Farmaci per la claudicatio intermittens
Il trattamento della Claudicatio intermittens varia in base alla gravità della zoppia. Alcuni interventi generici che vanno al di là della terapia farmacologica, come quelli relativi alla dieta e al comportamento, sono validi per tutti gli stadi clinici ed evolutivi, mentre altri sono specifici. Tra gli interventi generici, ci sono l’eliminazione del fumo, il moderato consumo di alcol e la correzione della dieta per gestire la dislipidemia, l’iperglicemia, l’ipertensione e il sovrappeso.
L’attività fisica è considerata uno dei migliori rimedi, con pochi effetti collaterali. Pertanto, è importante evitare di ridurre gradualmente l’esercizio fisico a causa della zoppia. Quando la camminata diventa particolarmente difficoltosa, si può provare con la bicicletta o altre attività in acqua. È fondamentale consultare un esperto in materia poiché l’attività fisica, essendo un vero e proprio farmaco, potrebbe richiedere un aggiustamento della terapia farmacologica.
Farmaci consigliati
La terapia farmacologica può includere farmaci antiaggreganti piastrinici, ipocolesterolemizzanti, vasodilatatori, antipertensivi e ipotrigliceridemizzanti. Nel campo della fitoterapia, il ginkgo biloba è considerato la droga principale per il trattamento della Claudicatio intermittens, mentre l’aglio può essere d’aiuto. Tuttavia, è importante evitare l’auto-somministrazione di questi preparati e consultare preventivamente un medico.
Nei casi più gravi, la Claudicatio intermittens può richiedere un intervento chirurgico di bypass o tecniche di angioplastica cardiovascolari. La cura della patologia sottostante, come l’aterosclerosi, può anche portare alla guarigione dei sintomi secondari. Inoltre, il riposo migliora la sintomatologia, quindi è consigliabile evitare sforzi eccessivi e l’utilizzo prolungato dell’arto per prevenire il ripresentarsi del dolore.
Si è osservata una correlazione tra l’insorgenza della Claudicatio intermittens e abitudini come il fumo, l’obesità, il diabete e l’iperlipidemia. Pertanto, la correzione di questi disturbi può essere utile per prevenire l’insorgenza della Claudicatio intermittens e dell’aterosclerosi.
Di seguito sono elencate le classi di farmaci comunemente utilizzate nella terapia della Claudicatio intermittens, insieme ad alcuni esempi di specialità farmacologiche. Spetta al medico la scelta del principio attivo e della posologia più adatta al paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del paziente e alla risposta alla terapia.
- Cilostazolo (es. Pletal): un agente cardiovascolare che inibisce l’aggregazione piastrinica e dilata i vasi sanguigni periferici. Utile per prevenire la Claudicatio intermittens e per influire positivamente sui livelli di colesterolo. La posologia consigliata è di 100 mg, due volte al giorno, da assumere per via orale almeno mezz’ora prima di colazione.
- Pentossifillina (es. Trental): un vasodilatatore periferico utilizzato nel trattamento di numerose patologie vascolari, inclusa la Claudicatio intermittens. La posologia consigliata è di 400 mg, tre volte al giorno, o 600 mg, due volte al giorno. Può essere assunto dopo i pasti.
- Acido acetilsalicilico (Aspirinetta, Cardioaspirin): riduce l’aggregazione piastrinica e l’attività coagulativa del sangue. È utile per prevenire eventi trombotici associati all’aterosclerosi. La posologia più comune è di 100 mg al giorno, da assumere per via orale con abbondante acqua dopo i pasti.
- Clopidogrel (Plavix, Zyllt, Zylagren, Zopya, Iscover, Grepid, Clopidogrel Winthrop, Clopidogrel Acino): un farmaco antiaggregante piastrinico simile all’acido acetilsalicilico. La posologia consigliata è di 75 mg al giorno, da assumere per via orale.
La Claudicatio intermittens può essere affrontata anche tramite la fitoterapia. L’aglio e il ginkgo biloba sono considerati validi rimedi grazie alle loro proprietà anti-ipertensive, ipotrigliceridemiche, ipocolesterolemiche e vasodilatatrici. È tuttavia sconsigliato l’uso di questi estratti senza consultare uno specialista.