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Sintomi Acetone dismetabolico

Quando parliamo di acetone dismetabolico intendiamo una forma di acetonemia (nota comunemente anche come acetone), che è un insieme di sintomi che si manifestano a causa della presenza di corpi chetonici nel sangue.

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Sintomi Acetone dismetabolico
Tempo di lettura: 5 minuti di Redazione

Quando parliamo di acetone dismetabolico intendiamo una forma di acetonemia (nota comunemente anche come acetone), che è un insieme di sintomi che si manifestano a causa della presenza di corpi chetonici nel sangue. Di recente abbiamo aggiornato i sintomi ed altre informazioni sulla patologia parlando di acetone nutrizionale.

L’acetonemia non è considerata una malattia, ma una sintomatologia che può accompagnare una diversa gamma di patologie.

Cosa succede con l’acetone dismetabolico

Quando il nostro organismo esaurisce le scorte utilizzi di zuccheri ed ha ancora bisogno di energia per il metabolismo, inizia a consumare le riserve di grasso. Quando si passa dalle riserve di glucosio a quelle dei grassi, i lipidi consumati danno origine ad una sostanza che normalmente viene convertita in anidride carbonica e acqua. Ma in questi condizioni di disordine l’organismo libera invece acetone.

Vi sono poi un insieme di situazioni particolari come febbre, stress, digiuno dati dalle difficoltà dell’organismo di smaltire queste sostanze che vanno ad accumularsi.

Una patologia che colpisce i bambini
L’acetone interessa prevalentemente i soggetti che variano dalla prima e alla seconda infanzia.

Primi sintomi acetone dismetabolico

I sintomi comuni dell’acetone dismetabolico sono:

  • vomito,
  • inappetenza,
  • facile irritabilità,
  • alito maleodorante,
  • stipsi,
  • disidratazione.


Tra le cause che danno origine all’acetone si riscontrano le malattie dismetaboliche come diabete mellito, glicogenosi, iperglicemia ed acidosi metilmalonica.

Una delle prime esigenze mediche dinanzi ad acetonemia è l’utilizzo di farmaci antiemetici per inibire la sensazione di nausea e vomito.

Bambini: un metabolismo ancora immaturo?

Possiamo affermare che le patologie da corpi chetonici nel sangue colpiscono soprattutto le fasce di età più giovani. Ciò deriva dal fatto che il metabolismo si presenta ancora immaturo, privilegiando il metabolismo dei grassi rispetto a quello degli zuccheri, cosa alquanto peggiorativa in situazioni di carenza assoluta o relativa di zuccheri nelle cellule: tra questo ventaglio di possibilità, il digiuno prolungato nel bambino favorisce l’esordio di episodi febbrili che velocizzano un esaurimento precoce delle scorte di zuccheri e il ricorso anticipato ai trigliceridi, così come le diete squilibrate dei bambini che abusano di burro e panna.

I trigliceridi

I grassi sono molto molecole molto compatte, i trigliceridi si ottengono da tre molecole di acidi grassi a 16-18 atomi di carbonio, ognuno dei quali si divide in due atomi di carbonio per volta (la forma acetato), da una molecola di deposito ne vengono prodotte 24-27 di utilizzo, l’iper-produzione e il mancato metabolismo comportano un aumento di molecole di acetato che viene presto convertito in corpi chetonici: l’acetacetico, l’idrossibutirrato vengono eliminati con le urine, l’acetone col fiato).

Una patologia tipica del diabetico

Tipico dei diabetici, l’acetone dismetabolico si esaspera in quelle situazioni dove, nonostante gli zuccheri (che le cellule non assorbono e non bruciano), questi vengono convertiti in grassi, costringendo il metabolismo a bruciare i grassi al posto del glucosio e, anche se li metabolizza tutti, vi sono momento in cui ne “brucia” meno di quanti ne demolisce (rendendoli disponibili ma poi obbligatoriamente eliminabili perché non riconducibili di nuovo a grassi), cominciando ad andare in scompenso chetoacidosico in un quadro tutto degenerativo.

I corpi chetonici vengono escreti così come si presentano (per intero) nelle urine, una piccola quota sotto forma di acetone attraverso i polmoni (fiato) causando il classico odore di frutta marcia nel respiro.

Questa situazione si realizza in conseguenza di una minore presenza o ridotta attività di insulina e viene amplificata dalla produzione in eccesso (quattro volte tanto) di ormoni contro-regolatori iperglicemizzanti (ad esempio: catecolamine, glucagone, cortisolo e ormone della crescita).

Il difetto di insulina può essere assoluto o relativo. Di norma si tratta di una condizione diffusa nel diabetico. Da ciò deriva un quadro sintomatologico caratterizzato da:

  • spossatezza,
  • alito di frutta marcia,
  • febbre, vomito, dolori addominali,
  • diminuzione dello stato di coscienza, a seconda dello stato di acidosi.

Tra i soggetti più a rischio, il giovane e la donna incinta o madre in caso di diabete precoce, devono considerare il fatto che l’acetone è il segnale di un cattivo equilibrio metabolico: è buona norma che questi soggetti imparino subito a conoscere i sintomi legati all’iperglicemia e che non trascurino l’associazione con sintomi come:

  • vomito,
  • disidratazione,
  • iperglicemia.

Questi sintomi sono considerati come lo stato preparatorio al coma diabetico. Tra l’altro, correggere lo stato dismetabolico iniziale è facile, non richiede particolari cure farmacologiche (controllo dell’emesi a parte), ma un rapido avanzamento dei sintomi deve portare all’ospedalizzazione.



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