La claudicatio intermittens, conosciuta anche come “claudicazione intermittente” o “sindrome di arteriopatia periferica”, è una condizione medica caratterizzata da dolore, crampi e affaticamento muscolare alle gambe durante l’esercizio fisico, come camminare o correre. Questi sintomi sono causati da un insufficiente apporto di sangue alle gambe a causa di un restringimento o un’occlusione delle arterie che le alimentano, spesso dovuto all’accumulo di placca nelle pareti arteriose (aterosclerosi).

La claudiacatio intermittens, in genere, rappresenta la manifestazione tipica della malattia arteriosa occlusiva periferica. Questa condizione si sviluppa lentamente e porta alla formazione di accumuli di lipidi (colesterolo e acidi grassi), detriti cellulari, sali di calcio e tessuto connettivo nelle pareti dei grandi vasi arteriosi, nota come aterosclerosi. Quando tali accumuli compromettono il flusso sanguigno agli arti, si parla di malattia arteriosa occlusiva periferica, con conseguenti gravi ripercussioni sulla funzionalità e sulla qualità di vita del paziente. Nonostante questa zoppia possa essere causata da altre condizioni, come la stenosi del canale vertebrale, in questo articolo ci concentreremo sulla sua associazione con l’arteriopatia periferica occlusiva.

Sintomi della claudiacatio intermittens

I sintomi caratteristici della claudiacatio intermittens sono evidenti nel significato stesso del termine. Il paziente sperimenta dolore crampiforme durante la deambulazione, localizzato al polpaccio quando l’arteria femoro-poplitea è coinvolta, o al fianco o alla natica quando l’arteria iliaca è interessata. Tipicamente, il dolore si allevia con il riposo, ma se persiste anche dopo l’esercizio fisico, significa che l’occlusione vascolare è particolarmente grave. I sintomi dolorosi dipendono dall’insufficiente flusso sanguigno durante lo sforzo, il che porta il muscolo a lavorare in anaerobiosi, causando la produzione di acido lattico e dolore. Questo fenomeno è analogo a quello che limita le prestazioni atletiche nelle persone completamente sane. Proprio come gli atleti possono migliorare le loro prestazioni attraverso l’esercizio fisico regolare, anche gli individui affetti da claudiacatio intermittens possono notevolmente migliorare la loro condizione fisica svolgendo l’attività fisica più adatta alle loro condizioni di salute.

L’arteriopatia periferica occlusiva può essere suddivisa in quattro stadi:

  • Stadio I: assenza di claudiacatio.
  • Stadio II: presenza di claudiacatio intermittens:
  • Stadio IIa: la distanza percorsa senza dolore è inferiore a 150 metri.
  • Stadio IIb: la distanza percorsa senza dolore è inferiore ai 150 metri.
  • Stadio III: claudiacatio intermittens con dolore periferico a riposo.
  • Stadio IV: claudiacatio intermittens con lesioni tissutali periferiche (necrosi, gangrena).

Altri sintomi che possono accompagnare la claudiacatio intermittens includono l’impotenza sessuale, la diminuzione o l’assenza di polsi distali, il pallore, la cianosi e la sensazione di freddo alle estremità, la ridotta tolleranza agli sforzi fisici, la parestesia periferica (formicolio), la perdita di peli, l’assottigliamento della pelle e l’ispessimento delle unghie.

I fattori di rischio per la claudiacatio intermittens includono l’obesità, il fumo, l’ipertensione, il prediabete, il diabete, l’età avanzata, l’iperlipidemia e l’iperfibrinogenemia.

I principali fattori di rischio per lo sviluppo della claudicatio intermittens includono il fumo di sigaretta, l’ipertensione arteriosa, il diabete mellito, l’ipercolesterolemia, l’obesità e una storia familiare di malattie cardiovascolari.

La diagnosi della claudicatio intermittens si basa principalmente sui sintomi riferiti dal paziente, sull’esame fisico e su test diagnostici specifici, come l’indice caviglia-braccio (ABI) e l’angiografia.

Il trattamento della claudicatio intermittens ha l’obiettivo di migliorare i sintomi e rallentare la progressione della malattia. Le opzioni terapeutiche includono modifiche dello stile di vita, come smettere di fumare, adottare una dieta sana ed equilibrata, fare regolare esercizio fisico e controllare i fattori di rischio cardiovascolari.

La terapia farmacologica può comprendere l’uso di farmaci antiaggreganti piastrinici, come l’aspirina, e farmaci che migliorano la circolazione sanguigna, come il pentossifillina.

Un programma strutturato di esercizi specifici, supervisionato da un professionista sanitario, può essere raccomandato per migliorare la capacità di camminare e la resistenza muscolare.

Nei casi in cui vi sia un’occlusione o un restringimento significativo dell’arteria, possono essere necessari interventi chirurgici come l’angioplastica, che consiste nell’uso di un palloncino per dilatare l’arteria, o la chirurgia di bypass, in cui viene utilizzato un vaso sanguigno prelevato da un’altra parte del corpo per bypassare l’area ostruita.

È importante sottolineare che il trattamento della claudicatio intermittens deve essere personalizzato in base alle caratteristiche individuali di ciascun paziente. La gestione appropriata della malattia può contribuire a migliorare la qualità di vita e ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari. Pertanto, è consigliabile consultare un medico specialista per una valutazione accurata e la pianificazione di un trattamento adeguato.

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