L’agnosia rappresenta una condizione neurologica in cui il soggetto perde la capacità di identificare oggetti, persone, suoni o stimoli, nonostante il funzionamento normale degli organi sensoriali coinvolti.
L’agnosia non è una malattia in sé, ma il segnale di un’alterazione più profonda del funzionamento cerebrale. Non si tratta dunque di un deficit visivo, uditivo o tattile in sé, bensì di un’alterazione delle vie di interpretazione e riconoscimento delle informazioni percepite, causata da lesioni cerebrali o patologie neurodegenerative.

Agnosia, illustrazione di Avalon Nuovo. Rappresenta un’interessante finestra sulla complessità dei meccanismi percettivi e interpretativi del nostro cervello. Comprendere e studiare questi disturbi aiuta non solo a migliorare la qualità di vita dei pazienti, ma anche a svelare i processi che permettono al nostro sistema nervoso di dare significato al mondo che ci circonda
Cause e Meccanismi alla Base dell’Agnosia
Questo disturbo nasce da danni cerebrali che compromettono le aree deputate all’integrazione tra percezione e memoria. Le cause più comuni comprendono eventi vascolari (come ictus o ischemie), tumori cerebrali, traumi cranici, encefaliti e patologie degenerative come la malattia di Alzheimer o la demenza vascolare. In alcuni casi, il disturbo può manifestarsi in seguito a un’ipossia cerebrale o essere legato a condizioni più rare, come la malattia di Creutzfeldt-Jakob o encefaliti di origine virale.
L’agnosia può essere selettiva (es. limitata a un solo tipo di stimolo, come i volti nella prosopagnosia) o modale (riguardante un solo senso)
Manifestazioni Cliniche e Forme Principali
L’agnosia può coinvolgere uno o più canali sensoriali, dando origine a diverse forme cliniche:
- Agnosia visiva: incapacità di riconoscere oggetti noti attraverso la vista, pur avendo una vista normale. Può presentarsi in sottotipi come la prosopagnosia (difficoltà a identificare volti familiari), agnosia per i colori (acromatopsia), o agnosia topografica (incapacità di orientarsi in ambienti conosciuti).
- Agnosia uditiva: perdita della capacità di attribuire significato ai suoni, nonostante l’udito conservato. Alcuni pazienti non riconoscono suoni comuni (es. il suono di un telefono) o mostrano una percezione alterata della musica (amusia).
- Agnosia tattile (o astereoagnosia): incapacità di riconoscere oggetti tramite il tatto, comune in caso di danni alle aree sensitive del lobo parietale.
Tra le varianti meno frequenti si trovano: agnosia digitale (difficoltà a distinguere le dita della mano), agnosia geometrica (difficoltà a riprodurre forme o mappe), agnosia ideatoria (incapacità di collegare concetti astratti), agnosia spaziale (problemi nel localizzare oggetti o il proprio corpo nello spazio), e agnosia temporale (alterata percezione del tempo).
Classificazioni: Appercettiva e Associativa
Le agnosie si dividono in due grandi categorie:
- Appercettive: il paziente ha difficoltà nell’assemblare le informazioni sensoriali grezze in un’immagine coerente. Non riesce, ad esempio, a copiare un disegno o a distinguere un oggetto da un altro simile.
- Associative: pur riuscendo a percepire la forma e la struttura di un oggetto, la persona non è in grado di associarlo a un significato, al suo nome o alla sua funzione. È un riconoscimento privo di senso.
Un caso emblematico è quello di Mark Francis, che, dopo un trauma cranico, ha sviluppato una forma di agnosia visiva. Sebbene la vista fosse conservata, non riusciva più a interpretare immagini e simboli, descrivendo il mondo come un insieme confuso di figure senza significato. L’impatto sulla sua quotidianità è stato tale da spingerlo al pensionamento anticipato, poiché guidare o utilizzare strumenti digitali divenne impossibile.
Anche altri pazienti riferiscono esperienze simili, come l’incapacità di distinguere tra una forchetta e un coltello, o la difficoltà a riconoscere oggetti in fotografie in bianco e nero, migliorando leggermente con immagini a colori grazie alla maggiore quantità di indizi visivi.
Percorso Diagnostico
La diagnosi si basa su una valutazione neurologica completa, associata a test neuropsicologici e imaging cerebrale (come TAC o risonanza magnetica). I pazienti vengono esaminati nella capacità di riconoscere oggetti, suoni e strutture corporee attraverso diverse modalità sensoriali. Talvolta si ricorre anche a una puntura lombare per escludere patologie infettive o infiammatorie del sistema nervoso centrale.
Interventi Terapeutici e Adattamento
Non esiste una cura specifica per l’agnosia, ma il trattamento si concentra sulla causa sottostante (es. ascessi cerebrali, tumori, infezioni). Parallelamente, si interviene con terapie di supporto come logopedia, riabilitazione cognitiva e terapia occupazionale. I pazienti possono imparare a usare strategie compensatorie, come etichettare oggetti o mantenere un’organizzazione fissa degli ambienti domestici per ridurre la confusione.
Ecco un quadro sinottico completo, ricorda sempre di fare affidamento ad un consulto specialistico con il tuo medico di fiducia.
| Categoria | Tipo / Causa / Forma | Area del Cervello Coinvolta | Funzione Sensoriale Compromessa |
|---|---|---|---|
| 🔹 Cause Comuni | Ictus (ischemia cerebrale) | Varie aree corticali | Vista, udito, tatto, riconoscimento generale |
| Aneurisma cerebrale | Regioni vascolari cerebrali | Dipende dalla localizzazione | |
| Demenza vascolare | Lobi parietali, temporali | Multisensoriale | |
| Morbo di Alzheimer | Corteccia temporale e parietale | Riconoscimento, memoria | |
| Morbo di Parkinson | Gangli della base, aree associative | Percezione e processi cognitivi | |
| Trauma cranico | Zone multiple | Dipende dalla lesione | |
| 🔸 Cause Rare | Encefalite (anche da zecche o giapponese) | Encefalo diffuso | Tutte le modalità sensoriali |
| TIA (Attacco Ischemico Transitorio) | Temporanee aree ischemiche | Variabile | |
| Emorragia cerebrale | Qualsiasi area corticale | Variabile | |
| Malattia di Creutzfeldt-Jakob | Degenerazione diffusa | Multisensoriale | |
| Ascesso cerebrale | Parietale, temporale, occipitale | Funzioni localizzate | |
| 🔶 Forme di Agnosia | Agnosia visiva | Occipito-temporale | Vista (oggetti, simboli, colori, forme) |
| Agnosia uditiva | Lobo temporale destro | Udito (suoni, musica, parole) | |
| Agnosia tattile (astereoagnosia) | Lobo parietale, vie sensitive | Tatto (forma, dimensioni, struttura) | |
| Prosopagnosia (volti) | Fusa gyrus, temporo-occipitale | Riconoscimento dei volti | |
| Agnosia topografica | Lobo parietale posteriore | Orientamento spaziale | |
| Amusia | Temporale destro | Percezione musicale | |
| Agnosia digitale | Parietale sinistro | Identificazione delle dita (sindrome di Gerstmann) | |
| Agnosia spaziale-visiva | Parietale destro | Spazio, direzione, stereoscopia | |
| Agnosia geometrica | Occipitale e parietale | Riproduzione forme e mappe | |
| Agnosia per i colori (acromatopsia) | Area V4 occipitale | Visione e distinzione dei colori | |
| Agnosia per simboli visivi | Temporo-occipitale | Lettere, numeri, simboli | |
| Agnosia ideatoria | Lobo frontale o parietale | Concetti, pianificazione d’azione | |
| Agnosia isotermica | Parietale | Percezione del caldo e freddo | |
| Agnosia di posizione | Lobo parietale | Posizione delle parti del corpo | |
| Anosognosia | Parietale destro | Consapevolezza del proprio deficit | |
| Agnosia temporale | Corteccia associativa | Riconoscimento e comprensione del tempo | |
| Agnosia dello sviluppo | Circuiti sensoriali in età evolutiva | Riconoscimento sensoriale in bambini | |
| 🔬 Tipologia Funzionale | Appercettiva | Danno nell’elaborazione percettiva | Incapacità di riconoscere e riprodurre visivamente oggetti |
| Associativa | Disconnessione fra percezione e significato | Incapacità di dare un nome o funzione a un oggetto |
Agnosia da infezione esterna
L’agnosia può essere causata anche da infezioni cerebrali, sebbene queste rappresentino una causa meno frequente rispetto a ictus, traumi o malattie neurodegenerative. Alcune infezioni neurotropiche possono danneggiare le aree del cervello coinvolte nell’elaborazione sensoriale, provocando vari tipi di agnosia.
| Infezione | Tipo di Agnosia Associata | Meccanismo Patologico | Aree Cerebrali Coinvolte |
|---|---|---|---|
| Encefalite virale (es. HSV-1) | Agnosia visiva, uditiva, tattile, prosopagnosia | Infiammazione e necrosi del tessuto cerebrale, in particolare nei lobi temporali e frontali | Lobo temporale mediale, corteccia associativa |
| Encefalite giapponese | Agnosia visiva, ideatoria | Lesione dei gangli della base e della corteccia cerebrale | Corteccia associativa, strutture profonde |
| Encefalite da zecche (TBE) | Agnosia generale (multimodale) | Danno neuronale esteso causato dal virus encefalitico trasmesso da zecche | Aree corticali multiple |
| Neurosifilide | Agnosia ideatoria o visiva | Infiammazione cronica delle meningi e del parenchima cerebrale | Lobo parietale e temporale |
| Neuro-AIDS (HIV encefalopatia) | Agnosia associativa, ideatoria, multisensoriale | Infezione cronica del SNC con danno neurodegenerativo progressivo | Corteccia associativa diffusa |
| Ascesso cerebrale (batterico o fungino) | Agnosia localizzata (a seconda della sede) | Accumulo di pus che comprime e distrugge il tessuto cerebrale circostante | Dipende dalla localizzazione |
| Toxoplasmosi cerebrale | Agnosia tattile o visiva | Lesioni focali causate dal parassita intracellulare nei pazienti immunocompromessi | Lobo parietale, talamo, corteccia |
| Malattia di Creutzfeldt-Jakob (da prioni) | Agnosia visiva, ideatoria, multisensoriale | Degenerazione spongiforme progressiva | Aree associative, corteccia occipitale |
L’encefalite erpetica, in particolare quella provocata dal virus Herpes Simplex 1, rappresenta una delle infezioni più comunemente associate alla prosopagnosia, a causa del danneggiamento mirato del lobo temporale mediale.
Le infezioni del sistema nervoso centrale possono determinare lesioni infiammatorie, necrosi o effetti compressivi che alterano le vie sensoriali e le aree corticali coinvolte nei processi di riconoscimento. Per identificare un’agnosia di origine infettiva, è spesso necessario ricorrere a risonanza magnetica cerebrale, elettroencefalogramma e test neuropsicologici, accompagnati da accertamenti di tipo infettivologico.
La conoscenza dell’agnosia deriva da un ampio corpus di studi neuropsicologici e neurologici che ne hanno descritto caratteristiche, cause e rilevanza clinica. Storicamente, la distinzione tra agnosia appercettiva e associativa è stata introdotta da Lissauer nel 1890, differenziando i deficit legati all’elaborazione percettiva da quelli relativi all’assegnazione di significato agli stimoli percepiti.
Successivamente, lavori più recenti hanno evidenziato il ruolo delle lesioni nelle aree occipitali, temporali e parietali nella genesi di forme specifiche di agnosia, tra cui la prosopagnosia. Sono stati inoltre sviluppati modelli cognitivi, come quelli proposti da Riddoch e Humphreys, per interpretare le disfunzioni nei meccanismi di riconoscimento visivo, supportati da strumenti diagnostici quali il Birmingham Object Recognition Battery (BORB).
Per quanto concerne gli interventi riabilitativi, la letteratura mostra che approcci compensativi, basati su strategie verbali o visive, possono risultare efficaci nel mitigare i deficit. L’insieme di questi studi, incluso il contributo di revisioni sistematiche presenti in banche dati come PubMed e ScienceDirect, sottolinea la complessità del disturbo e la necessità di una presa in carico diagnostica e terapeutica fondata su evidenze neuroscientifiche.




