Quanto dura la mononucleosi

La mononucleosi è una malattia che colpisce principalmente gli adolescenti e i bambini, ma gli adulti non ne sono esenti. Il contagio avviene più facilmente quando il sistema immunitario è indebolito, ad esempio dopo una malattia debilitante o durante periodi di stress intenso.

La diffusione della mononucleosi è ampia in tutto il mondo. Nei Paesi industrializzati, colpisce circa il 50% degli individui entro l’adolescenza, mentre nei Paesi in via di sviluppo può comparire in età più precoce.

La malattia può causare piccole epidemie in determinate condizioni, come stretto contatto con individui infetti, sovraffollamento e cattive condizioni igieniche.

Si stima che circa il 90% della popolazione mondiale adulta entri in contatto con il virus di Epstein-Barr nel corso della propria vita, senza sviluppare sintomi di infezione. La maggior parte di queste persone ha sviluppato anticorpi specifici senza manifestare segni di malattia.

Il contagio avviene principalmente tramite saliva (per esempio attraverso il bacio), ma può anche avvenire tramite rapporti sessuali non protetti, condivisione di oggetti contaminati come posate, bicchieri, piatti e giocattoli, nonché attraverso goccioline di saliva diffuse durante la tosse.

La contagiosità può persistere per un lungo periodo, poiché il virus può essere eliminato dalla saliva fino a un anno dopo l’infezione. Durante i periodi di riattivazione del virus, anche i portatori sani possono diventare fonte di contagio. Tuttavia, se si è già stati infettati in passato, un successivo contatto con una persona affetta da mononucleosi non comporterà conseguenze.

La durata della mononucleosi può variare da persona a persona. In generale, la malattia dura da alcune settimane a diversi mesi. Durante le prime settimane, i sintomi sono più intensi, compresa la febbre, l’affaticamento e il mal di gola. Successivamente, i sintomi tendono a diminuire gradualmente. Tuttavia, la stanchezza e l’affaticamento possono persistere per settimane o addirittura mesi dopo la scomparsa degli altri sintomi.

È importante notare che la durata della mononucleosi può essere influenzata da diversi fattori, tra cui l’età del paziente, lo stato di salute generale e la reattività del sistema immunitario. Alcune persone possono riprendersi completamente entro poche settimane, mentre altre possono richiedere un periodo di recupero più lungo.

Durante il periodo di malattia, è consigliabile seguire le indicazioni del medico, riposare a sufficienza, idratarsi adeguatamente e evitare sforzi e attività fisiche intense. Inoltre, è importante evitare il contatto stretto con altre persone per ridurre il rischio di diffondere l’infezione.

I sintomi iniziali della mononucleosi sono simili a quelli di un comune malanno invernale, come influenza, e includono senso di spossatezza, mal di gola, febbre e ingrossamento dei linfonodi.

La fase acuta della malattia si manifesta con debolezza generale, mal di gola con presenza di placche bianco-giallastre sulle tonsille, ingrossamento dei linfonodi nel collo, febbre elevata e sudorazione notturna. Dopo alcuni giorni, si può osservare un aumento delle cellule linfocitarie atipiche nel sangue.

Altri sintomi caratteristici della mononucleosi includono ingrandimento della milza (splenomegalia), eruzione cutanea simile a quella del morbillo e, in alcuni casi, lieve ittero.

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