Il cardiopalmo, noto anche come palpitazione, è un disturbo caratterizzato dalla consapevole percezione del battito cardiaco, che può essere accelerato o irregolare. Questa condizione può manifestarsi come tachicardia, con un aumento della frequenza cardiaca legato allo sforzo fisico o all’emozione, o come irregolarità del ritmo cardiaco, causata dalla presenza di extrasistoli che danno la sensazione di un cuore che “perde colpi”.

Il cardiopalmo è una sensazione di anomalia nell’intensità e nella regolarità delle pulsazioni del cuore, che può manifestarsi come palpitazioni regolari o irregolari, parossistiche o sostenute.

Le cause del cardiopalmo possono essere di natura nervosa, come ansia e stress, o organica. Tra le cause organiche, vi sono patologie cardiache di rilievo come l’angina pectoris, l’infarto miocardico, l’ipertrofia ventricolare e le dislipidemie. Altre condizioni associate al cardiopalmo includono l’anemia, le coliche renali, la coronaropatia, l’embolia polmonare, l’intossicazione da monossido di carbonio, l’ipertiroidismo, il morbo di Graves-Basedow e lo stress. È importante sottolineare che questo elenco non è esaustivo e, in caso di manifestazione del disturbo, è sempre consigliabile consultare il proprio medico per una valutazione accurata.

Il cardiopalmo può rappresentare un segnale di allarme dietro cui possono nascondersi patologie di diversa gravità, pertanto è importante sottoporsi a una diagnosi corretta al fine di identificare la causa sottostante e adottare le opportune misure di trattamento.

Nella maggior parte dei casi però, le palpitazioni sono un sintomo benigno e non sono associate a malattie sottostanti. Possono verificarsi in situazioni di stress emotivo, come ansia, rabbia o paura, o in seguito a sforzi fisici intensi o febbre. Anche l’uso di stimolanti come il tabacco e la caffeina può causare palpitazioni. Tuttavia, a volte il cardiopalmo può essere causato da disturbi cardiaci o metabolici, o può essere un effetto collaterale di specifici farmaci, che ne rappresentano una manifestazione non specifica.

La diagnosi del cardiopalmo si basa sull’elettrocardiogramma (ECG), che registra gli impulsi elettrici del cuore e la loro conduzione. Questo esame è fondamentale per identificare eventuali anomalie nel ritmo cardiaco e determinare la causa sottostante delle palpitazioni.

Il trattamento del cardiopalmo è mirato alla causa specifica. Se le palpitazioni sono legate a condizioni mediche, come disturbi cardiaci o metabolici, è importante gestire e trattare adeguatamente tali patologie. Nel caso in cui le palpitazioni siano causate dall’assunzione di farmaci, può essere necessario modificare la terapia o regolare la dose.

Tipi di cardiopalmo

Le palpitazioni che sono improvvise, non frequenti e non accompagnate da altri sintomi come sudorazione, svenimenti, confusione, affanno, dolore o pressione al petto, di solito non sono motivo di preoccupazione. È importante distinguere tra due tipi di cardiopalmo: quello soggettivo e quello oggettivo. Nel caso del cardiopalmo soggettivo, la persona percepisce una sensazione di battito accelerato senza che ci siano evidenze oggettive o strumentali all’elettrocardiogramma o al cardiofrequenzimetro. Questo “batticuore” non è causato da una patologia cardiaca, ma può essere attribuito a fattori come sforzo, eccitazione, consumo eccessivo di alcol, tabacco o caffè, malattie febbrili o ansia.

Iil cardiopalmo oggettivo è invece associato a una vera variazione nella frequenza, nel ritmo o nella contrattilità del muscolo cardiaco. Ciò può essere causato da alterazioni nella conduzione degli impulsi elettrici del cuore. I principali sintomi del cardiopalmo oggettivo includono un battito irregolare (conosciuto come “tonfo al cuore”) causato da extrasistoli, che possono essere sopraventricolari o ventricolari, e un battito accelerato caratterizzato da tachicardie, la cui gravità dipende dalle caratteristiche elettrocardiografiche e dalle patologie cardiache del paziente.

Il cardiopalmo oggettivo può essere causato da disturbi cardiaci come valvulopatie, disturbi del sistema di conduzione, cardiopatie congenite o ischemia miocardica. Può richiedere terapia medica o interventi sul sistema elettrico del cuore a seconda delle specifiche condizioni elettrocardiografiche e patologiche. Alcuni casi di cardiopalmo oggettivo possono essere dovuti a cause extracardiache come patologie tiroidee, anemia, cattiva digestione, colica renale, stress, uso di farmaci o droghe.

La diagnosi precoce del cardiopalmo oggettivo è di fondamentale importanza, data la diversità delle possibili cause. Una visita cardiologica completa, comprensiva di esami strumentali come l’elettrocardiogramma a riposo e l’ecocolorodoppler cardiaco, può essere necessaria per escludere eventuali cause organiche strutturali. In alcuni casi, potrebbe essere consigliato l’utilizzo di un elettrocardiogramma dinamico Holter per monitorare il ritmo cardiaco per un periodo prolungato, come 24, 48 o 72 ore, al fine di rilevare eventuali aritmie parossistiche che possono essere transitorie.

Se il cardiologo ritiene necessario, possono essere eseguiti ulteriori accertamenti diagnostici come l’elettrocardiogramma da sforzo, noto anche come “test da sforzo”, per valutare la presenza di aritmie durante l’attività fisica, che può essere un fattore indicativo di maggior gravità.

Fattori di rischio del cardiopalmo

Il cardiopalmo funzionale, o palpitazioni non patologiche, si verifica quando una persona sana percepisce palpitazioni senza avere malattie cardiache. In questi casi, di solito non è motivo di preoccupazione poiché si tratta di una manifestazione benigna che non comporta rischi per la salute, specialmente se gli episodi sono isolati o poco frequenti.

Le palpitazioni non patologiche possono essere causate da eventi fisiologici o funzionali, tra cui:

  • Sforzo fisico intenso: l’esercizio fisico intenso può aumentare l’attività cardiaca e la frequenza cardiaca.
  • Stress emotivo intenso: situazioni di forte stress possono attivare il sistema nervoso simpatico, causando un aumento della frequenza cardiaca e la produzione di adrenalina.
  • Abitudine al fumo: il fumo di sigaretta può aumentare la pressione sanguigna e accelerare il battito cardiaco.
  • Pasti pesanti o difficili da digerire: consumare cibi pesanti che richiedono una lunga digestione può richiedere un maggiore apporto di sangue all’apparato digerente, costringendo il cuore a lavorare di più.
  • Consumo di alcol o caffeina: grandi quantità di bevande alcoliche o contenenti caffeina possono provocare palpitazioni.
  • Caldo eccessivo: in condizioni climatiche calde e umide, il corpo può reagire con una vasodilatazione che riduce la pressione arteriosa e può aumentare la frequenza cardiaca.
  • Menopausa: gli sbalzi ormonali durante la menopausa possono causare vasodilatazione e aumento della frequenza cardiaca.
  • Carenza di potassio: la mancanza di potassio, un minerale essenziale per la salute del cuore, può provocare palpitazioni.
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