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Tipi di trattamenti antitumorali

La strategia di trattamento per i tumori maligni richiede una conoscenza approfondita della patologia e dei diversi aspetti neoplastici.

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Tipi di trattamenti antitumorali
Ultima modifica di Redazione

Per poter affrontare un tumore dal punto di vista terapeutico, l’oncologia ha preposto lo studio delle patologie neoplastiche partendo dalla loro classificazione. Una corretta suddivisione per stadi ed interessamento dei tessuti permette una strategia terapeutica che, grazie a questo nuovo modo di affrontare la malattia, si rivela spesso vincente o almeno soddisfacente.

Le conoscenze approfondite di un tumore versano quindi alcuni fattori del paziente, quali:

  • la storia naturale (anche diagnosi famigliare)
  • la diagnosi istopatologica
  • la caratterizzazione biologica
  • lo stadio
  • le sindromi paraneoplastiche
  • le complesse ed intricate correlazioni tumore-ospite
  • la possibilità e la potenzialità terapeutica dei diversi trattamenti
  • le indicazioni terapeutiche nei diversi stadi della stessa malattia e nei diversi istotipi tumorali.

A seconda delle diverse fasi della malattia, l’oncologo  ha il computo di assicurare la continuità assistenziale sin dalle fasi iniziali della patologia. I tipi di trattamenti sono:

  • trattamenti curativi che tengono a portare alla guarigione della malattia
  • trattamenti non curativi, che servono a garantire il controllo della patologia in modo temporaneo
  • terapie di supporto, per il controllo degli effetti dovuti alla patologia neoplastica come anemia, denutrizione, astenia, stati confusionali, oppure dovuti agli antiblastici come nausea, vomito, leucopenia febbrile, mucositi
  • trattamenti palliativi per la gestione ed il controllo del dolore, garantendo la qualità di vita migliore possibile per il paziente.

Intervento chirurgico

L’intervento chirurgico è il cardine del trattamento antitumorale. Ridurre la superficie del tumore, effettuare la biopsia, asportare i linfonodi interessati sono alcuni degli obiettivi che la chirurgia consente di conseguire. La diagnosi precoce, che avviene per mezzo di esami di screening è il primo passo per poter arrivare alla scelta chirurgica più adatta.

La radioterapia

La radioterapia oncologia è la distruzione della neoplasia senza alterare in modo irreversibile o grave i tessuti sani. In radioterapia vengono utilizzati due tipi di radiazioni ionizzanti:

  • radiazioni elettromagnetiche (raggi X o roentgenterapia, raggi Gamma);
  • radiazioni corpuscolari (elettroni o raggi Beta).

L’effetto biologico delle radiazioni ionizzanti è il risultato finale di una serie di fenomeni di varia natura, si succedono in modo più o meno rapida. Gli effetti negativi della radioterapia, ovvero il danno genetico che impedisce la replicazione del DNA e quindi porta morte cellulare, valgono sia per le cellule danneggiate che per quelle sane. Il tessuto sano circostante alla lesione neoplastica deve ricevere la dose minima possibile di radiazione, obiettivo raggiungibile utilizzando tecniche diverse di irradiazione, anche attraverso il frazionamento della dose totale necessaria.

La terapia farmacologica

La farmacologia in oncologia ha inciso in modo nettamente positivo sull’esito della prognosi di varie neoplasie. I presidi farmacologici disponibili sono la terapia ormonale, la chemioterapia, l’immunoterapia.

La scelta fra queste opzioni terapeutiche si basa su caratteristiche tumorali come il tipo istologico, le caratteristiche biologiche. La terapia ormonale o endocrina è un presidio molto utile per alcuni tumori ormonodipendenti che si avvale di diversi agenti ormonali come antiestrogeni, progestinici, androgeni, inibitori dell’aromatasi, corisonici, LH-RH analoghi.

L’utilizzo di queste tecniche ha soppiantato l’ablazione chirurgica come la surrenectomia, l’orchiectomia, l’avariectomia che venivano molto utilizzate in passato, ad eccezione di quest’ultima, che viene conservata in alcune categorie di pazienti selezionate come le donne in premenopausa affette da carcinoma mammario e recettori estrogenici positivi, operabile o in fase avanzata.

La chemioterapia è una tecnica che negli ultimi trent’anni ha portato a molteplici miglioramenti sul piano terapeutico, oggi sono circa 50 le molecole con effetto citostatico e citocida utilizzate nella pratica clinica. I farmaci chemioterapici sono scelti in base al meccanismo di azione e si distinguono in:

  • agenti alchilanti
  • antimetaboliti
  • agenti interattivi con la Topoisomerasi
  • agenti antimicrotubuli
  • antibiotici antitumorali
  • cisplatino e suoi derivati
  • miscellanea

L’immunoterapia

La terapia immunologica dei tumori si avvale di agenti biologici e di diverse modalità di trattamento che vengono classificate in:

  • immunoterapia attiva,
  • immunoterapia passiva.

Nella pratica clinica l’agente biologico più utilizzato è l’interferone, in particolare nelle forme ricombinanti alfa2a e alfa2b. L’indicazione terapeutica più comune è quella per il trattamento del melanoma maligno nel carcinoide ed in alcune malattie neoplastiche emolinfoproliferative. Controversa invece è l’applicazione per la cura del carcinoma renale. Nel melanoma in fase avanzata invece vi sono indicazioni di trattamento con Interleukina-2 (IL-2) in combinazione con l’interferone o in modo singolo.



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