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Diversi tipi di aborto spontaneo, come riconoscerli

Non solo aborto spontaneo, vi sono diversi tipi di interruzione di gravidanza. Vediamo quali sono.

Feto
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Diversi tipi di aborto spontaneo, come riconoscerli
Ultima modifica di Redazione

Aborto spontaneo, ovvero perdita del feto in seguito a morte intrauterina, non causata da eventi esterni (ad esclusione di forti traumi) prima della 22° settimana di gravidanza. Possiamo parlare di aborto sporadico, ripetuto (secondo-terzo episodio) o ricorrente. Abbiamo già visto che indagare le cause è fondamentale per impedire che lo spiacevole evento possa ripetersi.

Tipi di interruzione di gravidanza

Nella maggior parte dei casi si parla di aborto spontaneo, ma è molto comune trovare nei referti medici l’utilizzo i altra terminologia e nello specifico:

  • Minaccia di aborto. Con la minaccia di aborto si intende una serie di sintomi che si protraggono più o meno lungamente nel tempo, con lieve o  moderato sanguinamento vaginale ma proveniente dall’utero. Questo evento avviene soprattutto nei primi tre mesi della gravidanza, i sintomi già trattati nell’articolo sopra linkato sono crampi e da mal di schiena corrispondente alla zona dell’utero.
  • Gravidanza ectopica. Abbiamo utilizzato il termine ectopia parlando della tiroide ectopica, cioè tiroide che nasce e si colloca fuori sede. In questo caso, l’uovo fecondato si colloca ovvero si impianta lontano dall’utero, o comunque al di fuori di esso, sovente accade che avvenga in una zona centrale o periferica della tuba. In questo caso purtroppo le speranze per il feto sono veramente nulle, d’altronde bisogna intervenire molto in fretta anche per salvaguardare la salute della madre.
  • Gravidanza molare. Errori di trascrizione nelle prime fasi della replicazione meiotica del feto portano alla crescita di tessuti anomali intrauterini, dove quasi mai si sviluppa o sopravvive un embrione all’interno dell’utero, nonostante la donna avverta tutti i sintomi della gravidanza, compresa l’interruzione delle mestruazioni e la positività ai test di gravidanza.
  • Aborto incompleto o aborto inevitabile. In presenza di dilatazione uterina o accorciamento della cervice si verifica rottura delle acque e aborto, con sanguinamento e mal di pancia molto forti.
  • Aborto completo. Si verifica quando l’embrione muore e l’utero cerca di espellerlo, con sanguinamento che non si protrae nel tempo ma è molto forte e doloroso. Il raschiamento è di routine dopo un aborto completo e serve per eliminare il materiale uterino residuo ed effettuare un esame istologico.
  • Aborto interno o ritenuto. È comune la sensazione per la donna di non avvertire i sintomi dell’aborto ma di essere andata incontro a questa condizione. Spesso l’aborto interno comporta anche la non espulsione del feto verso l’esterno, ragion per cui bisogna provvedere con metodo chirurgico.
  • Aborto ricorrente. Quando gli aborti spontanei sono più di due si ha aborto ricorrente. Questa condizione può essere dovuta a diverse cause, che abbiamo già discusso in questo articolo, di cui ti consiglio la lettura. Si verifica sempre nel primo trimestre di gravidanza.
  • Aborto da gravidanza anembrionica. L’ovulo fecondato si impianta nell’utero ma il feto non si sviluppa, con visibili al momento dell’aborto sia la camera gestazionale che il sacco vitellino, con feto non sviluppato.


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