Come interpretare i valori del DHEA-S nel sangue, quando eseguire l’esame, i fattori che influenzano i risultati e cosa indicano valori alti o bassi

Il DHEA, abbreviazione di deidroepiandrosterone, è un ormone steroideo la cui principale funzione consiste nell’agire come precursore di ormoni sessuali quali testosterone ed estrogeni, che vengono sintetizzati dal corpo in base alle necessità fisiologiche.

Questo ormone è coinvolto in diversi processi dell’organismo. È essenziale per mantenere l’equilibrio ormonale, in quanto partecipa alla produzione degli ormoni responsabili dello sviluppo sessuale, della libido e della fertilità. Alcune ricerche suggeriscono che possa anche contribuire al rafforzamento del sistema immunitario. Inoltre, il deidroepiandrosterone può avere effetti sul tono dell’umore, sulla memoria e sulle funzioni cognitive, motivo per cui è talvolta preso in considerazione nello studio di disturbi legati alla sfera psicologica e neurologica, come la depressione o il declino cognitivo.

Esami di Laboratorio

Valori normali, quando e come, perché viene richiesto questo esame. Il DHEA è un ormone naturale coinvolto in diverse funzioni fisiologiche, i cui livelli diminuiscono con l’età, motivo per cui ne è stata proposta l’integrazione, che però andrebbe sempre valutata con il parere di un medico

A livello fisico, è stato oggetto di studi per il possibile impatto positivo sulla salute ossea e muscolare, soprattutto nelle donne in menopausa. Con l’avanzare dell’età, i livelli di deidroepiandrosterone tendono naturalmente a diminuire, ed è per questo che viene talvolta proposto come integratore con finalità anti-invecchiamento, anche se le evidenze scientifiche a supporto di questa applicazione sono ancora parziali.

In commercio, specialmente negli Stati Uniti, è disponibile come integratore alimentare. In Italia, invece, la sua distribuzione è più controllata e può richiedere prescrizione medica. È fortemente sconsigliato farne uso senza supervisione sanitaria, poiché un’assunzione non regolata può causare effetti indesiderati, tra cui acne, squilibri ormonali, disturbi epatici e alterazioni metaboliche.

È un ormone prodotto principalmente dalla zona reticolare delle ghiandole surrenali, ma anche in misura minore da gonadi, cervello e tessuto adiposo. Deriva dal colesterolo ed è sintetizzato tramite specifici enzimi. Una volta immesso in circolo, si presenta prevalentemente nella forma solfata (DHEA-S), che può essere riconvertita in DHEA nei tessuti periferici.

Il suo ruolo principale è quello di precursore ormonale: all’interno dei tessuti, viene trasformato localmente in androgeni ed estrogeni, come testosterone, diidrotestosterone (DHT) ed estradiolo. Questo processo intracrino permette all’organismo di adattare la produzione ormonale in modo mirato, in base alle esigenze del singolo distretto corporeo.

Ha effetti rilevanti anche sulla struttura e la funzionalità di ossa e muscoli. Favorisce la formazione ossea stimolando gli osteoblasti e inibendo gli osteoclasti, mentre a livello muscolare contribuisce alla sintesi proteica e all’aumento della massa magra, sebbene gli studi clinici abbiano mostrato risultati eterogenei.

In ambito cardiovascolare, questo ormone favorisce la salute dell’endotelio vascolare, stimolando la produzione di ossido nitrico e svolgendo un’azione protettiva contro infiammazioni e aterosclerosi. Valori adeguati di DHEA-S sono stati associati a un minor rischio cardiovascolare.

A livello cerebrale, agisce come neurosteroide: modula l’attività di diversi recettori neurotrasmettitoriali e sostiene la sopravvivenza neuronale. Partecipa a processi cognitivi come memoria e umore, ed è oggetto di studi per il suo potenziale ruolo neuroprotettivo.

Oltre alla sua funzione di precursore ormonale, esercita anche azioni dirette a livello molecolare: attiva recettori di membrana (GPCR), enzimi antiossidanti e recettori nucleari coinvolti nel metabolismo lipidico e nel controllo dell’infiammazione. A livello immunitario, contribuisce a modulare la risposta tra linfociti TH1 e TH2 e stimola la produzione di citochine coinvolte nella difesa antimicrobica.

Come interpretare i valori dell’esame: alti, bassi e normali

L’interpretazione dei valori ematici in particolare del DHEA solfato (DHEA-S), è strettamente legata a età, sesso e quadro clinico complessivo del paziente. I valori di riferimento variano nel tempo: tendono a essere più alti nei giovani adulti e a diminuire progressivamente con l’età. In generale, un risultato che rientra nei limiti considerati normali per la propria fascia d’età suggerisce una corretta funzione delle ghiandole surrenali, senza necessità di ulteriori indagini in assenza di sintomi.

Quando i livelli risultano elevati, possono essere sospettate condizioni come tumori surrenalici, iperplasia surrenalica congenita o sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). Anche l’assunzione esogena di DHEA o la presenza di tumori ovarici secernenti androgeni può contribuire all’aumento. In questi casi, soprattutto se associati a segni clinici come acne, irsutismo, disturbi mestruali o pubertà precoce, sono consigliati esami diagnostici di secondo livello: ecografie, dosaggi ormonali mirati e test di soppressione.

Al contrario, valori inferiori al normale possono indicare un’ipofunzione surrenalica, come nel morbo di Addison o in caso di ipopituitarismo. Anche l’età avanzata, lo stress cronico, la malnutrizione o l’uso di alcuni farmaci (corticosteroidi, contraccettivi orali, statine) possono determinare una riduzione del deidroepiandrosterone nel sangue. In presenza di stanchezza cronica, perdita di peso o pressione bassa, il medico può ritenere opportuno approfondire con test aggiuntivi.

Livello DHEA-SValori di riferimento (µg/dL)Sintomi associatiPatologie/CondizioniNote cliniche
🟢NormaleUomini:

18–30: 105–728

31–40: 57–522

41–50: 34–395

51–60: 20–299

61–70: 12–227

>71: 6.6–162

Donne:

18–30: 83–377

31–40: 45–295

41–50: 27–240

51–60: 16–195

61–70: 9.7–159

>71: 5.3–124

Nessuno o generico benessere ormonaleFunzione surrenalica regolareNon richiede approfondimenti in assenza di sintomi
🔴 Alto> 400–500 (sopra i valori soglia per età/sesso)Acne, irsutismo, alopecia, amenorrea, virilizzazione, pubertà precoce, ansia, alterazioni ciclo mestrualeSindrome dell’ovaio policistico (PCOS)

Tumori surrenalici o ovarici (es. adenomi androgeni)

Iperplasia surrenalica congenita (CAH)

Sindrome di Cushing

Assunzione di integratori DHEA

Richiede indagini ormonali supplementari (ACTH, 17‑OH‑progesterone, testosterone), ecografia addominale/ovarica, RMN surrenali o pelviche
🔵 BassoInferiore ai valori soglia per età/sessoStanchezza cronica, ridotta libido, depressione, debolezza muscolare, perdita di capelli, pressione bassa, calo ponderaleInsufficienza surrenalica primaria (morbo di Addison)

Ipopituitarismo

Ipogonadismo

Età avanzata

Stress cronico o severo

Malnutrizione

Farmaci (corticosteroidi, contraccettivi orali, statine)

Può indicare una disfunzione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Valutare insieme ad ACTH, cortisolo, FSH, LH, testosterone o estradiolo

È sempre fondamentale che l’interpretazione venga inserita nel contesto clinico del paziente. L’esame del DHEA-S non è isolato, ma va valutato in combinazione con altri parametri ormonali come ACTH, cortisolo, testosterone, estradiolo e 17-OH-progesterone. In caso di discrepanze o incertezza, può essere utile ripetere il test, soprattutto se il paziente sta assumendo farmaci che possono interferire con i risultati.

Come si esegue l’esame e quando viene richiesto?

L’esame si effettua tramite un prelievo di sangue venoso, generalmente al mattino, in modo da catturare i livelli ormonali nel momento della giornata in cui sono più stabili. Questo test viene utilizzato principalmente per valutare la funzionalità delle ghiandole surrenali e per indagare eventuali squilibri nella produzione degli ormoni androgeni.

Il prelievo di sangue viene fatto da una vena del braccio e, sebbene non sempre sia necessario il digiuno, in alcuni laboratori viene richiesto di astenersi dal mangiare per 6-8 ore prima dell’esame. È importante comunicare al medico o al personale sanitario se si stanno assumendo farmaci come corticosteroidi, anticoncezionali orali, ormoni o integratori, poiché questi possono influenzare i risultati del test. Per le donne, l’esame può essere effettuato in qualsiasi fase del ciclo mestruale, anche se a volte viene suggerito di farlo durante la fase follicolare per una maggiore precisione.

Il motivo per cui si misura principalmente il DHEA-S e non il DHEA libero è legato alla sua maggiore stabilità nel sangue, che lo rende un indicatore più affidabile della produzione ormonale da parte delle ghiandole surrenali.

Il test viene prescritto in diverse situazioni cliniche. Nelle donne, ad esempio, è richiesto quando si presentano sintomi come irsutismo, cioè un’eccessiva crescita di peli sul corpo, acne severa che non risponde ai trattamenti, perdita di capelli di tipo androgenetico, alterazioni del ciclo mestruale o sospetta sindrome dell’ovaio policistico. Viene inoltre richiesto se compaiono segni di virilizzazione, come voce profonda o aumento della massa muscolare.

Negli uomini, l’esame può essere indicato in caso di sospetto ipogonadismo, riduzione del desiderio sessuale, disfunzione erettile o ginecomastia. Anche in età pediatrica può essere utile per valutare casi di pubertà precoce o sviluppo sessuale atipico.

In entrambi i sessi, può essere utile per diagnosticare iperplasia surrenalica congenita, sospetti tumori a livello surrenalico o gonadico, o per valutare la funzione surrenalica in situazioni di stanchezza cronica, perdita di peso inspiegabile o pressione bassa. Inoltre, viene utilizzato per monitorare chi assume integratori a base di deidroepiandrosterone.

Fattori che influenzano l’esame

I risultati possono essere influenzati da diversi fattori che devono essere considerati per un’interpretazione accurata. Tra questi, l’orario del prelievo è particolarmente rilevante, poiché il DHEA-S segue un ritmo circadiano: i livelli sono più alti al mattino e diminuiscono nel corso della giornata, motivo per cui si consiglia di eseguire il test nelle prime ore, generalmente tra le 8 e le 10.

L’età rappresenta un altro fattore importante: i valori di DHEA-S raggiungono il loro massimo durante l’adolescenza e la giovane età adulta, per poi diminuire progressivamente dopo i 30-40 anni, con un calo più marcato nelle persone anziane. Questa variazione fisiologica deve essere tenuta in considerazione per evitare fraintendimenti diagnostici.

Anche il sesso influisce sui livelli di DHEA-S, con valori di riferimento diversi tra uomini e donne, e generalmente più elevati negli uomini.

L’assunzione di alcuni farmaci, come corticosteroidi, anticoncezionali orali, ormoni steroidei, statine e integratori, può alterare i risultati dell’esame. Per questo motivo, è importante informare il medico riguardo all’uso di tali sostanze prima di sottoporsi al test.

Altri elementi che possono modificare i valori includono condizioni di stress acuto o cronico, malnutrizione, obesità e alcune patologie endocrine, come l’ipotiroidismo o l’ipopituitarismo. Inoltre, stati fisiologici particolari, come la gravidanza, possono determinare variazioni ormonali.

Infine, aspetti tecnici relativi al laboratorio, come la metodologia analitica utilizzata e la qualità del campione prelevato, possono influire sull’affidabilità del test.


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