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Ragadi Al Seno

Cosa sono le ragadi al seno? Come si presentano? Perché la madre ne è affetta e qual'è il rapporto con il capezzolo retratto.

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Ragadi Al Seno
Tempo di lettura: 4 minuti di Redazione

Le ragadi al seno sono dei (anche se) piccoli fastidiosi taglietti più o meno profondi che si trovano intorno al capezzolo e nella zona dell’areola circostante.

Le ragadi al seno sono molto comuni nelle prime settimane di allattamento, quando soprattutto si concepisce il primogenito, si manifestano come tagli molto dolorosi che si presentano netti e si infiammano durante le poppate. I primi giorni di allattamento sono i più dolorosi se si presenta il problema delle ragadi al seno, ma possono anche presentarsi come un fastidio temporaneo, anche se spesso e volentieri sanguinano.

Il pericolo principale per la donna che soffre di ragadi al seno è quello di infezioni. La conseguenza più grave è la mastite puerperale.

1° passo: posizionamento

Quello delle ragadi è un problema molto fastidioso che mette a dura prova l’allattamento, la causa è più o meno sempre la stessa: lo scorretto attaccamento del neonato al seno. Il modo migliore per non incappare nel fastidioso problema è imparare a posizionare il neonato nel modo migliore al seno.

2° passo: accorgimenti

Il secondo passo, oltre a posizionare correttamente il piccolo vicino al seno, è bandire le coppette assorbenti non in puro cotone, un ottimo terreno di germi (il seno viene mantenuto costamente umido) nonostante sia un ottimo rimedio per non bagnare i vestiti anche dopo la suzione. Molto più utile sarebbe posizionare dei fazzolettini oppure ritagliare dei piccoli pezzi da lenzuola o coperte in disuso.

3° passo: no ai detergenti alcolici

I detergenti che contengono alcol sono molto irritanti, nonché rischiano di cambiare l’odore tipico del seno, un segno riconoscibile fondamentale per il neonato. Il latte ed il colostro sono idratanti e cicatrizzanti naturali, il metodo naturale ed automatico più facile per curare le ragadi al seno.

4° passo: anticipare i tempi

Un modo molto semplice per prevenire le ragadi al seno è quello di anticipare il problema svolgendo dei semplici esercizi:

  • effettuare la rotazione del capezzolo per favorire l’estroflessione,
  • effettuare lo stiramento del capezzolo.

Non interrompere l’allattamento è importante per non perdere l’abitudine ad attaccare il piccolo al seno.

L’unica situazione fisiologica che può condurre al rischio di ragadi al seno, è la condizione del capezzolo retratto, poiché in questo caso è difficile attaccare correttamente il bambino, quindi il rischio è in divenire.

Consigli pratici

  • Indurre il neonato ad aprire bene la bocca prima dell’ingresso del capezzolo;
  • sdraiare il piccolo su un fianco, con la pancia contro quella della madre e la testa abbracciata con il braccio di richiamo della madre;
  • nelle pause tra i vari allattamenti i capezzoli dovrebbero essere mantenuti asciutti e puliti senza utilizzare prodotti particolari o alcolici;
  • per prevenire gli ingorghi mammari bisognerebbe mantenere costante il ritmo delle poppate;
  • cambiare ad ogni singola poppata la posizione e la seduta della madre;
  • controllare la respirazione del neonato prima di ogni poppata;
  • non poppare né troppo spesso né per tempi troppo lunghi.
  • dopo l’allattamento non utilizzare creme e pomate specifiche.
  • evitare l’uso dei paracapezzoli, che negano al bambino il succhiare correttamente e inibiscono il riflesso che stimola la lattazione.

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