la caratteristica di crescere verso la mucosa duodenale (e non verso la ghiandolare): questa crescita, di tipo arborescente, crea uno squilibrio tra componente vascolare del tessuto neoformato ed epitelio di rivestimento neoplastico, per cui facilmente si hanno delle aree di necrosi con amputazione del tumore stesso, con fuoriuscita di sangue, accompagnata dalla fuoriuscita della bile che ristagna nel coledoco  per la sub-ostruzione dell’ampolloma (il tumore staccato);
  • le varici duodenali che hanno le stesse regole evolutive delle varici dello stomaco;
  • il Morbo di Crohn a localizzazione duodenale, pur essendo una flogosi cronica a carattere granulomatoso,  ha la capacità di andare in necrosi che, quando arriva nel duodeno (esposto all’azione del succo biliare e pancreatico enzimi a carattere proteolitico e lipolitico) crea sanguinamento per l’azione chimica del succo pancreatico;
  • angiodisplasia del duodeno.

Una causa rara è costituita dalle fistole aorto-duodenale e aorto-digiunale, che si creano tra un aneurisma dell’aorta ed il lume intestinale. La dilatazione aortica tende a crescere e ad aumentare di volume, con indebolimento della parete che va incontro al fenomeno di dissecazione (si tratta del versamento del sangue contenuto nel lume che si fa strada tra le varie tonache dell’aorta) fino a dare un’adesione completa, dirigendosi verso il duodeno o verso un ansa intestinale qualsiasi, aprendosi nell’ansa ed innescando un’emorragia.

Anche la biopsia epatica può essere causa di sanguinamento immediato o successivo. Il paziente deve essere monitorato nelle successive 48 ore al trattamento chirurgica. Tra le conseguenze gravi si hanno sia emobilia che emoperitoneo.



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