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Sintomi Angoscia

Chi di noi non ha mai vissuto uno stato di angoscia? I motivi possono essere svariati e spesso sono legati alle fasi dell'età. Ad esempio, soprattutto nel periodo adolescenziale la paura dell'ignoto è molto forte. Come comportarsi?

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Sintomi Angoscia
Tempo di lettura: 8 minuti di Redazione

Un evento tragico o il forte addensarsi di molte paure: a quasi tutti è successo di attraversare una fase della vita incerta e piena di apprensioni per qualcosa che ancora non si può circoscrivere o definire. Il sentimento di angoscia si nutre proprio di quell’apprensione nel non riuscire a dare un senso logico e razionale alle cose. Le famose crisi ansiose, momenti di angoscia pura in cui la mente si appanna, dando modo di scatenare una seria di impennate improvvise, sono i sintomi più riconoscibili dell’angoscia.

Sintomi angoscia o ansia patologica

Dal punto di vista medico, l’angoscia si manifesta con un quadro sintomatologico ben definito, come: aumento della frequenza cardiaca (tachicardia), improvvisa sudorazione, dispnea (difficoltà a respirare in modo regolare) sino alla sincope, ossia la perdita momentanea di coscienza (il comune svenimento).

Il sintomo meno visibile è quello legato allo stato psicologico del soggetto, che spesso viene assalito da una paura fortissima di trovarsi sul punto di morte, come se da un momento all’altro dovessero mancare le forze o un attacco di un qualsiasi tipo metta definitivamente a rischio l’incolumità del soggetto.

L’uomo, così come molti altri esseri viventi sulla Terra, ha una naturale predisposizione psicodinamica che lo lega alla normale preoccupazione riguardo la propria condizione esistenziale, una sorta di spirito di sopravvivenza, ma di natura inconscia e psicologica allo stesso tempo.

Questa paura dell’inconscio comporta al soggetto l’insorgere di una avvilente consapevolezza dei propri limiti. L’idea della morte o della malattia, ma non solo riguardo la salute, la convinzione che anche la sorte possa portare ad una situazione di vita impegnativa dalla quale si può uscire sconfitti, porta ad un senso di fragilità ed impotenza che, come in una cascata di eventi, porta verso l’angoscia.

Cos’è l’angoscia

Innanzitutto l’angoscia è un sentimento: del tutto simile alla paura, è la consapevolezza che una condizione di impotenza o di sofferenza possa dare come conseguenza fisica un senso di costrizione o di oppressione, con conseguente sofferenza psicologica.

L’angoscia ha molte analogie con la paura, ma a differenza di quest’ultima, l’angoscia porta ad una situazione limite dove il senso di pericolo è amplificato e i campanelli di allarme che circondano l’individuo innalzano il livello di guarda psicosomatico del soggetto, aumentando la paura ed arrivando ad una situazione di panico anche senza che al soggetto accada veramente qualche evento degno di nota.

Il soggetto angosciato vive la propria vita in modo incompleto ed ha una soglia di allarme molto bassa che trasforma in minaccia anche le normali sollecitazioni e i rapporti quotidiani che non hanno mai dato problemi relazionali.

L’angoscia è anche un sintomo, se viene ricollegata a diverse sindromi psichiatriche (stati ossessivi, isteria, fobie, depressione, nevrastenia ed altre nevrosi) o a situazioni patologiche transitorie.

Come si manifesta l’angoscia

L’angoscia si manifesta inizialmente con piccoli disturbi psichici come irritabilità, ansia, senso costante di apprensione, dando a livello somatico segni come tachicardia, sudorazione (aumento e diminuzione della temperatura corporea senza sollecitazioni esterne), senso di affanno, xerostomia.

Purtroppo, dobbiamo sottolineare come la società moderna ruoti molto intorno a concetti quali tempo, ansia da prestazione, paura di non essere all’altezza della media, definendo il triduo inconfondibile dell’angoscia: il panico, l’ansia e la depressione, che spesso vengono sia nel linguaggio comune che nella pratica scambiati uno per l’altro, in maniera errata, tra l’altro.

L’ansia è una reazione normale del nostro organismo alla paura di non realizzare un risultato o di vedere un rendimento scarso di qualcosa rispetto alle nostre aspettative e alle energie che abbiamo impiegato per essa. L’ansia è sana e normale se legata ad una reazione di adattamento a un pericolo da parte del nostro organismo, o se corrisponde ad una fase di transizione della nostra vita.

L’ansia patologica, invece, no. Essa è una reazione sempre o quasi sempre spropositata rispetto alle normali soglie di allerta date dal buon senso ed il soggetto è indotto in uno stato di preoccupazione continuo verso tutto ciò che lo circonda. Questi sono alcuni dei tratti comuni più ricorrenti dell’ansia patologica, ossia una reazione molto al di sopra le righe rispetto alle normali soglie di preoccupazione. La causa di questa allerta apparentemente e realmente continua è da ricercare nel soggetto a livello psicologico e a volte psichico.

L’angoscia, purtroppo, è ancora più grave rispetto all’ansia patologica. L’ansia patologica è una reazione sproporzionata davanti ad un campanello che si manifesta, mentre l’angoscia è uno stato d’animo continuo, invasivo, inquietante e paralizzante, che monipolizza i pensieri e le azioni del soggetto. Tutti gli stimoli emotivi sono molto forti e risultano troppo promiscui per essere controllati e filtrati dalle difese psichiche della nostra mente. Nell’angoscia, non si ha la sensazione che qualcosa possa accadere, ma che stia già accadendo. L’angoscia va riconosciuta e trattata, perché è una delle cause della depressione.

L’angoscia è composta quindi di tre fasi, rispettivamente psicologica, dove il sentimento prevalente è la paura, che attacca anche le nostre capacità di memorizzare e fissare gli eventi. Il lato fisiologico è costituito invece dal quadro sintomatico che abbiamo già affrontato: palpitazioni, sensazione di soffocamento, dolori o crampi addominali, sensazione di compressione toracica, senso di vertigine, eccessiva sudorazione, formicolii alle mani. In caso di crisi d’angoscia, i sintomi si manifestano in modo veloce, costante e sovrapposto. Gli ansiosi sono per loro natura molto nervosi, mentre gli angosciati spesso appaiono staccati dalla realtà.

Le reazioni di fronte all’angoscia

Davanti all’angoscia, le reazioni possono essere statiche o dinamiche. L’inibizione è una reazione statica, caratterizzata non soltanto dalla paura ma anche dall’impossibilità di poter reagire: una sorta di blocco psicologico che causa passività nell’agire e nel pensare. Una reazione disordinata e senza controllo è invece tipica della reazione dinamica, dove si cerca di affrontare, anche in modo scoordinato e irrazionale, le paure. Spesso si cerca di fuggire dal luogo minaccioso o dalla situazione che causa l’angoscia, in modo veloce e senza preavviso, istintivamente. La sensazione di abbandono o la ricerca di una via di fuga il più veloce possibile, rafforzano il sentimento della paura, rendendo l’angoscia un vero e proprio circolo vizioso.


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