Cosa sono gli anticorpi anti-transglutaminasi, il loro ruolo nella diagnosi della celiachia, come si esegue l’esame, quando è consigliato e quali fattori possono influenzarne i risultati
Gli anticorpi anti-transglutaminasi, noti anche con la sigla anti-tTG, appartengono alla categoria degli autoanticorpi, sono sostanze prodotte dal sistema immunitario che, invece di difendere l’organismo da agenti esterni come virus o batteri, attaccano inopportunamente elementi del nostro organismo. In particolare, questi anticorpi prendono di mira un enzima chiamato transglutaminasi tissutale.
Il loro ruolo è principalmente diagnostico: vengono impiegati come indicatori della celiachia, una patologia autoimmune in cui il glutine provoca una reazione anomala che danneggia la mucosa dell’intestino tenue.

Valori normali, quando e come, perché viene richiesto questo esame. La presenza degli anti-transglutaminasi non ha un’utilità biologica, ma è indice di una reazione immunitaria patologica che può portare a lesioni intestinali.
Esistono due forme principali di questi anticorpi: IgA anti-transglutaminasi, comunemente usati per la diagnosi standard della celiachia; IgG anti-transglutaminasi, indicati nei casi in cui il paziente presenti deficit di IgA, una condizione che si verifica con una certa frequenza nei celiaci.
Questi anticorpi non svolgono alcuna funzione utile o fisiologica all’interno dell’organismo. Si tratta infatti di autoanticorpi anomali, prodotti quando il sistema immunitario non funziona correttamente. La loro comparsa è tipica di alcune malattie autoimmuni e indica una reazione del corpo contro i propri tessuti.
Non partecipano ai normali meccanismi di difesa e non contribuiscono all’equilibrio interno dell’organismo. In condizioni di salute, infatti, non dovrebbero essere presenti. Nel caso della celiachia, gli anticorpi anti-transglutaminasi si rivolgono contro un enzima chiamato transglutaminasi tissutale, localizzato in diversi organi, ma soprattutto a livello della mucosa intestinale. Questo enzima ha un ruolo chiave nei processi di riparazione dei tessuti, cicatrizzazione e modificazione di alcune proteine, tra cui la gliadina, una frazione del glutine.
Quando il sistema immunitario attacca erroneamente la transglutaminasi tissutale, si genera una reazione infiammatoria che può danneggiare l’intestino tenue e compromettere l’assorbimento dei nutrienti.
Come interpretare i valori dell’esame: alti, bassi e normali
L’interpretazione dei valori normali degli anticorpi anti-transglutaminasi si basa sul confronto con i parametri di riferimento stabiliti dal laboratorio, che definiscono i livelli normali, elevati o bassi. Questi dati sono utili per identificare una possibile risposta autoimmune contro la transglutaminasi tissutale.
Valori all’interno dell’intervallo di norma solitamente escludono la presenza di celiachia attiva, anche se un risultato negativo non elimina completamente la possibilità di malattia, soprattutto in presenza di sintomi o fattori di rischio, che possono richiedere ulteriori approfondimenti.
Al contrario, valori superiori alla norma indicano una positività al test, suggerendo con buona probabilità la presenza di celiachia. Livelli particolarmente elevati sono associati a una maggiore attività autoimmune e a danni intestinali; in questi casi si possono richiedere esami aggiuntivi, come la biopsia intestinale, per confermare la diagnosi.
Valori lievemente sopra o sotto la soglia possono essere considerati borderline e, in tali situazioni, può essere necessario ripetere il test dopo un certo periodo, soprattutto se persistono sintomi o se il soggetto è a rischio. A volte questi valori possono riflettere una condizione temporanea, come un’infezione o una risposta immunitaria iniziale.
In presenza di deficit di IgA, frequente in alcuni pazienti, il test standard può risultare falso negativo; per questo motivo si misura anche la classe IgG degli anticorpi anti-transglutaminasi. Inoltre, i livelli di questi anticorpi tendono a diminuire nel tempo se viene seguita correttamente una dieta priva di glutine, rendendo il test utile anche per il monitoraggio della malattia.
| Valori anti-tTG (IgA) | Significato | Sintomi associati | Patologie correlate | Note aggiuntive |
|---|---|---|---|---|
| < 7 U/mL | Valore normale / negativo | Assenza di sintomi o sintomi non specifici | Assenza di celiachia | Valori inferiori al cut-off indicano assenza di risposta autoimmune; negativo non esclude completamente |
| 7 – 10 U/mL | Valori borderline / dubbia positività | Sintomi lievi o aspecifici | Possibile celiachia in fase iniziale o altre condizioni | Ripetere il test dopo alcune settimane; valutare quadro clinico e altri esami |
| > 10 U/mL | Positivo / indicativo di celiachia | Diarrea, gonfiore, anemia, perdita di peso | Celiachia | Livelli elevati suggeriscono malattia attiva; confermare con biopsia intestinale |
| Positivo con deficit IgA | Possibile falso negativo se test IgA | Sintomi tipici della celiachia | Celiachia con deficit di IgA | In caso di deficit IgA, eseguire test IgG anti-tTG |
In ogni caso, la valutazione dei risultati deve sempre essere effettuata considerando il quadro clinico complessivo e altri esami diagnostici, sotto la supervisione di un medico specialista.
Come si esegue l’esame e quando viene richiesto?
L’esame per la ricerca degli anticorpi anti-transglutaminasi si effettua mediante un prelievo di sangue venoso, senza necessità di particolari preparazioni come il digiuno, salvo indicazioni specifiche del medico. Il campione viene prelevato solitamente da una vena del braccio e inviato al laboratorio per l’analisi, che rileva la presenza e la quantità di anticorpi, principalmente di classe IgA, o IgG in caso di sospetto deficit di IgA.
Questo test viene richiesto principalmente in presenza di sospetto clinico di celiachia, in pazienti che manifestano sintomi quali diarrea cronica, gonfiore addominale, anemia da carenza di ferro, perdita di peso o affaticamento. Inoltre, è utilizzato per lo screening familiare dei parenti di primo grado di persone celiache, considerando la componente genetica della malattia. L’esame è inoltre utile nel monitoraggio dell’aderenza alla dieta priva di glutine nei pazienti già diagnosticati, così come nel caso di sospetta celiachia atipica o silente, quando i sintomi non sono evidenti ma sussistono altri fattori di rischio.
Fattori che influenzano l’esame
Diversi fattori possono influenzare i risultati dell’esame per gli anticorpi anti-transglutaminasi, compromettendone la precisione e la corretta interpretazione. Innanzitutto, seguire una dieta priva di glutine prima del test può abbassare notevolmente i livelli di anticorpi, causando risultati falsamente negativi; per questo motivo, il test deve essere eseguito mentre il paziente consuma normalmente glutine.
Inoltre, in soggetti con deficit congenito o acquisito di immunoglobuline IgA, il test standard per gli anticorpi IgA anti-tTG può risultare negativo anche in presenza di celiachia; in questi casi è necessario misurare i livelli totali di IgA e, se indicato, effettuare il dosaggio degli anticorpi IgG anti-tTG.
L’età può rappresentare un ulteriore elemento di variabilità: nei bambini molto piccoli i valori degli anticorpi possono essere meno affidabili, rendendo opportuno integrare il test con altre analisi.
Anche altre condizioni immunitarie o infiammatorie, come malattie autoimmuni diverse dalla celiachia, infezioni o infiammazioni, possono alterare i livelli degli anticorpi, determinando risultati falsi positivi o modificati. Infine, l’assunzione di farmaci immunosoppressori può ridurre la produzione di anticorpi, influenzando negativamente la rilevazione. Per garantire risultati attendibili, è dunque importante valutare questi fattori e concordare con il medico il momento più adatto per eseguire il test, così da interpretarne correttamente i dati.

