Le afte sulla lingua sono un disturbo comune spesso sottovalutato. Nonostante sono di natura benigna e guariscono da sole, creano disagio e in alcune situazioni compromettono anche se non seriamente la qualità della vita

Le afte sulla lingua sono piccole ulcerazioni dolorose che si formano sulla superficie della lingua, sia nella parte superiore, che inferiore e laterale. Non si tratta di infezioni virali o batteriche, quindi non sono trasmissibili da una persona all’altra. È evidente che possono causare un forte fastidio, specialmente durante attività quotidiane come mangiare, bere o parlare, impattando sulla qualità di vita e sulle relazioni sociale. Il loro numero e la loro posizione influiscono significativamente sulla gravità dei sintomi.

Afte sulla lingua

Le afte sulla lingua rappresentano una fastidiosa condizione della bocca che può compromettere il benessere quotidiano, soprattutto durante i pasti o mentre si parla. Identificare i fattori scatenanti, adottare un’igiene orale scrupolosa e ricorrere tempestivamente a trattamenti sintomatici può ridurre l’intensità dei sintomi e prevenire le recidive. Quando il disturbo persiste o si aggrava, è fondamentale rivolgersi al medico per una valutazione approfondita e una terapia mirata

Aspetto e caratteristiche delle afte linguali: chi è più prediposto?

Si presentano come piccole lesioni tonde o ovali, solitamente di dimensioni comprese tra 2 e 5 millimetri. La loro superficie appare biancastra o giallognola, circondata da un alone rossastro dovuto all’infiammazione. Possono comparire singolarmente oppure in piccoli gruppi di due o tre. Nei casi più eclatanti, possono rompersi formando ulcere più estese, estremamente dolorose e che richiedono una più lenta guarigione. Anche se possono sembrare simili a lesioni da Herpes, le afte non sono contagiose e non comportano la fuoriuscita di sangue.

Le afte della lingua sono piccole lesioni spesso dolorose che colpiscono la mucosa orale, quindi la lingua. In termini medici, sono chiamate ulcere aftose o stomatite aftosa ricorrente. Si tratta di condizioni non contagiose che si manifestano in seguito a una reazione infiammatoria del sistema immunitario, spesso senza una causa infettiva diretta.

Le afte non conoscono età, poiché possono colpire persone di ogni età e sesso. A tal proposito ci sono degli evidenti studi clinici che suggeriscono una maggiore incidenza tra donne, adolescenti e giovani adulti. Bambini e soggetti immunocompromessi, ad esempio chi segue terapie chemioterapiche, possono essere particolarmente vulnerabili. Inoltre, chi soffre di stomatite aftosa ricorrente può sperimentare episodi frequenti e persistenti.

La comparsa delle afte sembra essere legata a una risposta anomala del sistema immunitario, che può essere scatenata da fattori come stress, microtraumi alla bocca, alcune carenze nutrizionali (come la vitamina B12 o il ferro) o sensibilità a determinati alimenti. In risposta a questi stimoli, l’organismo attiva alcune cellule immunitarie che rilasciano sostanze infiammatorie, causando danni alle cellule della mucosa.

La parte superficiale della mucosa si danneggia e si forma una piccola ulcera, circondata da un’area spesso arrossata. A livello microscopico, si può osservare una perdita dello strato esterno della mucosa e un’infiltrazione di cellule infiammatorie: la lesione può essere coperta da una sottile pellicola biancastra, anche sulla lingua.

Generalmente, l’afta guarisce spontaneamente in 7–14 giorni. Il processo di riparazione epiteliale include la pulizia dell’area, la rigenerazione delle cellule danneggiate e la formazione dei nuovi vasi sanguigni. Durante questo periodo, il dolore può dare fastidio, ma tende a diminuire man mano che passano i giorni.

C’entra qualcosa l’infezione? Le afte non sono causate da virus o batteri, come accade ad esempio per l’herpes. Tuttavia, alcuni batteri normalmente presenti nella bocca possono contribuire a peggiorare la situazione una volta che la lesione si è formata, ritardando la guarigione. In alcune persone predisposte, la presenza di alcuni microrganismi può agire da stimolo per la risposta immunitaria.

Differenze tra afte linguale e le altre lesioni orali: cause e sintomi

È importante distinguere le afte da altre manifestazioni orali, come quelle causate da infezioni virali (ad esempio la stomatite erpetica). Quest’ultima è altamente contagiosa e tende a interessare anche le gengive e l’intera mucosa orale, a differenza delle afte che rimangono localizzate.

Le cause esatte che portano alla formazione delle afte sulla lingua non sono completamente comprese. Si ritiene che siano legate a una combinazione di fattori:

  • Fattori psicosomatici, in particolare stress fisico e mentale;
  • Reazioni allergiche, ad alimenti o farmaci;
  • Traumi meccanici, come morsicature accidentali, spazzolamento eccessivo o uso scorretto di apparecchi ortodontici;
  • Squilibri ormonali, ad esempio durante il ciclo mestruale;
  • Fattori genetici, che conferiscono una predisposizione individuale;
  • Carenze nutrizionali, soprattutto di ferro, zinco, acido folico e vitamina B12;
  • Condizioni patologiche, come la celiachia, il morbo di Crohn o l’infezione da Helicobacter pylori;
  • Scarsa igiene orale o contatto con superfici sporche e animali domestici.

Le afte si manifestano spesso precedute da sensazioni di pizzicore, formicolio o bruciore. Il dolore tende ad aumentare durante la masticazione, la deglutizione o quando le lesioni si trasformano in ulcere. In alcuni casi, le afte estese possono causare febbre, gonfiore dei linfonodi sottomandibolari e infiammazione diffusa della lingua (glossite). Se impediscono di alimentarsi correttamente, possono portare a disidratazione o malnutrizione, rendendo necessaria l’assistenza medica.

Nella maggior parte dei casi, la diagnosi si basa sull’osservazione clinica delle lesioni. In presenza di sintomi atipici – come febbre persistente, malessere generale o ingrossamento linfonodale – possono essere richiesti esami più approfonditi, come una biopsia, per escludere altre condizioni patologiche.

Come si curano le afte sulla lingua

Generalmente, le afte sono lesioni autolimitanti e guariscono spontaneamente entro 7-10 giorni. Tuttavia, se sono molto dolorose o persistenti, si può intervenire con trattamenti sintomatici:

  1. Prodotti topici (gel, spray o collutori) con effetto emolliente, lenitivo e cicatrizzante;
  2. Gel a base di aloe vera o acido ialuronico, utili per accelerare la guarigione;
  3. Antisettici locali per prevenire sovrainfezioni batteriche;
  4. Toccature con acqua ossigenata, acido retinoico o cloruro d’alluminio per stimolare la riepitelizzazione;
  5. Nei casi più gravi, FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) o cortisonici, sempre sotto prescrizione medica.
Rimedi naturali e integratori

Oltre ai trattamenti farmacologici, esistono rimedi naturali riconosciuti da diversi studi scientifici che possono contribuire ad alleviare il dolore e favorire una guarigione più rapida. Vediamoli nel dettaglio, utilizzando un linguaggio più discorsivo e parole alternative. Alcuni rimedi naturali possono dare sollievo, come:

  • Calendula, per la sua azione calmante;
  • Miele e propoli, noti per le proprietà antinfiammatorie;
  • Integratori a base di vitamine del gruppo B, ferro e zinco, per rafforzare le difese immunitarie. La carenza di vitamina B12 è stata associata alla formazione di afte, in particolare in persone soggette a ricorrenze frequenti. L’integrazione di questa vitamina, sotto consiglio medico, può ridurre significativamente la comparsa di nuove ulcere e rafforzare la salute della mucosa orale.

Il miele è noto non solo per il suo sapore gradevole, ma anche per le sue qualità curative. Grazie alle sue proprietà disinfettanti e antinfiammatorie, applicarlo direttamente sulle afte può accelerare il processo di rimarginazione delle lesioni, oltre a diminuire il bruciore. Alcune ricerche confermano l’efficacia del miele nel ridurre il disagio associato a queste piccole ulcere della bocca. Trattenere il miele in bocca per qualche minuto può dare sollievo alla lingua e aiutare i tessuti a rigenerarsi.

Aloe vera. Il gel estratto dalla pianta di aloe è un vero toccasana per i tessuti irritati. Utilizzandolo localmente sulla lingua, si può ottenere un effetto calmante e favorire la rigenerazione del tessuto danneggiato. Le sue proprietà antinfiammatorie lo rendono uno dei rimedi più apprezzati per il trattamento naturale delle afte. Ovviamente il sapore talvolta sgradevole e la presenza della saliva rendono l’aloe difficile da applicare sulla lingua.

Olio essenziale di tea tree. L’olio di melaleuca, meglio conosciuto come tea tree oil, è famoso per le sue caratteristiche antibatteriche. Diluito in acqua per fare sciacqui o impiegato con cautela direttamente sulla zona colpita, può contribuire a disinfettare la mucosa e velocizzare la cicatrizzazione. È importante però usarlo con attenzione per evitare irritazioni.

Propoli. Sostanza resinosa prodotta dalle api, la propoli è spesso utilizzata per il suo effetto antibatterico e lenitivo. Applicata nella forma giusta, può rivelarsi un valido supporto nella lotta contro le afte. Va però evitata nella versione alcolica, che potrebbe intensificare la sensazione di bruciore già presente.

Riconosciuta per le sue proprietà distensive, la camomilla può essere impiegata in gargarismi con il suo infuso per ridurre l’irritazione e facilitare la guarigione. I suoi effetti addolcenti e leggermente antinfiammatori la rendono un’opzione semplice ed efficace, spesso già presente in casa.

Fare risciacqui con acqua tiepida e sale o con bicarbonato di sodio rappresenta un modo semplice per mantenere pulita la bocca e contribuire a lenire l’infiammazione. Questi rimedi aiutano a creare un ambiente meno favorevole alla proliferazione batterica e facilitano il processo di guarigione.

Chi è soggetto a frequenti afte dovrebbe adottare alcune buone pratiche:

  • Evitare cibi piccanti, acidi o troppo caldi;
  • Consumare alimenti morbidi e facilmente deglutibili;
  • Mantenere una corretta igiene orale, con spazzolini a setole morbide;
  • Evitare traumi locali, non toccare le afte con oggetti o dita;
  • Non fumare e limitare l’alcol;
  • Idratarsi abbondantemente e seguire una dieta equilibrata ricca di frutta e verdura.

Spesso le afte si manifestano in periodi di forte stress psicofisico. È importante però, se le lesioni persistono oltre due settimane, diventano particolarmente dolorose o tendono a ripresentarsi frequentemente, rivolgersi a un professionista sanitario per un controllo più approfondito.



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