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Sintomi Angoscia nel bambino

Sono sempre di più i bambini che manifestano sintomi di angoscia ed ansia anche al di sopra degli otto anni, con un quadro clinico ben specifico tale da far rientrare l'ambito di diagnosi in vere e proprie sindromi ansiose.

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Sintomi Angoscia nel bambino
Tempo di lettura: 6 minuti di Redazione

Non è facile, nella sfera sensitiva del bambino, distinguere tra la paura e l’ansia patologica.

Diciamo che l’ansia è un sentimento comune ed è anche normale in certi momenti dello sviluppo, come quando iniziano i momenti di separazione dai genitori, oppure c’é un temporale, o il bambino rimane chiuso al buio ma è importante distinguere l’ansia normale da quella patologica.

Come distinguere l’ansia del bambino

Esiste un limite quindi fra i vari livelli di ansia nel bambino, tale da porre un limite tra il normale ed il disagio clinico. Basta osservare i comportamenti del bambino per capire quali sono i livelli di interferenza dell’ansia nel suo quotidiano.

Sintomi angoscia nel bambino

Se ci sono attività che portano disagio e l’ansia interferisce rendendo il bambino sofferente, di difficile rapporto con i suoi amici, è probabile che il disturbo d’ansia abbia effetti negativi anche dal punto di vista psicosomatico ed il bambino presenterà:

  • cefalea
  • agitazione
  • vomito
  • crampi o dolori addominali
  • pianto e agitazione/nervoso

Adolescenza e ansia

I comportamenti che caratterizzano l’adolescente sono caratterizzati da forte collera ed agitazione, con atteggiamenti ansiosi generalizzati, fobie o disturbi compulsivi. Vi sono adolescenti che manifestano germofobie e hanno il bisogno di lavarsi continuamente le mani, altri che diventano ossessivi per mantenere gli oggetti sempre nello stesso posto, altri ancora che vogliono indossare sempre gli stessi indumenti o hanno il bisogno di mantenere una certa routine fissa ed abitudinaria.

Si tratta di ansia patologica, pericolosa perché mina alla tranquillità del nuovo adolescente e a lungo termine può fare danni considerevoli.

Per questo è importante agire sui bambini per evitare complicazioni adolescenziali, curando i disturbi d’ansia che affondano, nel bambino, le proprie radici soprattutto nelle cause genetiche, ambientali (condizioni di vita stressanti) e nello sviluppo della personalità (immaturità, tendenza alla dipendenza alle figure di attaccamento), anche le prime abitudini possono dare un imprinting, come l’allattamento.

Cause dell’angoscia nel bambino

Le cause dell’angoscia infantile sono da ricercare anche nella storia personale del bambino e nel trattamento/rapporto che ha con i genitori, con un occhio anche al loro ambientamento nella società, allo sfociare di atteggiamenti e di fattori ambientali che possono anche essere esaspearti da separazioni e divorzi, dalle nuove forme di famiglia allargata.

Il tutto senza dimenticare il fatto che i bambini sin da piccolissimi entrano a contatto con le nuove tecnologie e spesso anche con i social network, che hanno modificato il modo di rapporto sia dei genitori che dei figli con gli altri.

Il bambino manifesta crisi di pianto che sono segno di ansia, sfociando spesso in pianti disperati, agitazione psicomotoria, pipì a letto, nausea e vomito.

Tra le varie manifestazioni psicosomatiche abbiamo:

  • incubi;
  • leggeri svenimenti;
  • palpitazioni;
  • vertigini.

Il rapporto con i genitori è la causa principale della depressione o dell’ansia patologica, nonché dell’angoscia del bambino: gli adulti si dimostrano spesso iperprotettivi con i figli, soffocandoli e spesso non riescono a “dire di no“.

Le sindromi ansiose, come anche la sensazione di angoscia sono di vari tipi e hanno manifestazioni precoci sin dalla tenera età, dando anche segno dei propri effetti negativi anche nelle fasi evolutive successive. L’ansia è normale e fa parte della sfera psicofisica di tutti gli individui, può distinguersi in ansia da separazione, paura del buio, ansia da prestazione, ansia sociale… l’angoscia, la paura sono sentimenti che caratterizzano l’individuo e attivano inutili risorse fisiche e mentali, fatte di paure ridondanti che occupano i pensieri e le azioni del bambino.

L’ansia acuta insorge in modo travolgente e, se generalizzata, mantiene il bambino in un negativo stato costante di attenzione e vigilanza verso ciò che lo circonda.

L’angoscia è ovviamente lo stadio più grave dell’ansia, con la perdita delle sicurezze e lo sfociare in situazioni di malessere e manifestazioni somatiche di paura, attacchi di panico, fughe di tipo reale o fantasmatico.

Il bambino inizialmente vuole ribellarsi all’angoscia perché egli stesso la percepisce come sensazione scomoda e negativa ma, col tempo, ne rimane sopraffatto e tende a manifestare comportamenti solitari.

Una delle conseguenze dell’angoscia è la solitudine del bambino che lo rende incerto e poco equilibrato, che deve scegliere tra quello che egli è e quello che gli altri pensano, o che lui percepisce come tale. Spesso la soluzione del bambino all’angoscia è la rinuncia al desiderio di autorealizzazione.

È probabile che sopraggiunga in momenti di difficoltà che vengono anticipati da soventi attacchi di panico, singoli o reiterati: si presentano prima o durante il manifestarsi dell’angoscia con sintomi somatici, motori, vasomotori, neurologici e psichici rapidi ed improvvisi.

I sintomi dell’angoscia nel bambino sono:

  • tachicardia,
  • sudorazione,
  • tremori,
  • vertigini,
  • nausea,
  • paura di morire.

L’angoscia è un malessere profondo, che causa cambiamenti psicosomatici come i sintomi sopracitati e sono visibili quando il bambino acquista le capacità di linguaggio o possono esprimere quello che sentono, consentendo agli adulti di poter dare sostegno. Tra i sintomi vi sono spesso i disturbi del sonno e gli attacchi di panico, con la conseguenza che il bambino si chiude in casa ed evita i contatti sociali, manifestando depressione, disturbi dell’attenzione, agitazione e instabilità.



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