Nessuna nuova emergenza sanitaria in Cina, l’HMPV in aumento tra i più giovani evidenzia l’importanza di un monitoraggio attento e di una gestione mirata per proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione, ma non deve allarmare
Il Metapneumovirus umano (hMPV) è un virus appartenente alla famiglia Paramyxoviridae, la stessa del virus respiratorio sinciziale (RSV). Si tratta di un patogeno a RNA che può provocare un’ampia gamma di malattie respiratorie, dalle infezioni lievi delle vie superiori a condizioni gravi come bronchiolite e polmonite. L’infezione può colpire individui di qualsiasi età, ma i bambini piccoli e le persone immunodepresse o con altre patologie risultano più vulnerabili.

Metapneumovirus umano
Attualmente, non vi sono evidenze di un nuovo virus minaccioso in circolazione in Cina, come si sente allarmare da alcuni media. Le notizie e le immagini non verificabili, diffuse attraverso i social media, hanno solo generato preoccupazione. Le foto che mostrano ospedali affollati hanno evocato memorie dei primi tempi della pandemia di Sars-Cov2. Nonostante ciò, non vi è alcuna dichiarazione ufficiale di emergenza sanitaria. Il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (China CDC) ha confermato di lavorare su un sistema per monitorare le “polmoniti di origine sconosciuta“, ma queste non sembrano essere la causa dell’aumento dei ricoveri.
L’infezione da HMPV si manifesta solitamente con tosse, febbre, naso chiuso e una lieve difficoltà respiratoria. Questo virus è responsabile di una percentuale compresa tra il 5 e il 10% di tutte le infezioni respiratorie dell’ultima stagione influenzale in diverse aree geografiche, ma non è paragonabile al Coronavirus. Secondo gli esperti sanitari, non vi sono motivi di preoccupazione per una nuova pandemia simile al Covid.
L’epidemia influenzale e l’aumento dell’HMPV
Secondo i rapporti ufficiali del China CDC, la penultima settimana di dicembre ha visto un incremento significativo di malattie simil-influenzali. I dati indicano che l’influenza è il principale responsabile di questa ondata, con il 30,2% dei test positivi, un aumento del 6,2% rispetto alla settimana precedente. Il 17,7% delle persone ricoverate per gravi patologie respiratorie è risultato positivo al virus influenzale.

Metapneumovirus umano, trasmissione, sintomi e patogenicità
Accanto all’influenza, si sta osservando un incremento dei casi di Metapneumovirus umano (HMPV), un virus meno noto ma attualmente più diffuso di patogeni come rinovirus, adenovirus e lo stesso Sars-Cov2. Il 6,2% dei test effettuati ha rilevato la presenza dell’HMPV, che è responsabile anche del 5,2% dei ricoveri per malattie respiratorie. Questo aumento si registra soprattutto tra i pazienti sotto i 14 anni, in particolare nelle province settentrionali della Cina.
HMPV: Caratteristiche e Sintomi
L’HMPV, acronimo di Human MetaPneumoVirus, è un virus respiratorio con sintomi simili a quelli del più conosciuto virus sinciziale (RSV). Si tratta di un’infezione stagionale che colpisce prevalentemente le vie respiratorie superiori, causando febbre, tosse e congestione. Nei casi più gravi, può interessare le vie respiratorie inferiori, provocando bronchioliti, polmoniti, dispnea e respiro sibilante. Nei neonati, uno dei primi sintomi può essere l’apnea.
Per gli adulti sani, l’HMPV di solito si manifesta in forma lieve, simile a un comune raffreddore. Le conseguenze possono essere più severe per i bambini piccoli, i neonati, le persone immunodepresse o i pazienti con patologie cardiocircolatorie.
Il contagio da hMPV avviene principalmente tramite secrezioni respiratorie infette, come saliva e goccioline emesse durante la tosse o gli starnuti. Queste possono essere trasmesse:
- Attraverso il contatto diretto con superfici contaminate.
- Per via aerea, tramite droplets che raggiungono le vie respiratorie di individui suscettibili.
- L’hMPV è diffuso in tutto il mondo e può manifestarsi durante tutto l’anno, con picchi stagionali che nell’emisfero nord si osservano da gennaio a marzo, e nell’emisfero sud da giugno a luglio. La reinfezione è possibile e comune, anche in età adulta.
L’infezione da Metapneumovirus può presentarsi in forme diverse, da un semplice raffreddore a quadri clinici più severi. Tra le condizioni più comuni causate da questo virus si annoverano:
- Bronchiolite, con o senza complicazioni polmonari.
- Polmonite, inclusa quella acquisita in comunità.
- Esacerbazione di asma o di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).
- Otite media.
- Le manifestazioni possono essere più gravi nei bambini molto piccoli, nei prematuri, negli anziani e nelle persone con problemi immunitari o patologie croniche.
Il periodo di incubazione del Metapneumovirus è generalmente di 3-5 giorni. I sintomi variano da lievi a gravi e possono includere:
- Febbre (durata media: 10 giorni).
- Tosse persistente e naso che cola.
- Dispnea, tachipnea e sibili respiratori.
- Mal di gola e difficoltà respiratoria.
- Anoressia, disidratazione e cianosi nei casi più seri.
- Nei neonati e nei bambini piccoli, l’infezione può manifestarsi con affanno e apnea, richiedendo attenzione immediata.
Prevenzione e trattamenti
Non esiste attualmente un vaccino contro l’HMPV, e la gestione dell’infezione si concentra sul trattamento dei sintomi, né una terapia antivirale specifica. Gli esperti avvertono contro l’uso indiscriminato di farmaci antivirali, sottolineando che, nella maggior parte dei casi, i sintomi dell’HMPV sono autolimitanti. È quindi fondamentale distinguere questa infezione da altre patologie più gravi per evitare interventi farmacologici inutili o inappropriati.
La gestione dell’infezione si basa prevalentemente su interventi di supporto per alleviare i sintomi, come:
- Idratazione adeguata.
- Uso di antipiretici per ridurre la febbre.
- Umidificazione dell’ambiente per lenire la tosse.
- Lavaggi nasali e aspirazione del muco nei bambini.
- Nei casi gravi, può essere necessario il ricovero ospedaliero con somministrazione di ossigeno, ventilazione meccanica o alimentazione endovenosa.
- L’uso dell’antivirale ribavirina è riservato a situazioni particolarmente complesse, come nei pazienti immunocompromessi, e avviene esclusivamente in ambito ospedaliero.
La prevenzione si basa su buone pratiche igieniche, tra cui:
- Lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone.
- Utilizzare fazzoletti monouso e smaltirli correttamente.
- Isolare i bambini con sintomi respiratori per proteggerli da possibili complicazioni.
Alcune considerazioni conclusive. L’HMPV non è un virus di recente scoperta: è stato individuato per la prima volta nel 2001, secondo i CDC statunitensi, anche se alcune prove sierologiche suggeriscono la sua diffusione già dal 1958. Appartenente alla famiglia Pneumoviridae, come il virus RSV, l’HMPV condivide alcune somiglianze con il SARS-CoV-2, responsabile del COVID-19 ma non è riconducibile ad esso:
- entrambi i virus causano malattie respiratorie che colpiscono persone di tutte le età, con maggior rischio per bambini piccoli, anziani e soggetti immunodepressi;
- i sintomi sono simili e comprendono tosse, febbre, congestione nasale e difficoltà respiratoria;
- entrambi si trasmettono tramite secrezioni respiratorie, contatto ravvicinato con persone infette o superfici contaminate, successivo contatto con bocca, naso o occhi;
- come il COVID-19, anche l’HMPV sembra seguire una stagionalità, con infezioni che raggiungono il picco negli Stati Uniti tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, pur essendo rilevabile durante tutto l’anno.



